Vacanze, cosa è cambiato con la guerra in Iran?

Alessandro Nuzzo

2 Maggio 2026 - 11:48

Dall’analisi Holiday Barometer 2026 condotta da Europ Assistance e Ipsos emerge un dato chiaro: l’attenzione alla sicurezza sta influenzando sempre più le scelte di viaggio.

Vacanze, cosa è cambiato con la guerra in Iran?

Ci stiamo avvicinando sempre più al periodo estivo, quella fase dell’anno in cui molti cittadini partono per le vacanze. E proprio quest’anno emerge un dato significativo: sempre più persone, nella scelta della meta, prestano particolare attenzione alla sicurezza. Un fattore che pesa soprattutto alla luce delle recenti tensioni geopolitiche, in particolare nell’area mediorientale, legate al conflitto in Iran.

Questo quadro emerge dall’Holiday Barometer 2026, la consueta ricerca annuale giunta alla sua 25esima edizione, che analizza abitudini e comportamenti di viaggio. L’indagine, condotta dal gruppo assicurativo Europ Assistance in collaborazione con Ipsos, evidenzia come il tema della sicurezza stia diventando centrale nelle decisioni dei viaggiatori.

Sempre più persone prestano attenzione alla sicurezza prima di prenotare un viaggio

Dalla ricerca emerge che otto intervistati su dieci nei 26 Paesi coinvolti mostrano una forte intenzione di viaggiare. Dopo i livelli record registrati nel 2025, anche quest’anno cresce il numero di persone interessate a prenotare una vacanza, con valori superiori rispetto al 2022 e al 2023. Questo avviene nonostante un contesto geopolitico instabile e un costo della vita ancora elevato a causa dell’inflazione. Anzi, quasi la metà dei viaggiatori europei prevede addirittura di aumentare il proprio budget rispetto allo scorso anno.

Tuttavia, nel processo decisionale si sta affermando una nuova dinamica: il 30% del campione indica la sicurezza come principale criterio nella scelta della destinazione. Alla luce delle tensioni in Medio Oriente, gli Emirati Arabi Uniti sono entrati tra le mete che i viaggiatori potrebbero evitare, mentre anche il continente asiatico nel suo complesso sta perdendo attrattività. Un effetto diretto del clima di instabilità legato al conflitto in Iran e alle sue possibili conseguenze regionali.

Un altro elemento rilevante riguarda la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nella pianificazione dei viaggi. Sempre più persone utilizzano strumenti digitali per organizzare itinerari, confrontare offerte e scegliere le destinazioni. Questo fenomeno è particolarmente evidente nei Paesi asiatici, come l’India, dove sette intervistati su dieci dichiarano di aver utilizzato l’AI per pianificare un viaggio. Percentuali elevate si registrano anche negli Emirati Arabi Uniti (60%), in Malesia (54%) e in Arabia Saudita.

In Europa, l’utilizzo è in crescita rispetto allo scorso anno, ma resta su livelli più contenuti: il 24% degli intervistati afferma di utilizzare l’intelligenza artificiale per organizzare i propri viaggi, contro il 16% del 2025. Un trend simile si osserva anche in Nord America. Guardando al futuro, il 79% degli intervistati nei Paesi asiatici prenderebbe in considerazione l’idea di affidarsi completamente all’AI per pianificare un viaggio, mentre in Europa questa percentuale si ferma al 26%.

Gli italiani tra i popoli più viaggiatori

Analizzando nello specifico il caso italiano, la ricerca conferma che gli italiani continuano ad amare i viaggi e mantengono un forte desiderio di partire, nonostante il contesto internazionale incerto. Il 90% dichiara di viaggiare almeno una volta all’anno e l’83% ha in programma una vacanza estiva, con un aumento significativo rispetto al 2016. Tuttavia, il 17% afferma che non partirà quest’estate, soprattutto per motivi economici (66%), mentre una quota minore indica come motivo la sicurezza delle destinazioni.

Circa il 46% degli italiani prevede di aumentare il budget per le vacanze, che si attesterà intorno ai 1.896 euro, comunque al di sotto della media europea di 2.089 euro. Gli italiani, insieme a spagnoli e portoghesi, risultano tra i più preoccupati in Europa durante i viaggi: il 61% teme di essere derubato, la stessa percentuale teme di ammalarsi o di incorrere in condizioni meteo avverse, mentre il 55% ha paura di dover cancellare il viaggio.

Per quanto riguarda le mete preferite, l’Italia resta stabilmente nella top 3 delle destinazioni più scelte dai viaggiatori europei, confermandosi una delle principali attrazioni turistiche del continente.

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