Wall Street: i titoli caldi del 13 maggio

Proseguono le tensioni commerciali tra Usa e Cina, e con esse le vendite sui mercati azionari. Per oggi i tre titoli da tenere monitorati scelti dall’Ufficio Studi di Money.it sono Catalyst Pharmaceuticals, Sesen Bio e Wheaterford

Wall Street: i titoli caldi del 13 maggio

Seduta all’insegna delle vendite sui futures dei principali listini americani. La causa di questi ribassi è da attribuirsi al proseguimento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Poco fa, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente minacciato il Dragone affermando che il colosso asiatico potrebbe farsi “molto male” nel caso in cui non si riuscisse a trovare un accordo sul fronte commerciale (per approfondire).
Per oggi, i titoli da tenere sott’occhio a Wall Street sono:

  • Catalyst Pharmaceuticals: la società ha riportato i risultati del primo trimestre del 2019, che hanno battuto le stime degli analisti indicando una perdita di un centesimo per azione contro gli 8 centesimi del consensus. Durante il pre-borsa, le quotazioni si stanno apprezzando di quasi l’8%. Graficamente, i rialzi in essere hanno permesso ai prezzi di tornare sopra la media mobile semplice a 200 periodi. Se la seduta di oggi dovesse dare vita ad una barra di estensione bullish, si potrebbe assistere ad un tentativo di ricopertura del gap down aperto dal 7 maggio 2019.
  • Sesen Bio: durante il pre-market, le quotazioni si stanno apprezzando del 5,17%. A spingere gli acquisti sul titolo è la pubblicazione da parte della società dei risultati del primo trimestre 2019, che hanno sorpreso in positivo le stime di Wall Street. I rialzi in essere hanno permesso ai corsi di effettuare il rimbalzo dalla trendline che collega i minimi del 25 marzo a quelli del 9 aprile 2019. Ciò migliora la struttura grafica di breve periodo, permettendo ai prezzi di effettuare un nuovo test della SMA 200, che nelle ultime sessioni ha più volte respinto l’avanzata dei compratori.
  • Weaterford: la società ha annunciato di essere intenzionata ad appellarsi al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense. Questo a causa dell’ingente ammontare di denaro perso dall’azienda durante il crollo del petrolio del 2014, che l’ha portata ad incrementare in maniera importante la quantità di debiti. Durante il pre-borsa le azioni cedono il 58,97%.

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