Alcuni titoli europei offrono non solo dividendi fino al 10%, ma anche un potenziale rialzo superiore al 50% secondo gli analisti. Eppure molti investitori continuano a guardare solo a Piazza Affari quando cercano rendimento. Allargando lo sguardo, in Europa si trovano infatti opportunità interessanti anche in ottica di diversificazione. Non tutte le azioni, però, sono davvero affidabili: un rendimento elevato può nascondere rischi importanti.
Per questo abbiamo selezionato i titoli che combinano dividend yield più elevato con solidità degli utili e sostenibilità dei pagamenti. Ecco quali sono le azioni europee da tenere d’occhio oggi.
Dividendi tra il 4% e il 7%: i titoli più solidi da cui partire
Sono queste le azioni da cui partire se si cerca rendimento senza rischio eccessivo. Si tratta spesso di grandi gruppi bancari o infrastrutturali, dove il rendimento resta interessante ma senza eccessi.
In questa categoria rientrano titoli come Intesa Sanpaolo, Nordea Bank, NOS e Saipem: società con business solidi, utili abbastanza prevedibili e flussi di cassa capaci di sostenere il dividendo nel tempo.
Proprio per questo motivo tendono a essere più affidabili rispetto ai titoli con dividendi molto più elevati.
Intesa Sanpaolo (dividend yield: 6,7%)
Intesa Sanpaolo offre un rendimento da dividendo intorno al 6,7%, confermandosi tra i titoli più interessanti per chi cerca income in Europa. Non a caso rientra tra le top pick di Citigroup. Oltre al dividendo da 37,6 centesimi, il titolo potrebbe offrire anche margini di crescita. Goldman Sachs vede infatti un possibile rialzo fino a 6,9 euro, con un potenziale upside intorno al 23%.
Nordea Bank (dividend yield: 6,2%)
Nordea Bank paga un dividendo annuo di 0,96 euro per azione, pari a un rendimento intorno al 6,2%, in linea con i livelli più elevati del settore bancario europeo. Il payout si mantiene su livelli sostenibili (circa 65–70%). Per il 2026, il gruppo ha aperto alla possibilità di un dividendo extra legato agli utili semestrali, rafforzando ulteriormente l’appeal del titolo per chi cerca reddito.
NOS (dividend yield: 6,3%)
Con un dividendo di 0,35 euro per azione, NOS offre un rendimento del 6,3%, che nel 2026 potrebbe salire anche oltre l’8% grazie al dividendo straordinario di 0,10 euro. Il business resta solido, sostenuto da ricavi ricorrenti e da una buona generazione di cassa, anche se la crescita degli utili mostra segnali di rallentamento, in linea con il trend del settore telco europeo.
Saipem (dividend yield: 4,1%)
Il dividendo di Saipem è più contenuto rispetto ad altri titoli europei (4,1% circa). Ma dopo anni difficili, la società è tornata a distribuire cedole grazie al miglioramento dei conti: nel 2025 ha registrato ricavi in crescita e un ritorno alla redditività, con utili e margini in progressivo recupero e un dividendo di 0,17 euro per azione. Resta un titolo ciclico legato agli investimenti nell’oil & gas, ma il portafoglio ordini elevato e la maggiore visibilità sugli utili offrono un supporto al business e al potenziale del titolo.
Rendimenti più alti ma con qualche rischio (6%–9%)
Qui il rendimento sale, ma anche il livello di rischio. Questi titoli offrono dividendi più generosi rispetto alla media europea (4,3%), ma la sostenibilità dei dividendi può variare nel tempo, soprattutto in presenza di utili meno stabili.
Sono titoli spesso legati a settori ciclici o a contesti macro più sensibili, come banche e materie prime.
Banco BPM (dividend yield: 8%)
Banco BPM offre uno dei dividend yield più elevati tra le banche italiane, intorno all’8%. Il payout è sostenibile grazie alla forte redditività degli ultimi anni, favorita dal contesto dei tassi elevati.
Alior Bank (dividend yield: 7,2%)
Alior Bank paga un dividendo di 8,93 PLM con rendimento superiore al 7%, grazie a una buona crescita degli utili nel mercato polacco. Il potenziale resta interessante, ma il titolo è più volatile rispetto alle banche dell’Europa occidentale, anche per via del contesto macro e valutario. Il dividendo è attraente, ma richiede una maggiore tolleranza al rischio.
Vallourec (dividend yield: 6,5%)
Vallourec offre un rendimento intorno al 6,5%, ma è uno dei titoli più ciclici della lista. Il business è legato all’andamento dell’energia e delle materie prime, con utili che possono variare sensibilmente nel tempo. Dopo il turnaround degli ultimi anni, il gruppo ha migliorato la propria posizione finanziaria, ma il dividendo resta strettamente legato al ciclo del settore.
North Atlantic Energies (dividend yield: 5%)
Anche North Atlantic Energies si colloca nella fascia alta dei rendimenti europei, ma è tra i più esposti alla volatilità delle materie prime. Il dividendo è interessante ma meno prevedibile rispetto a quello di società più difensive.
Dividendi molto elevati (oltre il 10%) e potenziale di crescita, ma attenzione ai rischi
Quando i rendimenti sono più alti, anche le incognite aumentano. Dividend yield a doppia cifra possono sembrare molto interessanti, ma spesso riflettono una maggiore volatilità del business o aspettative più incerte sul futuro.
In alcuni casi, però, il mercato potrebbe anche sottovalutare il potenziale di alcune società. Secondo gli analisti, in alcuni casi i target price sono distanti oltre il 50% dai livelli attuali.
MFE (dividend yield: 10,6%)
MFE offre uno dei dividend yield più elevati in Italia e in Europa, superiore al 10%. IIl dividendo è sostenuto anche da operazioni straordinarie e dalla gestione della liquidità, ma resta legato al settore dei media, che negli ultimi anni ha mostrato una certa volatilità. Allo stesso tempo, il titolo ha un upside intorno al 50% dai livelli attuali, secondo gli analisti. Questo target lo rende uno dei casi più interessanti, ma anche più discussi, tra quelli ad alto dividendo.
Wallenius Wilhelmsen (dividend yield: 7,5%)
Molto interessante anche il caso di Wallenius Wilhelmsen, che presenta un dividend yield molto elevato, superiore al 7%. Utili in forte crescita e ciclo favorevole del settore shipping hanno spinto i risultati e le distribuzioni agli azionisti. Ma è proprio qui che si concentra il rischio: il business è altamente ciclico e legato all’andamento del commercio globale. Come per MFE, gli analisti intravedono un potenziale di crescita superiore al 50%.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |