Whirlpool, Di Maio tuona: soluzione in 7 giorni o taglio dei fondi

Ultimatum del vicepremier Luigi Di Maio nei confronti dell’azienda Usa: soluzione subito o addio ai fondi statali

Whirlpool, Di Maio tuona: soluzione in 7 giorni o taglio dei fondi

Interviene Luigi Di Maio sulla scottante vicenda Whirlpool, che rischia di chiudere i portoni dello stabilimento di Napoli in vista di una delocalizzazione in Polonia.

Il vicepemier ha lanciato un vero e proprio ultimatum nei confronti della compagnia, spinta verso una risoluzione dei problemi entro massimo 7 giorni, pena un blocco dei fondi statali, secondo ultimi calcoli quantificabili in almeno 27 milioni di euro dal 2014 ad oggi.

Per il ministro dello Sviluppo economico è necessario tenere aperta l’azienda e garantire la continuazione del lavoro ai 450 dipendenti che, in caso contrario, rischierebbero di perdere il lavoro:

“Portino la soluzione per tenere vivo l’impianto, o blocco i fondi che gli stavamo per dare e gli tolgo quelli che gli abbiamo dato con alcuni strumenti che dovevano servire a creare più lavoro per le imprese”,

ha tuonato Di Maio.

Whirlpool, Di Maio tuona: soluzione in 7 giorni o taglio dei fondi

È stato proprio Di Maio - durante l’incontro di ieri al Mise per discutere in merito alla possibile chiusura dell’impianto di Napoli - a evidenziare come dal 2014 ad oggi la Whirlpool avrebbe ricevuto dallo stato italiano 27 milioni di euro di fondi pubblici.

Elemento che - ha precisato - renderebbe paradossale e inaccettabile una delocalizzazione. Convinzione che ha ribadito in giornata, minacciando anche un blocco immediato degli incentivi pubblici qualora la società non dovesse trovare una soluzione per restare aperta:

“L’impresa stava per avere anche altri soldi che lo Stato le garantiva sulla base di un accordo, ma se pensa di poter chiudere dall’oggi al domani uno stabilimento con 450 persone - che possono essere mio zio, mio fratello, un mio amico, tutte persone che possono finire per strada - allora lo Stato non ci sta, attenzione!”.

Il vicepremier ha fatto luce pubblicamente sui dettagli dell’accordo tra lo Stato e la Whirlpool, evidenziando come la firma al Ministero risalga a “soli 7 mesi fa”, e ribadendo che in così poco tempo non si possono “cambiare le carte in tavola”, stante anche l’impegno preso per 3 anni.

Secondo Di Maio, al momento le soluzioni da parte del Ministero sono già state messe sul tavolo, trovando però dall’altra parte un muro. La compagnia statunitense, dalla sua, ha replicato tramite una breve dichiarazione dell’ad Luigi La Murgia, che ha precisato di non voler chiudere, ma al contempo di essere privo di soluzioni al momento.

Sulla questione si è espressa in mattinata anche la Fiom, tramite le parole della segretaria nazionale Barbara Tibaldi, che ha criticato le posizioni della multinazionale, di cui - spiega - non ha ancora compreso le attuali intenzioni:

“Per tre volte ci hanno chiesto di ascoltare le loro proposte su Napoli. Gli abbiamo chiesto se c’è anche quella di non vendere lo stabilimento, ma non sono in grado di dare una risposta e chiedono di vederci la prossima settimana”.

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