2 ragioni per cui le azioni USA potrebbero frenare la propria corsa

Redazione Finance

1 Dicembre 2024 - 16:41

Il mercato USA si trova in una zona d’ipercomprato? Ecco due ragioni che sembrano preoccupare particolarmente gli esperti.

2 ragioni per cui le azioni USA potrebbero frenare la propria corsa

Il mercato azionario statunitense, spesso considerato un termometro dell’economia globale, sta mostrando segnali di frenata che non possono essere ignorati.

Due fattori principali emergono con chiarezza.

Da un lato, le aspettative sugli utili delle società quotate nell’S&P500 non sono così rosee come in molti si aspettavano; dall’altro, il sentiment generale degli analisti e dei principali investitori sul panorama globale sta virando verso una posizione più cauta. Analizziamo in dettaglio questi due aspetti e le implicazioni che potrebbero avere sul futuro del mercato.

La pressione sugli utili e le valutazioni elevate

Secondo un recente studio di FactSet sugli utili del terzo trimestre 2024, la situazione per l’S&P500 si presenta meno favorevole rispetto agli anni precedenti. Le sorprese positive sugli utili, sia in termini di numero di aziende che di entità delle sorprese, sono inferiori alle medie degli ultimi cinque anni. Questo dato indica che molte società non riescono a superare le aspettative degli analisti come accadeva in passato.

Un altro aspetto preoccupante è legato alle previsioni per il quarto trimestre del 2024: il 68% delle aziende che hanno emesso guidance sugli utili prevede un risultato inferiore alle attese. Questo valore supera sia la media degli ultimi cinque anni che quella degli ultimi dieci anni. Considerando che il rapporto prezzo/utili (P/E) dell’S&P500 si attesta a 30, un livello superiore alle medie a10 anni, ci troviamo in una situazione di supervalutazione?

Non è facile rispondere a questa domanda ma, il mercato azionario si muove spesso sulla base delle aspettative future, più che sui dati attuali. Quando le aspettative sugli utili si riducono, anche la propensione degli investitori a pagare prezzi elevati per le azioni tende a diminuire.

Il cambio di sentiment e il comportamento degli investitori istituzionali

Un altro segnale preoccupante arriva dall’analisi del sentiment. Gli analisti di Wall Street stanno abbassando le valutazioni su molte delle principali società dell’S&P500, passando da raccomandazioni di “strong buy” e “buy” a un più prudente “hold”. Questo cambio di tono riflette una minore fiducia nelle prospettive di crescita del mercato azionario, segnalando un rallentamento delle aspettative a lungo termine.

Anche il comportamento dei principali investitori istituzionali e dei top manager delle grandi aziende riflette una crescente cautela. Warren Buffett, ad esempio, ha accumulato una quantità record di liquidità nella sua Berkshire Hathaway, pari a $340 miliardi, senza considerare che lo stesso la società ha interrotto i piani di riacquisto di azioni proprie.

Parallelamente, altri grandi nomi come Jeff Bezos e Mark Zuckerberg hanno venduto importanti quantità di azioni delle proprie aziende. Bezos, in particolare, ha liquidato più di 40 milioni di azioni Amazon in meno di quindici giorni, una mossa che ha attirato l’attenzione degli analisti. Anche Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, ha seguito una strategia simile, seppur in misura più contenuta.

In parallelo, il Fear & Greed Index del CME segnala livelli di avarizia nel sentiment retail. Questo contrasta con l’approccio più cauto degli esperti e potrebbe rappresentare una pericolosa divergenza.

Cosa aspettarsi dal mercato USA?

Guardando al grafico dell’S&P500, l’indice si trova in una zona di ipercomprato, come indicato dall’RSI (Relative Strength Index). Questo indicatore segnala il raggiungimento del livello dei 70 punti, zona tecnicamente considerata di particolare attenzione.

S&P500, 1W S&P500, 1W Grafico a candele settimanali dell'indice S&P500. Fonte: baha.com