Negli ultimi anni, i fondi obbligazionari hanno continuato a registrare flussi record di incassi, segno di un crescente interesse degli investitori per questo tipo di asset. Anche le ricerche su Google Trends mostrano un forte aumento dell’interesse per le obbligazioni, correlato alle aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE). Ma questo interesse da cosa è giustificato? Può accadere che invece che salire il prezzo elle obbligazioni scenda?
Da cosa deriva questo interesse?
La logica alla base di questo interesse è semplice: quando le banche centrali alzano i tassi di interesse, il prezzo delle obbligazioni scende. Quindi, con l’eventuale riduzione dei tassi, si verificherà l’effetto opposto, con un aumento del prezzo delle obbligazioni. Questa convinzione ha portato molti a scommettere su un prossimo rally delle obbligazioni, soprattutto dei treasury statunitensi. Difatti, questa è una relazione matematica, non discutibile, che governa l’andamento delle obbligazioni. Tuttavia, il prezzo delle obbligazioni dipende anche da altre variabili.
Cosa farà la Fed?
Il Consiglio della Federal Reserve prevede di abbassare i tassi a breve termine, mentre i tassi a lungo termine, solitamente tendono ad adattarsi di conseguenza, in un contesto di curva dei tassi «normalizzata». Quando la Fed intende influenzare i tassi a lungo termine, utilizza un programma di allentamento quantitativo, ma attualmente non ci sono piani dichiarati. Ma se la Fed abbassa i tassi a breve termine, esiste il rischio che le forze di mercato non reagiscano alla stessa maniera della parte lunga della curva?
Occorre ricordare che la curva dei tassi è rimasta invertita per un periodo prolungato, una condizione che solitamente precede una recessione. In un contesto di questo tipo, non è da escludere una «stabilizzazione» della curva, il che potrebbe implicare un incidenza maggiore dell’«effetto tasso» sul lato a breve rispetto a quella a lungo, sebbene solitamente avvenga l’esatto opposto.
Ciò non significa che il prezzo delle obbligazioni cadrà. Tuttavia, considerando anche il fatto che il rendimento dei Treasury ha già incorporato nei propri valori i primi tagli dei tassi, l’apprezzamento potrebbe non essere così ampio come molti investitori retail si aspettano sulla parte lunga della curva.
Il sondaggio Hulbert: ha senso quindi preoccuparsi?
Un altro strumento utile per valutare la situazione attuale è il sondaggio Hulbert, un indicatore di sentiment che ha spesso anticipato punti di svolta nei mercati. Questo sondaggio misura l’ottimismo o il pessimismo degli investitori nei confronti del mercato obbligazionario e, attualmente, si sta avvicinando a una «zona rossa». Questo potrebbe suggerire che il mercato obbligazionario stia raggiungendo una zona di particolare attenzione; ciò resta un evidenza comunque curiosa, perché, proprio mentre il mercato urla al taglio dei tassi e scommette di massa sul mercato obbligazionario, uno degli indicatori più rinomati del comparto segnala l’arrivo di un momento complesso. Sebbene ciò non indichi quindi necessariamente l’arrivo di turbolenze sul mercato obbligazionario, resta un evidenza da tenere in considerazione per le proprie analisi.
Come comportarsi con i fondi obbligazionari?
I fondi obbligazionari, specie quelli ad accumulazione, potrebbero ancora offrire un potenziale di crescita, anche se le aspettative sui tassi di interesse dovessero cambiare. Questo perché i rendimenti positivi, sarebbero reinvestiti nel fondo, attutendo comunque sia l’effetto corso, generando comunque un valore all’investitore.
TLT, 1W
Grafico a candele settimanali del TLT. Fonte: baha.com