Il mercato dei metalli ha registrato andamenti divergenti per il zinco e il piombo nel 2024.
Nel quarto trimestre, il prezzo del zinco ha superato i 3.284 dollari per tonnellata, trainato da una carenza acuta di materie prime, mentre il piombo è stato appesantito da un eccesso di scorte, raggiungendo livelli record.
Il divario di prezzo tra i due metalli ha superato i 1.000 dollari per tonnellata, il più ampio dal febbraio 2023. Tuttavia, all’inizio del 2025, il premio del zinco rispetto al piombo si è ridotto a 888,50 dollari per tonnellata a causa della flessione del prezzo dello zinco.
La forte crescita del prezzo dello zinco è stata sostenuta da una combinazione di fattori, tra cui interruzioni dell’offerta e cali di produzione. Nel 2024, la produzione mineraria globale di zinco è diminuita per il terzo anno consecutivo. L’incendio alla miniera Century in Australia, gestita da Sibanye Stillwater, ha ulteriormente aggravato la crisi, causando una riduzione delle scorte disponibili.
Secondo il London Metal Exchange (LME), le scorte di zinco, dopo aver raggiunto un picco di 367.000 tonnellate in agosto, sono scese a 324.000 tonnellate a fine novembre 2024. Anche in Cina, la produzione di zinco raffinato è crollata del 7% su base annua, con i principali produttori costretti a ridurre le tariffe di lavorazione per preservare i margini di profitto.
Diversamente dal zinco, il mercato del piombo ha sperimentato una forte crescita delle scorte. L’inventario complessivo del LME, tra scorte on-warrant e off-warrant, è aumentato da 29.000 tonnellate a inizio 2023 a 305.000 tonnellate a novembre 2024. Questo incremento è stato alimentato principalmente dall’importazione cinese di metallo, un evento raro che non si verificava dal 2019, e dalla crescita delle esportazioni dall’India, il cui metallo ora rappresenta il 52% delle scorte registrate LME.
Nonostante l’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG) indichi che il mercato del piombo sia stato quasi in equilibrio nei primi 11 mesi del 2024, la produzione secondaria – spesso difficile da monitorare – sembra aver giocato un ruolo chiave nell’aumento delle scorte.
La crescita delle scorte ha spinto i fondi d’investimento a scommettere su un ulteriore calo dei prezzi, portando le posizioni nette a livelli record sul contratto LME del piombo.
Mentre i fondi mantengono posizioni lunghe sul zinco, il mercato sta cambiando. Secondo l’ILZSG, la produzione mineraria di zinco dovrebbe recuperare nel 2025 grazie all’apertura di nuove miniere e al riavvio di impianti inattivi. Sebbene la produzione mineraria globale fosse inferiore di 370.000 tonnellate nei primi 11 mesi del 2024, i dati suggeriscono una ripresa nel quarto trimestre.
Un incremento dell’offerta di concentrati migliorerà le prospettive per la produzione delle fonderie, riducendo il premio del zinco rispetto al piombo. Tuttavia, un aumento della produzione mineraria di zinco implica automaticamente un incremento dell’offerta di piombo, con il rischio di un ulteriore accumulo di scorte e di una maggiore pressione sui prezzi.
Il mercato della domanda rimane incerto per entrambi i metalli. Il piombo è utilizzato prevalentemente nelle batterie per auto, ma il passaggio ai veicoli elettrici sta riducendo la richiesta di batterie al piombo-acido. D’altro canto, circa la metà del zinco è impiegata nel settore delle costruzioni, un comparto in difficoltà in molte economie chiave, soprattutto in Cina.
Secondo l’ILZSG, il consumo globale di zinco è aumentato solo dello 0,7% nel 2024, mentre quello del piombo è sceso dell’1,3%. In assenza di un forte stimolo dal lato della domanda, saranno le dinamiche dell’offerta a guidare l’andamento dei prezzi.