WhatsApp, l’AI di ChatGPT e Claude è a pagamento. Ecco quanto costa

Pasquale Conte

6 Marzo 2026 - 15:25

Le nuove regole aggiornate introdotte da WhatsApp in Europa cambiano le carte in tavola per l’AI. C’è l’ok per chatbot di terze parti, ma a pagamento.

WhatsApp, l’AI di ChatGPT e Claude è a pagamento. Ecco quanto costa

L’intelligenza artificiale è entrata all’interno di WhatsApp ormai diversi mesi fa, prima con chatbot di terze parti e poi col software proprietario Meta AI. Sebbene il suo uso non si sia mai diffuso come realmente l’azienda di Zuckerberg sperava, ci sono numerose funzionalità che possono tornare utili tra una chat e l’altra.

Col passare del tempo, l’obiettivo di WhatsApp è diventato quello di dare maggior risalto alla sua Meta AI, escludendo dalla lista di app supportate software diffusi come ChatGPT e Claude AI. Ora le cose sono pronte per cambiare nuovamente, sono state annunciate regole aggiornate che riaccolgono i bot di terze parti. Ma saranno solo a pagamento.

Chatbot AI su WhatsApp a pagamento

Presto gli utenti residenti in Europa potranno utilizzare i chatbot AI di terze parti all’interno di WhatsApp tramite l’API Business della piattaforma, ma solo a pagamento. Una decisione che arriva anche e soprattutto a seguito delle spinte della Commissione Europea che, solo un mese fa, aveva informato Meta della sua intenzione di imporre misure provvisorie per arginare politiche troppo individualiste.

Come detto, quest’apertura non sarà esente da costi. Meta addebiterà ai fornitori di chatbot una commissione per messaggio che varia da 0,049 a 0,1323 euro, a seconda del Paese. Considerando che le chat con gli assistenti AI richiedono spesso decine di messaggi, questa modifica potrebbe tradursi in fatture elevate per i bot che cercano di crescere all’interno dell’ecosistema di WhatsApp.

Per le startup di intelligenza artificiale, la sfida è doppia. Da un lato, diventa fondamentale acquisire clienti in un canale dominato da un solo grande player, dall’altro devono riuscire ad assorbire o trasferire un costo variabile per interazione. Una situazione che potrà portare a modifiche nei prezzi, nei limiti d’uso o nelle strategie di monetizzazione.

Cosa cambia per gli utenti

In che modo questa novità cambia l’esperienza per l’utente finale? È importante fare una distinzione tra bot di supporto e assistente AI. Il primo lo si può trovare all’interno di un qualsiasi profilo business e serve per rispondere a domande sugli ordini, programmi e resi.

Il secondo invece è un vero e proprio assistente virtuale, capace di scrivere documenti, rispondere a domande accademiche, programmare e tanto altro. Una gamma di utilizzi estremamente più ampia che moltiplica i messaggi e quindi i costi. Questo è uno dei temi al centro della controversia tra fornitori e autorità di regolamentazione.

Cosa succederà nelle prossime settimane, al momento è difficile prevederlo. Lo scenario vede il ritorno dei chatbot di terze parti sulla piattaforma, ma probabilmente con funzionalità limitate per ridurre al minimo i costi per messaggio.

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