Vaccino bivalente Covid: come funziona, quando arriva e quanto ci protegge

Luna Luciano

16/08/2022

17/08/2022 - 12:13

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La casa farmaceutica Moderna ha aggiornato il proprio vaccino, creando un vaccino bivalente, capace di contrastare anche Omicron. Ecco come funziona, quando arriva e quanto ci protegge.

Vaccino bivalente Covid: come funziona, quando arriva e quanto ci protegge

Un nuovo vaccino aggiornato, capace di contrastare non solo il ceppo originale del Covid-19, rilevato per la prima volta a Wuhan, ma anche quello della sua sottovariante più temuta: Omicron.

Il Regno Unito è stato il primo Paese ad aver approvato il vaccino bivalente della casa farmaceutica Moderna per le dosi di richiamo nelle persone dai 18 anni in su.

Il nuovo siero contiene non solo il vaccino tradizionale, ma anche quello capace di contrastare Omicron (BA.1). I dati ottenuti in 437 soggetti hanno indicato che il vaccino bivalente è sicuro, mostrando di raggiungere anche notevoli risultati anche per le nuove varianti Omicron 4 e Omicron 5, la quale sta trainando l’aumento dei casi nei Paesi. .

Il vaccino Moderna è il primo a essere stato aggiornato e approvato, ma in tempi brevi sarà anche disponibile il vaccino Pfizer. Una conquista in vista dell’autunno, periodo nel quale è attesa dagli esperti una nuova ondata di contagi. Eppure sono ancora molti gli interrogativi su questa nuova formula per il vaccino, come quanto sia efficace o meno. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Vaccino bivalente Covid: cos’è e come funziona?

Il nuovo vaccino realizzato dalla casa farmaceutica Moderna, è un vaccino bivalente, basato sul mRNA-1273.214, contenente il vaccino originale di Moderna (mRNA-1273, Spikevax) e un nuovo vaccino diretto contro Omicron, variante responsabile del gran numero di contagi a partire dallo scorso inverno.

Il vaccino bivalente è quindi composto per metà dose dal vaccino contro il ceppo “originale”, mentre per l’altra metà per quello indirizzato alla variante BA.1. Questa formula risulta essere quanto mai funzionale, in quanto il vaccino anti-Covid usato ancora oggi continua a fornire una buona protezione contro l’ospedalizzazione e la morte, ma la sua efficacia contro la possibilità di infettarsi ha subito un calo a causa dell’evoluzione del virus.

«Il vaccino “bivalente” è uno strumento più preciso per proteggerci mentre il virus continua a mutare», ha affermato June Raine, a capo dell’Mhra, l’agenzia inglese del farmaco.

Vaccino bivalente Covid: quando arriverà e chi lo deve fare

Il vaccino bivalente dovrebbe arrivare in autunno nel Regno Unito. Il Comitato Congiunto per la Vaccinazione e l’Immunizzazione (Jcvi) inglese ha infatti confermato che già da settembre dovrebbe essere offerta una qualche forma di richiamo per:

  • personale sanitario e socioassistenziale;
  • over50;
  • caregiver di età superiore ai 16 anni;
  • persone fragili di età superiore ai cinque anni, comprese le donne in gravidanza.

Il Comitato però non esclude la possibilità che la platea possa essere ulteriormente ampliata, indirizzando il nuovo vaccino anche ad altre categorie di soggetti. Altri Paesi europei come l’Italia, dovranno prima attendere il via libera dell’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali) e dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), ma non è da escludere che anche gli Stati europei potranno disporre del nuovo vaccino in autunno.

Vaccino bivalente Covid: è sicuro? Ecco quanto ci protegge

Il vaccino bivalente è sicuro. A confermarlo sono i dati ottenuti in 437 soggetti. Come spiegato dall’agenzia inglese del farmaco, la Mhra (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) il vaccino «è risultato conforme agli standard di sicurezza, qualità ed efficacia».

Proprio riguardo l’efficacia il vaccino bivalente ha soddisfatto tutti gli obiettivi primari, tra cui una risposta anticorpale neutralizzante superiore contro Omicron rispetto a una dose di richiamo, aumentando i titoli neutralizzanti di circa 8 volte rispetto ai livelli di base. Inoltre, il vaccino bivalente ha suscitato risposte neutralizzanti anche contro le sottovarianti BA.4 e BA.5 «1,69 volte superiori a quelli somministrati con Spikevax, indipendentemente da infezioni precedenti e dall’età del soggetto», riporta il Corriere della Sera.

Sono quindi “basse” le probabilità di effetti collaterali, paragonabili a quelle dei vaccini Covid finora utilizzati nelle campagne vaccinali. Tuttavia, secondo Jonathan Ball, virologo molecolare all’Università di Nottingham, l’immunità mirata a Omicron potrebbe spingere il virus verso nuove mutazioni.

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