WMF 2026: 75.000 presenze e 3.000 startup. L’evento si conferma piattaforma business e formativa leader per AI e tecnologia, puntando a un network globale di investitori.
Si è chiusa a Bologna l’edizione più grande di sempre del WMF – We Make Future, uno ei maggiori eventi europei dedicati a intelligenza artificiale, tecnologia e innovazione digitale.
Tre giorni, dal 24 al 26 giugno 2026, che hanno messo in fila numeri da capogiro: oltre 75.000 presenze da 90 Paesi, più di 800 espositori e sponsor, 3.000 tra startup, PMI e investitori.
Dietro la scala dell’evento, organizzato da Search On Media Group, c’è soprattutto un dato molto affascinante: un ecosistema di venture capital e open innovation che, secondo gli organizzatori, muove 304 miliardi di dollari in Assets Under Management e ha gestito oltre 17.000 round di investimento.
Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore della manifestazione, dichiara:
Il WMF 2026 ha mostrato con chiarezza che l’innovazione non è un settore, ma un campo comune in cui si decidono sviluppo economico, democrazia, cultura, lavoro, diritti e futuro.
I numeri di un’edizione senza precedenti
La fotografia numerica restituisce la portata dell’evento: oltre 70.000 metri quadrati distribuiti su 9 hall, 90 stage formativi, più di 1.000 speaker, 50 delegazioni internazionali e 20 padiglioni esteri, per un totale di oltre 3.000 incontri B2B organizzati e più di 40 eventi collaterali.
Le presenze sono arrivate da Europa, Nord America, Medio Oriente, Africa e Asia, confermando la vocazione internazionale di un appuntamento che anno dopo anno amplia la propria capacità di mettere in relazione mercati, istituzioni e filiere produttive.
Un hub per business e investimenti
Per imprese, investitori e big tech, il WMF si conferma prima di tutto una piattaforma di business.
L’evento è organizzato attorno a 14 industry strategiche, pensate per far dialogare settori diversi ma sempre più interconnessi dall’innovazione tecnologica.
Tra le aziende presenti figurano nomi come Dell Technologies, Intel, Philip Morris International, Google, Microsoft, AMD, Fincantieri, eToro, Klarna, OpenAI e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), accanto a fondi, centri di ricerca e delegazioni istituzionali da tutto il mondo.
Startup e venture capital: il vero motore economico
È sul fronte startup che i numeri assumono un peso più marcatamente finanziario.
Il WMF ha riunito 3.000 tra startup, PMI e investitori, offrendo attività di business matching, pitch e networking internazionale.
La Startup Competition, giunta alla 13ª edizione, ha premiato quattro società. selezionate tra centinaia di candidature globali che sono:
- TerraSpark (Jury Award);
- MaestroHub (Audience Award);
- Brainfood Intelligent Media Cloud (Global Impact Challenge Award);
- WealthRyse (Saudi Makes Future Award).
A sostenere questo ecosistema è una rete internazionale di investitori e corporate attiva soprattutto tra Europa, Nord America e Asia, capace di accompagnare le startup dal pre-seed allo scale-up.
Gli organizzatori parlano di 304 miliardi di dollari in Assets Under Management, 1,5 miliardi di dollari di valore in portafoglio e oltre 17.000 round di investimento gestiti.
Il Mainstage tra geopolitica, AI e cultura
Accanto al business, il WMF si è confermato una vera e propria agorà internazionale.
Sul palco principale si sono alternati, tra gli altri, Henna Virkkunen (Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea per la Sovranità Tecnologica), Michiel Scheffer (Presidente del Board dell’European Innovation Council), Roberto Saviano, Brunello Cucinelli e Nicola Gratteri, in un confronto che ha toccato temi come la sovranità tecnologica europea, i semiconduttori, il cloud, la cybersecurity e il lavoro.
Durante la tre giorni è stato anche presentato l’ONIL, il primo Osservatorio italiano non istituzionale sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, frutto della collaborazione tra Search On Media Group e UIL, con la proposta di un primo contratto collettivo per il settore AI & Digital Tech.
La formazione come infrastruttura strategica
Il WMF rivendica anche il ruolo di piattaforma formativa di riferimento per il settore AI e digital: oltre 90 stage, in parte tradotti in inglese, spagnolo e arabo, hanno coperto ambiti che vanno dal machine learning alla cybersecurity, dal digital marketing all’e-commerce, fino alle smart city e al fundraising.
Un investimento in competenze che, in un mercato del lavoro sempre più condizionato dall’AI, ha una ricaduta economica diretta sulle imprese partecipanti.
Dopo Bologna: la strategia di espansione internazionale
Il percorso del WMF non si ferma in Emilia-Romagna.
Il prossimo appuntamento è il 5 novembre a San Francisco con AI For Future, seguito dal 14 al 16 dicembre da Saudi Makes Future a Riyadh, inserito nella cornice della Saudi Vision 2030.
Il calendario proseguirà poi al CES di Las Vegas e all’AI Festival 2027 (11-12 febbraio, Milano), fino al ritorno a BolognaFiere dal 10 al 12 giugno 2027 per il WMF 2027.
Una strategia che trasforma l’evento bolognese in un network globale, con l’obiettivo di intercettare capitali e ecosistemi di innovazione su più continenti.