Quali sono le differenze tra Google Maps e Waze? Quale scegliere? Ecco la guida per far chiarezza sulle due app proprietarie di Big G per la navigazione.
Google Maps e Waze appartengono entrambe a Google, ma non possono venire considerate la copia l’una dell’altra. Da un lato c’è Google Maps che è nato nel 2005 come evoluzione del servizio mappe e oggi viene considerato il punto di riferimento globale per la navigazione.
Waze nasce invece nel 2008 in Israele e viene acquistato da Google nel 2013 per 1,15 miliardi di dollari. A distanza di dieci anni, le differenze tra le due app sono diventate sempre minori.
Dal 2019, infatti, Google Maps ha iniziato a integrare le segnalazioni degli incidenti tipiche di Waze, estendendo la funzione nel 2024 anche ad Android Auto ed Apple CarPlay, insieme ai dati sui controlli di polizia e sugli autovelox. Un avvicinamento che non stupisce, considerando che le due app messe insieme oggi superano i 3 miliardi di utenti attivi ogni mese.
In questa guida, vediamo insieme cos’hanno davvero in comune Google Maps e Waze, cosa le distingue e quale conviene usare in base alle proprie esigenze.
Cosa hanno in comune
Entrambe le app sono gratuite, disponibili su Android e su iOS, compatibili con Android Auto e Apple CarPlay e utilizzabili anche da browser desktop.
Offrono indicazioni stradali come la stima dei tempi di percorrenza, informazioni sul traffico in tempo reale, ricalcolo automatico del percorso in caso di imprevisti e la possibilità di consultare punti di interesse come ristoranti e attività commerciali.
Le informazioni sui luoghi provengono per entrambe dallo stesso database di Google. C’è anche la possibilità di salvare mappe per l’uso offline, anche se con logiche diverse.
Entrambe, inoltre, permettono di condividere in tempo reale la propria posizione con altri utenti e di segnalare la presenza di incidenti o rallentamenti lungo il percorso. Si tratta di una funzione che negli ultimi anni ha reso i confini tra le due app più sottili.
Cosa hanno di diverso
La differenza sostanziale non è tanto nelle singole funzioni, quanto nella filosofia delle app. Google Maps è pensato come un assistente di viaggio completo che gestisce percorsi a piedi, in bici, sui mezzi pubblici e in auto. Integra Street View, viste 3D e recensioni.
Propone anche una pianificazione dedicata ai veicoli elettrici, con tanto di soste di ricarica inserite direttamente nell’itinerario e disponibilità delle colonnine verificata in tempo reale. Questa feature, per esempio, su Waze non è presente.
Sul fronte offline, Google Maps consente di scaricare in anticipo un’intera area per poter navigare senza connessione, mentre Waze scarica i dati del percorso solo dopo l’avvio della navigazione e limitatamente a quella sessione.
Waze rimane un copilota specializzato per chi guida in auto ogni giorno. Elimina infatti tutto ciò che non è funzionale alla guida, puntando a ridurre al minimo le distrazioni. Si distingue grazie all’integrazione musicale diretta, dato che offre la possibilità di controllare Spotify o Apple Music senza uscire dall’app.
Anche per i comandi vocali, le logiche sono diverse. L’Assistente Google integrato in Maps gestisce richieste complesse come trovare un distributore con recensioni positive lungo il tragitto, mentre i comandi di Waze sono pensati per azioni immediate legate alla guida.
Parlando di consumi, invece, il discorso non cambia. Waze si basa su aggiornamenti continui della community e dunque sfrutta più dati e batteria rispetto a Google Maps. L’app principale di Big G riduce gli sprechi grazie alle mappe offline.
Chi viaggia all’estero senza troppi Giga di dati, dovrebbe considerare di scaricare le mappe offline per evitare costi imprevisti di roaming.
Quale app scegliere
Vediamo ora quale app dovresti scegliere, in base al tipo di utente che sei. Per un pendolare o chi guida spesso in città, Waze resta la scelta migliore in quanto parliamo di un servizio che punta sulla community e sulle segnalazioni in tempo reale. Torna utile soprattutto nelle ore di punta.
A questo tipo di utente conviene attivare le notifiche vocali per segnalazioni e autovelox, così da tenere sempre gli occhi sulla strada senza dover controllare lo schermo.
Chi pianifica viaggi lunghi o vacanze dovrebbe invece affidarsi a Google Maps vista la copertura offline, la ricerca dei punti di interesse garantita e il supporto a più mezzi di trasporto.
In questi casi, è utile anche sfruttare la modalità Esplora di Google Maps che suggerisce luoghi di interesse nelle vicinanze in base agli orari di apertura e alle recensioni più recenti. Utile soprattutto durante viaggi in città che non si conoscono.
Anche se sei in possesso di un’auto elettrica e ti devi mettere alla guida, Google Maps è certamente migliore in quanto è l’unica delle due app a offrire un pianificatore di percorso pensato per la ricarica.
Chi ama personalizzare l’esperienza tra voci dell’assistente e gestione della musica, si affidi a Waze. Infine per chi usa spesso mezzi pubblici o cammina Google Maps è imprescindibile, poiché Waze è studiato esclusivamente per chi è alla guida.
Chi invece guida spesso in gruppo o organizza gite con altre persone può sfruttare la funzione di Waze per condividere in anticipo il proprio tragitto con altri partecipanti, così da sincronizzare l’orario di arrivo previsto.
In generale, non esiste una risposta univoca alla domanda “Qual è la migliore tra Google Maps e Waze?”. Dipende molto dalle modalità con cui ti sposti.
L’integrazione crescente delle funzioni di Waze dentro Google Maps sta facendo sì che la distanza tra le due si sia già ridotta, ma per ora rimangono due strumenti con obiettivi diversi. Uno è più completo e versatile, l’altro è più immediato e centrato sulla guida di tutti i giorni.
La soluzione più pratica che adottano in molti è tenerle entrambe installate sul proprio telefono e scegliere di volta in volta in base al tipo di spostamento.
Non è escluso che in futuro le due app finiscano per fondersi in un’unica piattaforma. Google per il momento non ha confermato i piani in tal senso, ma la direzione intrapresa negli ultimi anni lascia intendere che la convivenza attuale potrebbe essere solo in una fase transitoria verso un navigatore unico, capace di unire la solidità di Google Maps alla reattività della community di Waze.