Vodafone verso lo scorporo delle torri: sarà Towerco più grande d’Europa

Vodafone separa il business delle torri europee attraverso la creazione di una società ad hoc, che potrebbe essere quotata in Borsa. Oggi l’annuncio dell’accordo con Tim.

Vodafone verso lo scorporo delle torri: sarà Towerco più grande d'Europa

Movimenti in vista sul fronte delle torri Tlc per Vodafone. L’operatore britannico ha infatti annunciato che è pronta a creare una nuova società in cui far confluire le sue oltre 61 mila torri europee.

Nel giorno in cui si attendono novità sull’accordo con Tim, il gruppo fa sapere che la Towerco sarà operativa da maggio 2020: un colosso del settore con il portafoglio più grande d’Europa.

La comunicazione è arrivata questa mattina, in occasione dell’aggiornamento dei conti trimestrali di Vodafone.

Vodafone separa il business delle torri

L’asset delle torri europee di Vodafone sarà dunque separato attraverso la creazione di una società ad hoc che si appresta ad essere un gigante del settore. Nella Towerco, che sarà attiva dalla prossima primavera, verranno trasferite le 61.700 torri di proprietà della multinazionale inglese della telefonia presenti in 10 mercati e con un margine operativo lordo potenziale di circa 900 milioni.

L’azienda ha fatto inoltre sapere di non escludere la quotazione in Borsa e di

“prendere in considerazione varie opzioni di monetizzazione nei prossimi 18 mesi, (a seconda delle condizioni di mercato), inclusa una potenziale IPO”.

Vodafone ha fatto sapere anche che i proventi dello scorporo saranno impiegati per ridurre l’indebitamento del gruppo.

L’accordo con Tim

La comunicazione arriva nel giorno in cui il Cda di Tim si riunisce e annuncerà l’accordo di integrazione con Vodafone sulle torri e sulle attività congiunte per sviluppare i 5G in Italia.

“Questi accordi di condivisione assicurano che Vodafone possa beneficiare di una più rapida diffusione della tecnologia 5G in una più ampia area geografica a un costo inferiore e si prevede che fornirà sostanziali risparmi ricorrenti annuali in opex e capex”

si legge nella nota diffusa dall’azienda inglese.

I conti di Vodafone

Intanto, in concomitanza all’annuncio dello scorporo delle torri, Vodafone ha pubblicato l’aggiornamento dei conti trimestrali: a fine giugno, i ricavi del gruppo non hanno superato i 10,7 miliardi di euro, registrando una flessione del 2,3%.

“La crescita dei ricavi dei nostri servizi è migliorata durante il primo trimestre, guidata dall’Italia, e il calo della telefonia mobile ha raggiunto un altro minimo storico”

ha commentato il Ceo Nick Read.

E a proposito dell’Italia, qui Vodafone ha chiuso il trimestre con ricavi da servizi a 1,198 miliardi di euro, cifra che registra una flessione del 3,8%, ma comunque in miglioramento rispetto a quel -7% registrato l’ultimo trimestre dell’esercizio fiscale precedente.

“La performance del trimestre risulta ancora influenzata dalle dinamiche competitive sul segmento mobile, parzialmente compensate dalla crescita dei ricavi (+9,2% a 293 milioni di euro) e della base clienti di rete fissa (3 milioni)”

si legge ancora nella nota.

In calo del 7,4%, meglio dell’11,1% precedente, i ricavi da servizi mobili che si portano a 905 milioni.

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