Volkswagen sempre più in crisi. 100mila tagli e chiusura di 4 fabbriche

Alessandro Nuzzo

27 Giugno 2026 - 21:30

Prosegue la crisi per il gruppo automobilistico tedesco. Anche il primo trimestre 2026 ha fatto registrare numeri negativi e si valuta una riorganizzazione imponente.

Volkswagen sempre più in crisi. 100mila tagli e chiusura di 4 fabbriche

Volkswagen è sull’orlo di una delle ristrutturazioni più radicali nella storia dell’industria automobilistica mondiale. Secondo un’indiscrezione del settimanale tedesco Manager Magazin, che cita fonti interne all’azienda, l’amministratore delegato Oliver Blume avrebbe presentato al consiglio di gestione un piano che prevede fino a 100.000 licenziamenti a livello globale: il doppio dei circa 50.000 già concordati con i sindacati entro il 2030. Il prossimo 9 luglio il consiglio dovrebbe esaminare il dossier.

Le indiscrezioni arrivano in un momento già molto delicato per Volkswagen. Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha registrato un peggioramento di tutti i principali indicatori. L’utile operativo è sceso del 14,3%, a 2,5 miliardi di euro, mentre l’utile netto è calato del 28,4%, a circa 1,56 miliardi. I ricavi si sono attestati a 75,7 miliardi, in flessione del 2,5%, con consegne in calo in mercati chiave: in Cina, dove l’elettrico domina sempre di più il mercato, la contrazione è stata del 20%, mentre in Nord America il calo è stato del 9%. Anche il margine operativo si è ridotto ulteriormente, fermandosi al 3%.

Oltre all’indiscrezione sui circa 100.000 esuberi che Volkswagen vorrebbe completare nel mondo entro il 2030, dalla stessa fonte emerge anche un dettaglio ancora più inquietante. Secondo un sondaggio interno tra i componenti del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, la dirigenza non escluderebbe nemmeno lo scenario di un fallimento dell’azienda, descrivendo la situazione come estremamente critica.

Oltre ai licenziamenti c’è il rischio chiusura per 4 stabilimenti

Accanto ai licenziamenti, nel piano figurerebbe anche la chiusura di quattro stabilimenti in Germania: Hannover, Zwickau ed Emden, tutti dedicati alla produzione di vetture a marchio Volkswagen, oltre all’impianto Audi di Neckarsulm. Le linee verrebbero fermate al termine del ciclo di vita degli attuali modelli, senza nuovi prodotti previsti in sostituzione.

Il piano prevederebbe inoltre una riduzione degli investimenti quinquennali di circa il 15%, che scenderebbero a poco più di 130 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di ridurre i costi generali di 11 miliardi di euro entro il 2030.

Ma il progetto non si fermerebbe soltanto ai tagli e alla chiusura delle fabbriche. L’amministratore delegato e il direttore finanziario starebbero valutando anche una profonda riorganizzazione della struttura del gruppo, con lo scorporo del marchio Volkswagen e della divisione componenti in società separate. Una soluzione che potrebbe aprire la strada a future operazioni sul mercato dei capitali.

La logica sarebbe la stessa che ha guidato la recente cessione del 51% di Everllence a Bain Capital per 7,4 miliardi di euro: liberare capitale, concentrarsi sul core business e difendere la redditività in una fase sempre più complessa per l’intero settore automobilistico.

I sindacati si sono detti preoccupati e hanno definito l’indiscrezione motivo di forte allarme per i lavoratori, annunciando che si opporranno con decisione a eventuali chiusure di stabilimenti e a nuovi licenziamenti.