Una nota compagnia aerea ha offerto un incentivo economico al personale che decide di lasciare il lavoro o di sospendere momentaneamente l’attività.
Un bonus economico per dire addio al posto fisso. Sta facendo discutere l’ultima iniziativa di Swiss International Air Lines, che ha messo sul tavolo un incentivo di 15.000 franchi, circa 16.000 euro, per gli assistenti di volo pronti a rassegnare le dimissioni immediate. Non si tratta di un licenziamento, ma di un piano di uscite volontarie mirato a ristrutturare il personale di cabina in tempi record.
La compagnia aerea, infatti, sta affrontando delle difficoltà: problemi ai motori degli aerei, voli cancellati e costi in aumento stanno mettendo a dura prova la filiale di Lufthansa. Se tutto questo non bastasse, la compagnia sta continuando ad assumere personale nonostante gli eccessi: lo scorso autunno, per esempio, si contavano almeno 400 assistenti di volo in esubero.
Con un messaggio inviato ai dipendenti, si offre quindi la possibilità di lasciare il lavoro e ottenere un bonus immediato in denaro. Ma conviene davvero?
Swiss offre 16.000 euro agli assistenti di volo che presentano le dimissioni
Come riportano i giornali locali, la compagnia aerea ha inviato una nota interna ai suoi 4.500 assistenti di volo annunciando nuove misure: tra queste spunta un bonus da 16.000 euro per coloro che decidono di dimettersi volontariamente. Nella lettera viene specificato che il personale è in esubero e i recenti problemi ai motori - oltre all’aumento dei costi di gestione e al blocco di alcune tratte - stanno riducendo il numero di voli in partenza e in arrivo dai principali aeroporti internazionali.
Questa incertezza, spiegano ai vertici, richiede anche “risparmi sui costi a breve termine”. Un modo per raggiungere questo obiettivo è attraverso «misure incentivanti per ridurre l’eccesso di personale di cabina».
Non è chiaro il numero degli assistenti in esubero, in quanto può variare di mese in mese, ma secondo fonti interne si presume che «in alcuni mesi, ci siano fino a circa 300 membri dell’equipaggio di cabina in più temporaneamente in organico rispetto a quelli che possiamo attualmente impiegare nelle operazioni di volo».
Per evitare licenziamenti di massa o altre spiacevoli situazioni, i responsabili del personale di cabina stanno proponendo diverse soluzioni per ridurre l’eccesso di personale. Una delle più particolari è proprio un bonus in denaro per chi decide di licenziarsi.
Come funziona l’incentivo a presentare le dimissioni
Chiunque si dimetta tra il 13 marzo e il 30 aprile 2026, e lasci il lavoro entro la fine di agosto al più tardi, riceverà un pagamento forfettario di 15.000 franchi svizzeri (circa 16.600 euro) lordi, a condizione di un impiego a tempo pieno. Questa è in breve la proposta di Swiss per i propri dipendenti in esubero.
Ma è davvero vantaggioso lasciare il posto di lavoro in Swiss? Secondo alcune stime, il bonus da 16.000 euro corrisponde a diverse mensilità di stipendio per molti assistenti di volo, considerando che lo stipendio medio per questa posizione si aggira sui 4.000 franchi svizzeri al mese (circa 4.400 euro), esclusi bonus e spese. «Abbiamo scelto deliberatamente questo importo perché può rappresentare un incentivo significativo per i dipendenti che stanno già valutando un cambio di carriera o, ad esempio, l’inizio di un corso di laurea», ha dichiarato il portavoce della compagnia.
Oltre al bonus dimissioni volontarie, Swiss menziona anche altre modalità di riduzione del personale: tra queste, ci sono dei periodi di congedo non retribuito più lunghi, delle riduzioni del carico di lavoro o un congedo di maternità esteso.
Non si escludono possibili licenziamenti
Sebbene la compagnia abbia promosso varie iniziative di dimissioni volontarie, non si esclude una linea più drastica per risolvere il problema degli esuberi. Se i bonus e gli incentivi non dovessero ottenere l’effetto sperato, Swiss potrebbe procedere con una serie di licenziamenti.
Nella lettera ai dipendenti, infatti, si legge: «Qualora non dovessimo riuscire in questo intento, non si possono escludere i licenziamenti come ultima risorsa».
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