I modi per investire e guadagnare sui titoli di Stato sono tanti e vanno ben oltre il solo flusso cedolare. Come sempre, l’importante è essere pienamente consapevoli di quello che si va acquistando e facendo per evitare di ritrovarsi bond perdenti in portafoglio.
Vediamo in questa sede 3 BTP dalla cedola modesta ma che a scadenza offrono un bel guadagno in conto capitale.
Come e quanto guadagnare con BTP e titoli di Stato?
Di solito è la cedola la componente più considerata dal piccolo investitore desideroso di intascarsi un buon flusso periodico e stop.
Tuttavia, oltre agli interessi c’è tanto altro dietro un bond. Gli investitori preparati ed aggressivi, ad esempio, amano fare trading sulle obbligazioni (sovereign e corporate) al pari del trading sulle azioni di Borsa. In sostanza puntano al capital gain dato dalla differenza tra il prezzo di carico e quello di rivendita del titolo sul mercato. Poi ci sono quelli ancora più speculativi dei primi che operano in titoli denominati in valuta estera.
Qui la sfida sta nel provare a coniugare gain da capitale con quello da cambio oltre alla cedola pro tempore.
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Tra i due estremi (cassettista puro e speculatore) vi è il mare magnum di chi insegue la cedola ma non disdegna l’idea di rivendere anzitempo un bond che nel frattempo si è apprezzato a sufficienza. Infine c’è chi ha una precisa data a termine in cui sa già oggi che impiegherà un certo capitale che non dispone e che vorrebbe costituirlo a scadenza.
In tal caso il bond sotto cento potrebbe essere utile per sottoscrivere un prodotto “a sconto” e ricevere il grosso del rendimento a scadenza (o prima se il mercato lo consente).
Il BTP con cedola allo 0,90% e in scadenza a medio termine
Per chi ha orizzonti temporali di medio termine (anni residui: 6,34), pensiamo al BTP in scadenza il 1° aprile 2031, emesso alla stessa data del 2020. All’epoca i tassi erano ai minimi di periodo, e infatti quest’obbligazione decennale (ISIN IT0005422891) paga lo 0,90% lordo annuo.
Potremmo dire “davvero poco” se rapportata alla durata complessiva e ai rendimenti attuali su simili tempistiche.
Fatto sta che oggi il titolo prezza sugli 88 centesimi, mentre 2 ani e 2 mesi fa ha segnato addirittura un minimo a 73,98. Per chi necessita di 10mila € nominali tra 6,3 anni, quindi, oggi basterebbe impegnare 8.800 € (più commissioni) e ritrovarsi la cifra desiderata a scadenza.
Se poi il mercato in futuro dovesse rivelarsi benigno, allora l’approdo a 100 potrebbe arrivare anche in anticipo. Ventisei mesi fa, invece, sarebbero bastati 7.400 € per ritrovarsene 10mila lordi a termine (cedole a parte).
3 BTP dalla cedola modesta ma che a scadenza offrono un bel guadagno in conto capitale
Per accaparrarsi uno sconto (sul prezzo nominale di rimborso finale) maggiore occorre spostarsi sul lungo termine. Analizziamo il BTP con ISIN IT0005433195, emesso il 12/01/2021 e in scadenza il 1° marzo 2037. La cedola è striminzita (lo 0,95% lordo annuo sul nominale sottoscritto) se rapportata al tempo residuo, mentre il rendimento netto effettivo si aggira sul 3,6%.
Questo perché il prezzo di mercato del bond è sotto cento, e difatti sul MOT passa di mano sui 74,4 centesimi.
Chi necessitasse di 10mila € tra 12,25 anni potrebbe pensare di impegnarne 7.400 € oggi per ricevere quel nominale a termine. Certo, si tratta di scelte in cui bisogna essere molto certi di non necessitare del capitale prima, onde evitare di incappare in possibili perdite in conto capitale. Ancora, in simili scelte operative è bene entrare a mercato quanto più i prezzi sono compressi.
Arriviamo infine al lunghissimo periodo, al BTP Green con ISIN IT0005438004 in scadenza il 1° aprile del 2045, tra 20,34 anni. Il bond stacca una cedola semestrale lorda dello 0,75% (l’1,50% annuo), mentre il rendimento effettivo annuo a scadenza si aggira sul 4%. Il Green prezza oggi intorno ai 67,7 centesimi, ma 13 mesi fa ha segnato un minimo di 52,35 centesimi. In pratica chi lo ha sottoscritto a ottobre scorso a scadenza si vedrà rimborsato un capitale nominale quasi raddoppiato (qui non consideriamo l’inflazione).
Nel frattempo incasserà le cedole e, è molto probabile, spererà che il bond possa tornare a 100 con qualche anno di anticipo rispetto al 2045.