USA, l’1% detiene più ricchezza della classe media: il grafico della settimana

Luca Fiore

25 Dicembre 2021 - 09:00

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Per la prima volta nella storia, negli Stati Uniti l’1% più ricco detiene una quota maggiore di ricchezza della classe media. E gli enormi stimoli messi in campo per combattere la pandemia non hanno invertito il trend.

USA, l'1% detiene più ricchezza della classe media: il grafico della settimana

In costante calo negli ultimi anni, recentemente la ricchezza della classe media USA ha subìto uno storico sorpasso da parte dell’1% più ricco.

In particolare, i dati diffusi dalla Federal Reserve hanno fatto emergere come la classe media della prima economia abbia visto la ricchezza detenuta scendere al 26,6%, il dato minore da quando, oltre 30 anni fa, questo tipo di rilevazione è stata avviata.

Di contro, i super-ricchi, il famigerato 1%, hanno visto la loro quota salire, anche qui si tratta di un record, al 27%.

Distribuzione della ricchezza negli USA. Fonte: Bloomberg

Gli stimoli pandemici non hanno frenato il trend

Dal punto di vista statistico, la classe media è formata dal 60% delle famiglie statunitensi per reddito. Si tratta di 77,5 milioni di nuclei con un reddito annuo compreso tra i 27 ed i 141 mila dollari (dati Census Bureau).

Per questa categoria, il grafico fa emergere una progressiva erosione della ricchezza detenuta, un fenomeno che nemmeno i maxi piani di stimoli varati in tempi di pandemia sono riusciti ad arrestare (il dato a fine 2018 si attestava al 26,8%).

Ricchezza della Classe Media USA dal 1991. Fonte: Bloomberg

Tra il 1990 ed il 2021, la quota di ricchezza del motore dell’economia USA ha evidenziato un calo di oltre 10 punti percentuali (era al 36,2% a fine giugno 1990) mentre l’1% più ricco ha visto il dato salire di una percentuale praticamente identica (era al 17,3% nel 1990).

Per quanto riguarda invece l’1% più ricco, in questo caso stiamo parlando di 1,3 milioni di persone con un reddito di oltre 500 mila dollari l’anno, la pandemia ha portato ad un’accelerazione del processo incremento della quota, che era al 26,8% a fine 2019.

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