Il FTSE MIB è il principale indice della Borsa italiana e raccoglie le 40 società più grandi e liquide quotate su Euronext Milan, il mercato regolamentato che fino al 2021 si chiamava MTA. Nel grafico compare con il simbolo FTSEMIB. Le 40 società rappresentano circa l’80% della capitalizzazione del mercato domestico.
Come si calcola il FTSE MIB
Il peso di ogni titolo è proporzionale alla capitalizzazione corretta per il flottante, cioè alle sole azioni disponibili sul mercato, con un tetto massimo per singola società. La selezione tiene conto di dimensione e liquidità e punta a riflettere il peso dei diversi settori dell’economia italiana. Le revisioni ordinarie sono trimestrali, a marzo, giugno, settembre e dicembre; operazioni straordinarie come fusioni o delisting possono portare a cambi fuori calendario.
L’indice è calcolato in euro da FTSE Russell insieme a Borsa Italiana durante la seduta, dalle 9:00 alle 17:30. Sul FTSE MIB si negoziano future e opzioni sul mercato IDEM e numerosi ETF.
Settori e titoli più pesanti
L’indice è sbilanciato verso pochi settori. Le banche, con Intesa Sanpaolo e UniCredit in testa, hanno il peso maggiore, seguite da energia e utility (Eni, Enel, Snam, Terna) e dalle assicurazioni con Generali. Completano il quadro industriali e difesa come Leonardo e Prysmian, l’automotive con Stellantis e Ferrari, il lusso con Moncler. Questa composizione rende il FTSE MIB molto sensibile ai tassi della BCE, allo spread BTP-Bund e al prezzo del petrolio.
Dal COMIT 30 a oggi
L’antenato del listino è il COMIT 30, nato nel 1992 e diventato Mib30 nel 1994. Dal 2003 al 2009 l’indice principale è stato l’S&P/MIB, poi trasformato nel FTSE MIB il 1° giugno 2009, dopo l’ingresso di Borsa Italiana nel London Stock Exchange Group. Il valore base è quello del Mib30 al 31 ottobre 2003, pari a 10.644 punti. Dal 2021 Borsa Italiana fa parte di Euronext.
La seduta peggiore della storia dell’indice è quella del 12 marzo 2020, quando l’avanzata della pandemia di Covid-19 provocò un crollo di quasi il 17%.