Vacanze sempre più care. Ecco quanto spenderanno gli italiani per partire nel 2026

Emanuele Di Baldo

29 Aprile 2026 - 18:00

Continuano a salire le spese per le vacanze, che per gli italiani diventano sempre di più un salasso. Ma il viaggio resta una priorità, anche a costo di sacrifici

Vacanze sempre più care. Ecco quanto spenderanno gli italiani per partire nel 2026

Quasi 1.900 euro per una vacanza: eppure, sempre più italiani partono. Il paradosso dell’inflazione, dell’aumento del costo di ogni merce e prodotto, delle tensioni geopolitiche è che i consumatori, se devono tagliare qualcosa, non tagliano le vacanze. Certo, le spese possono essere sempre più morigerate e contingentate - il famoso tirare la cinghia - ma in ogni caso 8 italiani su 10 partiranno comunque in questo 2026.

E lo fanno in un contesto in cui la media del budget si alza sempre di più: una settimana di vacanza può valere oltre un mese di lavoro. Soprattutto se si sceglie di partire in alta stagione, con agosto che guida le ferie degli italiani. Ecco, di sicuro le mete mutano con il mutare delle necessità di risparmio e anche in virtù di una certa attenzione maggiore a ciò che riguarda le notizie di guerra, un fattore che fino a qualche anno fa sembrava impensabile. Ma tra caro carburanti, problemi con gli spostamenti e, di base, una nuova paura di fondo, anche per l’anno in corso chi vuole prenotare una vacanza si trova ad attraversare un percorso ad ostacoli.

A partire dal prezzo, ovviamente. Ecco quanto potresti spendere in vacanza e cosa fare per risparmiare.

Vuoi partire nel 2026? Stanzia almeno uno stipendio per il budget

Il dato da cui partire è semplice: il budget medio per le vacanze degli italiani nel 2026 si attesta intorno ai 1.896 euro. Una cifra che, letta da sola, dice poco. Ma se la si mette in relazione con i redditi reali, il quadro cambia. Secondo le ultime rilevazioni sulle retribuzioni, lo stipendio netto medio mensile in Italia si aggira tra i 1.750 e i 2.000 euro: significa che una sola settimana di vacanza può equivalere, di fatto, a un intero stipendio.

Eppure, la propensione a partire resta altissima: il 90% degli italiani viaggia almeno una volta all’anno e l’83% ha già in programma una vacanza estiva, con un dato in crescita costante rispetto al passato. Non solo: il 41% prevede di fare più di un viaggio, segno che il turismo resta una priorità difficilmente comprimibile. Anche quando il contesto economico suggerirebbe il contrario.

Il punto è che i prezzi sono aumentati più velocemente dei salari. Negli ultimi dieci anni, le retribuzioni sono cresciute del 15%, mentre il costo della vita ha registrato un incremento ben più consistente, erodendo il potere d’acquisto reale. A ciò si aggiunge un 2026 segnato da fattori esterni che incidono direttamente sul turismo: il caro energia, le tensioni nel Golfo e il rischio di carenze di carburante per gli aerei stanno già producendo effetti concreti, tra aumento dei prezzi dei voli e maggiore incertezza nelle prenotazioni.

Non sorprende quindi che il 46% degli italiani abbia deciso di aumentare il budget per le vacanze, mentre un altro segmento resta fermo: il 17% non partirà, principalmente per motivi economici (66%). In mezzo, una fascia ampia che continua a viaggiare, ma lo fa in modo diverso: più attento, selettivo e strategico.

Cosa fare per risparmiare davvero

In uno scenario così complesso, risparmiare non è impossibile, ma richiede metodo. La prima regola resta sempre la stessa: giocare d’anticipo. Prenotare tra i 70 e i 90 giorni prima della partenza permette ancora oggi di intercettare le tariffe più basse, soprattutto per i voli estivi e i treni ad alta velocità. Ritardare, invece, significa esporsi a un aumento progressivo dei prezzi man mano che la domanda cresce.

La seconda leva è la flessibilità. Essere disposti a modificare di pochi giorni la partenza o a scegliere orari meno richiesti può fare una differenza significativa sul costo finale. Non a caso, sempre più viaggiatori utilizzano strumenti di confronto per valutare alternative tra treno, autobus e aereo, cercando la combinazione più conveniente.

Un altro elemento chiave riguarda la scelta del periodo: i mesi cosiddetti shoulder season, come maggio, giugno o settembre, offrono un equilibrio ideale tra clima favorevole e prezzi più contenuti rispetto all’alta stagione. In molti casi, questo consente di risparmiare senza rinunciare all’esperienza.

Infine, c’è il fattore strategico: monitorare i prezzi attraverso alert, confrontare più soluzioni e valutare destinazioni alternative. Anche perché il 2026 ha introdotto un ulteriore elemento di variabilità: le tensioni geopolitiche stanno spingendo molti viaggiatori verso mete percepite come più sicure, con un conseguente aumento dei prezzi proprio in quelle destinazioni.

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