Dal 2026 la Germania pagherà agli italiani 259 euro al mese per ogni figlio

Ilena D’Errico

11 Gennaio 2026 - 22:03

In Germania vengono riconosciuti 259 euro al mese per ogni figlio, anche agli italiani. Ecco cosa c’è da sapere.

Dal 2026 la Germania pagherà agli italiani 259 euro al mese per ogni figlio

Sapete che gli italiani in Germania possono ricevere fino a 259 euro al mese per ogni figlio? Non perché Berlino abbia deciso senza motivo di premiare chi viene dall’Italia, ma semplicemente perché include gli stranieri nella percezione del sussidio familiare per i figli. Lo Stato tedesco vuole infatti contribuire alla crescita dei minori e al mantenimento dei figli maggiorenni, motivo per cui rivolge la misura - il Kindergeld - anche agli stranieri che lavorano in Germania. Dal 2026, inoltre, questa sorta di assegno familiare è stato aumentato, arrivando appunto a 259 euro mensili per un figlio, per effetto della rivalutazione annuale. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Come funziona l’assegno tedesco per i figli

Il Kindergeld è simile a molti strumenti di sostegno per le famiglie, come il nostro Assegno unico e universale o gli assegni familiari. Tuttavia, nelle comunicazioni ufficiali viene specificato che non si tratta di un vero e proprio beneficio sociale, nonostante venga spesso pagato proprio dagli uffici dedicati ai sussidi. Il Kindergeld viene piuttosto descritto come un’indennità di tipo fiscale, perché è volta a coprire il peso fiscale che i genitori dovrebbero sopportare per ogni bambino fin dalla sua nascita.

Nei fatti, comunque, serve ai genitori per far fronte alle spese di assistenza e cura della prole, proprio come ogni altro strumento analogo a livello europeo. È comunque importante sottolineare questo aspetto perché in Germania c’è un percorso apposito, basato su strumenti differenti, per il sostegno economico delle famiglie più in difficoltà. Il Kindergeld, infatti, non dipende dal reddito della famiglia ed è riconosciuto in misura fissa ai genitori in possesso di semplici requisiti di base per ogni figlio minorenne.

La percezione dell’assegno può inoltre essere estesa fino ai 25 anni di età dei beneficiari, ad alcune condizioni. Per esempio, il beneficio continua dopo la maggiore età per i cittadini con disabilità, per coloro che frequentano corsi di istruzione o formazione professionale, ma anche per chi sta svolgendo un apprendistato o un lavoretto che occupa meno di 20 ore settimanali (massimo 603 euro mensili per il 2026). L’importo del Kindergeld dipende quindi esclusivamente dal numero di figli, in modo pressoché proporzionale:

  • 259 euro per un figlio;
  • 518 euro per due figli;
  • 765 euro per tre figli;
  • 1.020 euro per quattro figli;
  • 1.275 euro per cinque figli.

Chi ha due figli percepisce esattamente il doppio dell’assegno, mentre con l’aumentare dei figli l’importo sale leggermente meno, con differenze di pochi euro (basti pensare che cinque volte l’assegno sarebbero 1.295 euro e per cinque figli se ne percepiscono 1.275). Anche da questo punto di vista la misura tedesca è particolarmente funzionale ed equa, non prevedendo un’eccessiva diminuzione proporzionale né maggiorazioni di sorta, proprio con l’idea di base che ogni figlio ha il medesimo costo fiscale.

Anche per gli italiani che lavorano in Germania

Il Kindergeld spetta ai cittadini tedeschi (a certe condizioni anche quando vivono all’estero), ma pure agli stranieri. A tal proposito, bisogna essere cittadini dell’Unione europea che lavorano e pagano le tasse in Germania. Nel dettaglio, bisogna lavorare nel Paese per almeno 183 giorni l’anno e sopportare la tassazione di almeno il 90% del proprio reddito per avere diritto alla misura. Quest’ultima deve essere richiesta dai genitori, dai tutori legali o dal figlio maggiorenne stesso presso gli appositi uffici dedicati ai sussidi familiari, potendo ricevere di norma anche 4 mesi di arretrati.

In caso di genitori separati, l’assegno spetta a chi contribuisce maggiormente al mantenimento dei figli oppure si lascia la decisione all’accordo tra i genitori. Per situazioni particolari è bene consultare gli uffici di riferimento, visto che il beneficio è estendibile, per esempio, anche a minori affidati ai nonni oppure orfani. La consulenza è comunque indispensabile per chi percepisce altre misure in un Paese diverso, considerando che normalmente non sono cumulabili, ma uno dei due Stati potrebbe riconoscere il pagamento della differenza per arrivare al massimo riconosciuto se spettante.

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