Superbollo auto verso la modifica. La proposta di Salvini per alzare la soglia di kW ed esentare chi usa l’auto per lavoro mantenendo il prelievo sul lusso.
Dopo l’abolizione del bollo auto per il 2027 annunciata dal Governo, il vicepremier Matteo Salvini su Rtl 102.5 rilancia il tema annunciando che anche il superbollo potrebbe cambiare. Salvini sottolinea che l’intervento sul bollo non è un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza visto che l’esecutivo ha intenzione di rendere l’abolizione del bollo auto strutturale.
Il leader della Lega, però, ha voluto fare una precisazione sul superbollo dicendo che sta facendo delle stime in proposito. La tassa erariale vale per le casse dello Stato 250 milioni di euro l’anno, ma che include, oltre alle auto di lusso come le Ferrari, anche veicoli potenti che agenti di commercio e tassisti usano per lavoro.
L’idea del vicepremier non è quella di cancellare il superbollo subito, ma di aumentare la potenza per cui si versa. Vediamo la proposta di Salvini, cosa implica e perché potrebbe essere attuata.
Verso l’abolizione del superbollo ma non per tutti
Salvini, quindi, vorrebbe alzare la soglia di potenza oltre la quale si attiva il superbollo, non si parla di un’abolizione nell’immediato.
La misura non sarebbe subito per tutti, ma andrebbe a impattare su due categorie di automobilisti. Chi usa l’auto per professione, come professionisti, agenti di commercio, tassisti, molto spesso ha bisogno di vetture potenti per coprire lunghe distanze. Aumentando la soglia, molti di questi lavoratori si troverebbero esentati dal pagamento della tassa erariale, che invece resterebbe per i possessori di auto di lusso, come le Ferrari, che supererebbero la soglia in questione.
Con la proposta di Salvini molte auto di fascia medio-alta si troverebbero a non pagare più il superbollo e lo Stato ci guadagnerebbe. Il costo del taglio, ipotizza il vicepremier, sarebbe di circa 50 milioni di euro di mancate entrate erariali. Ma eliminando il superbollo per diverse vetture potenti si stimolerebbe l’acquisto di auto di cilindrata medio-alta che porterebbe nelle casse dello Stato più soldi tramite l’Iva sull’acquisto, l’imposta di immatricolazione e il bollo standard. Nelle stime, quindi, lo Stato guadagnerebbe da questa misura più di quanto perderebbe rinunciando ai 50 milioni di euro di superbollo.
Secondo la visione del leader della Lega, quindi, alzare la soglia entro cui scatta la sovrattassa sarebbe un guadagno per tutti: per i contribuenti che non la dovrebbero più pagare e per lo Stato che incasserebbe di più grazie al rilancio del mercato.
Quanto si paga il superbollo?
Attualmente in Italia il superbollo è un’addizionale erariale che si somma al normale bollo auto e che viene applicata solo sulle vetture che superano i 185 kW di potenza (252 cavalli). Le auto con potenza inferiore non la versano.
Per le auto che superano la soglia si applica una tariffa base di 20 euro per ogni kW in più rispetto ai 185 previsti. La tassa non resta fissa e per evitare di svalutare le auto usate, l’importo diminuisce all’invecchiare dell’auto:
- da 0 a 5 anni di vita: si paga il 100% della tassa (20 € per ogni kW extra);
- da 6 a 10 anni: la tassa scende al 60% (12 € per ogni kW extra);
- da 11 a 15 anni: la tassa scende al 30% (6 € per ogni kW extra);
- da 16 a 20 anni: la tassa scende al 15% (3 € per ogni kW extra);
- dopo i 20 anni: l’auto è completamente esente dal superbollo.
Come potrebbe cambiare il superbollo?
Se si pensa a una riduzione del superbollo partendo dai dati forniti da Salvini, secondo cui il gettito complessivo del superbollo è di circa 250 milioni di euro all’anno e il taglio proposto costerebbe 50 milioni di euro, lo Stato dovrebbe rinunciare al 20% delle attuali entrate.
Come potrebbe cambiare il superbollo? Anche se il vicepremier non ha ipotizzato la nuova soglia e non ha precisato come si potrebbe intervenire, le strade tecniche potrebbero essere due:
- innalzare la soglia da 185 kW a 225 kW (306 cavalli): chi supera la nuova soglia continuerebbe a pagare il superbollo in base alle regole attuali;
- ridurre l’importo del superbollo a kW: dovendo rinunciare al 20% delle entrate si potrebbero ridurre i 20 euro al kW che si pagano attualmente per l’eccedenza a 16 euro. In questo secondo caso la platea di coloro che sarebbero costretti a pagare il superbollo rimarrebbe inalterata, ma tutti avrebbero uno sconto lineare del 20% rispetto a quello che pagano attualmente (ma in questo caso lo sconto lo avrebbero anche coloro che hanno le macchine di lusso e che possono permettersi di pagare la tassa erariale).
A rispecchiare più fedelmente l’intenzione politica dichiarata da Salvini risulta essere la prima opzione poiché il vicepremier ha suggerito di «iniziare ad alzare la potenza per cui si paga il superbollo» facendo in modo che chi usa l’auto per lavoro possa non dover più pagare il superbollo.