Bitcoin: The Wolf of Wall Street lancia l’allarme sulla criptovaluta

Jordan Belfort aka The Wolf of Wall Street vede il Bitcoin mosso unicamente dalla cosiddetta teoria degli sciocchi e raccomanda agli investitori di uscirne prima di perdere tutto

Bitcoin: The Wolf of Wall Street lancia l'allarme sulla criptovaluta

Il Bitcoin? Escine subito o perderai tutti i tuoi soldi.
A pensarla così è Jordan Belfort, The Wolf of Wall Street, ex broker reso famoso da Leonardo DiCaprio nell’omonimo recente film.

E deve quantomeno far riflettere il fatto che Belfort, intimamente legato alle truffe, identifichi la maggiore criptovaluta per capitalizzazione di mercato come un fenomeno basato unicamente sulla Great Fools Theory - la più grande teoria degli sciocchi - ovvero quella che definisce il prezzo di un oggetto non dipendente dal suo valore intrinseco, ma condizionato solo da credenze e aspettative irrazionali del mercato:

“[Il Bitcoin] si fonda interamente sulla Great Fools Theory, e io lo so meglio di chiunque altro. Non ne sono orgoglioso, ma lo so”.

Il Bitcoin? Solo “teoria degli sciocchi”

Jordan Belfort ha scontato 22 mesi in una prigione della California, dopo essersi dichiarato colpevole di frode nel 1999. La sua società di brokeraggio, Stratton Oakmont, manipolava il prezzo delle azioni ingannando gli investitori sul loro valore e sui rischi delle operazioni in cui si imbarcavano, lasciandogli tra le mani titoli praticamente inutili; schema questo che Belfort ha ritrovato in maniera abbastanza precisa in un asset finanziario moderno: il Bitcoin.

Secondo il Lupo di Wall Street - appellativo da lui stesso svelato nel libro in cui ha raccontato la sua esperienza, The Wolf of Wall Street appunto - le impennate dei prezzi della più famosa criptovaluta sono dovute solo alla convinzione diffusa tra gli investitori che continueranno ad esserci persone ancora più pazze che potranno venderla a un prezzo maggiore.

“Non esistono fondamentali economici con i Bitcoin, è tutto basato sul parere di un altro investitore, poi di un altro investitore ancora e così via. Escine se non vuoi perdere tutti i tuoi soldi, perché ci sono buone possibilità che crollino. E quando il crack sarà vero, non sarai più in grado di vendere, non ci sarà liquidità”.

The Greater Fools Theory - la teoria degli sciocchi - è un’idea da cui lo stesso Belfort ha tratto beneficio per la sua Stratton Oakmont, società che gli ha permesso di guadagnare 200 milioni di dollari tra il 1989 e il 1998, prima dell’arresto, la collaborazione con l’FBI e la condanna a rimborsare le sue 1.513 vittime, per una cifra totale di 110,4 milioni di dollari.
A Belfort la situazione originata dal Bitcoin sembra un po’ troppo familiare a quella che lui stesso ha contribuito a creare:

“Ho già vissuto una cosa simile, ma io ero quello dall’altra parte. So cosa sta succedendo e questo è solo l’inizio della fine.”

Intanto la principale valuta virtuale sta continuando ad oscillare assieme al resto del comparto. Nel 2017 il Bitcoin è passato da meno di 1.000 dollari ai quasi 20.000 di dicembre, quando ha raggiunto il suo massimo storico, prima di dare avvio al crollo partito all’inizio di quest’anno.

Pareri illustri da Bill Gates a Warren Buffett: “Il Bitcoin non produce nulla”

Già lo scorso febbraio Belfort aveva detto la sua sul mercato delle criptovalute, prevedendo un crollo a zero del Bitcoin, non prima però di aver raggiunto la vertiginosa quota di 50.000 dollari.

Quello dell’imprenditore statunitense è solo uno dei tanti pareri che si aggiunge al coro degli scettici, composto da opinioni molto simili nella sostanza.
A maggio sono arrivate le considerazioni dell’ad di Microsoft Bill Gates, il quale ha dichiarato che la criptovaluta fondata da Satoshi Nakamoto non produce nulla e non bisognerebbe aspettarsi che salga:

“È una specie di investimento del tipo teoria degli sciocchi.
Credo che Bitcoin e ICO siano tra le cose più folli e speculative che abbia mai visto.

Mentre Warren Buffett, CEO di Berkshire Hathaway da sempre critico verso le criptovalute, ne ha evidenziato la mancanza di valore intrinseco, definendolo anche lui un asset che non produce nulla. Il suo valore cresce solo perché le persone continuano a investirci del denaro.

I sostenitori del Bitcoin: rivoluzione dei sistemi finanziari

I sostenitori della criptovaluta ritengono che la tecnologia blockchain, quella alla base del Bitcoin, rivoluzionerà i sistemi finanziari e si perfezionerà sempre di più nel mentre.

Cameron Winklevoss ha investito insieme al gemello Tyler 11 milioni di dollari in Bitcoin nel 2013. Ha stimato che la capitalizzazione di mercato della maggiore criptovaluta potrebbe presto raggiungere i 5.000 miliardi di dollari; Tyler ha definito le critiche che circondano la valuta virtuale come un fallimento dell’immaginazione.

Anche le istituzioni finanziarie puntano al settore. A maggio, Goldman Sachs ha annunciato l’intenzione di dare avvio al trading sul Bitcoin, e il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha dichiarato di aspettarsi che dozzine di banche utilizzeranno i suoi prodotti blockchain e la sua criptovaluta come strumento per gestire la liquidità entro il prossimo anno.

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