+163% dopo i conti 2025, ma il titolo resta sotto del 99,99% a Piazza Affari. Quanto fattura Fidia.
A Piazza Affari le azioni Fidia esplodono di oltre il 160% in una sola seduta. Un movimento estremo anche per una small cap abituata a forti oscillazioni.
Ma per chi ha il titolo in portafoglio da anni, le perdite sono ancora enormi. Dai massimi del 2018 il titolo ha perso praticamente tutto il suo valore. Oggi vale il 99,99% in meno, una delle discese più drastiche viste negli ultimi anni sul listino italiano.
Nel 2024 aveva completato davanti al Tribunale di Ivrea il pagamento dell’ultima tranche legata alla procedura di concordato preventivo avviata nel 2022. Ma questo non era bastato a rassicurare il mercato. I dubbi sulla continuità aziendale sono rimasti elevati e il titolo è diventato una penny stock, arrivando a scambiare a frazioni di centesimo, con volatilità altissima.
Dietro il rally potrebbero non esserci solo movimenti speculativi. Il mercato sta reagendo ai conti 2025 e alla possibilità che il lungo processo di ristrutturazione possa essere arrivato a un punto di svolta.
Quanto fattura oggi Fidia
Nel 2025 il fatturato di Fidia è cresciuto del 74,6%: dopo anni segnati da crisi finanziaria e ristrutturazioni, i ricavi netti consolidati hanno raggiunto i 30,5 milioni di euro.
Dai risultati emerge anche un netto miglioramento del conto economico. L’EBITDA torna positivo per circa 0,6 milioni di euro, contro il rosso di 4,9 milioni registrato nel 2024. Il risultato netto chiude in utile per circa 1 milione di euro, mentre l’anno precedente si era concluso con una perdita di 9,5 milioni.
Una parte dell’utile dipende dagli effetti contabili dell’adeguamento al fair value di POC e warrant. Al netto di questa componente, resta comunque un cambio di passo operativo che negli anni scorsi non si vedeva.
Gli effetti di una maggiore disciplina finanziaria si vedono anche sul debito. L’indebitamento finanziario netto scende a 3,7 milioni di euro, rispetto ai 6,3 milioni di fine 2024, grazie alla ripresa dell’attività operativa.
La parte più interessante, però, arriva dagli ordini.
Perché il mercato torna a guardare Fidia: gli ordini crescono
Nel 2025 gli ordini del segmento HSM + CNC sono saliti a 14 milioni di euro, quasi l’80% in più rispetto all’anno precedente. Con un ritmo che regge anche all’inizio del 2026: nei primi quattro mesi dell’anno il gruppo ha già raccolto ordini per circa 12,9 milioni, contro i 9,1 milioni dello stesso periodo del 2025.
Questo è il dato che forse meglio spiega il rally di oggi. Perché dopo anni di contrazione, si vedono segnali di ripresa anche sul fronte commerciale.
Secondo il management, la fase più difficile della ristrutturazione avviata nel 2023 sarebbe ormai alle spalle. Il nuovo piano industriale 2026-2028 punta a far crescere gradualmente i ricavi facendo leva sulle nuove macchine CNC, sulle attività di service e sulla componentistica elettronica.
Anche la redditività dovrebbe continuare a migliorare, grazie a una struttura più efficiente e a una selezione più attenta delle commesse.
Questo non cambia la natura del titolo. Il +163% in una seduta è un movimento da penny stock, quindi va letto con prudenza. Ma questa volta il rialzo arriva insieme a numeri industriali finalmente in miglioramento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA