Via ai lavori per il tunnel sottomarino più grande del mondo. Collegherà Germania e Danimarca

Alessandro Nuzzo

27 Maggio 2026 - 18:50

Un progetto da 6,2 miliardi di sterline che sarà completato nel 2029. Ospiterà un’autostrada a 4 corsie più i binari ferroviari.

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Nel cuore del Mar Baltico è in avanzata costruzione quello che sarà il tunnel sommerso più lungo del mondo. Un’opera colossale che ridisegnerà i collegamenti tra l’Europa centrale e la penisola scandinava, tagliando fuori il traffico dai traghetti che oggi collegano le sponde tedesca e danese dello stretto di Fehmarn.

Il progetto prevede un tunnel a doppio uso - stradale e ferroviario - capace di dimezzare i tempi di percorrenza tra i due paesi e di trasformare radicalmente la logistica merci lungo uno degli assi commerciali più trafficati del continente.

Un’opera da record nei libri dei Guinness

Il tunnel Fehmarn Belt si estenderà per 18,2 chilometri sotto il mare, collegando Rødbyhavn, sull’isola danese di Lolland, a Puttgarten, sulla costa tedesca dell’isola di Fehmarn. Una volta inaugurato, sarà ufficialmente il tunnel immerso più lungo al mondo destinato sia al traffico veicolare che a quello ferroviario, superando ogni precedente record e guadagnandosi un posto nei Guinness World Records.

Il re di Danimarca ha di recente tagliato il nastro simbolico del primo segmento completato: una sezione da 217 metri che è già stata posizionata sul fondale marino dal lato danese. Un momento storico per un cantiere che ha richiesto anni di preparazione e che procede verso il traguardo finale previsto per il 2029.

Il costo dell’opera è cresciuto nel tempo, passando dai 4,6 miliardi di sterline inizialmente preventivati a 6,2 miliardi dopo la definizione dell’accordo bilaterale tra Danimarca e Germania. Il finanziamento è interamente danese: lo Stato danese recupererà le spese tramite un pedaggio applicato agli utenti del tunnel per i decenni successivi all’apertura.

Come è costruito

La struttura è composta da 89 elementi prefabbricati in cemento armato, ciascuno lungo 217 metri e con un peso di circa 73.000 tonnellate. Ogni sezione viene realizzata a terra, trasportata via mare e calata in una fossa scavata a 16 metri di profondità sul fondale, dove viene poi collegata alle precedenti con giunti impermeabili.

La sezione trasversale è larga 60 metri e ospita quattro corsie stradali - due per senso di marcia - e due binari ferroviari separati. I veicoli potranno percorrerlo a una velocità massima di 110 km/h, mentre i treni viaggeranno fino a 200 km/h. Con queste prestazioni, attraversare lo stretto richiederà appena 10 minuti in auto e soli 7 in treno, rispetto ai 45 minuti necessari con l’attuale servizio di traghetti gestito da Scandlines. Una differenza che per pendolari, turisti e soprattutto operatori logistici cambierà profondamente le abitudini di viaggio.

Il materiale dragato dal fondale marino non sarà smaltito, ma riutilizzato per ampliare la linea costiera: le operazioni di scavo creeranno circa 3 km² di nuova terraferma, in parte sull’isola danese di Lolland e in parte su quella tedesca di Fehmarn, che verrà destinata ad aree naturali e spazi verdi costieri.

L’aspetto forse meno noto del progetto riguarda le sue implicazioni per il trasporto merci a lunga percorrenza. Il tunnel Fehmarn Belt è un tassello fondamentale del corridoio scandinavo-mediterraneo, l’asse ferroviario che collega la Scandinavia all’Italia passando per la Germania. Una volta operativo, permetterà il transito di 68 treni merci al giorno attraverso lo stretto, con altri 30 convogli che si smisteranno dal porto di Travemünde in direzione sud verso la penisola italiana.

Per l’Italia, che esporta e importa enormi volumi di merci via ferrovia attraverso la Germania, si tratta di un potenziamento significativo della capacità di trasporto e una riduzione dei tempi di transito su uno degli itinerari più strategici per il commercio europeo.

Un tunnel sotto il mare, dunque, ma con radici e conseguenze che arrivano fino al Mediterraneo.