Doveva ereditare quasi 100.000 euro, li avevano messi da parte i suoi genitori, ma oggi le banconote sono prive di valore.
Chiunque pensi di aver subito uno scherzo del destino cambierà idea tra poco, scoprendo la storia di questo sfortunato cittadino svedese. Alla morte dei suoi genitori avrebbe dovuto ereditare quasi 100.000 euro, oltre 1 milione di corone svedesi che la coppia aveva conservato in soffitta. Tuttavia, rischia di non riscuotere nemmeno un centesimo, perché non riesce a dimostrare con certezza la provenienza del denaro. Le banconote oggi sono senza valore, perché le autorità non riescono a tracciarne l’origine e, trattandosi di banconote non più in corso di validità, pare che le giustificazioni debbano essere ancora più minuziose.
Doveva ereditare quasi €100.000...
La storia di questo cittadino svedese sta facendo molto scalpore ed è del tutto comprensibile lo sgomento. È davvero inconcepibile pensare di avere una grossa somma di denaro a disposizione senza poterla usare, soprattutto se si tratta di risparmi che i propri genitori hanno accumulato con tempo e sacrificio. Eppure, può succedere ed è accaduto a un uomo di nome William, che con questa burrascosa vicenda ereditaria ha sicuramente attraversato una vertiginosa giostra di emozioni. Dopo la morte dei suoi genitori, infatti, non sapeva neanche che potesse metter le mani su una somma tanto ingente. Sistemando la casa dei genitori, però, ha trovato in soffitta delle scatole da trasloco che contenevano ben 1.078.600 corone svedesi.
Una somma interamente in contanti, custodita da tanto tempo che le banconote non erano più in corso di validità. Dopo questa piacevole sorpresa William ha cercato con maggiore cura e ha trovato una lettera del padre, in cui l’uomo spiegava di aver messo da parte del denaro durante la sua vita proprio per il figlio. Quest’ultimo si è quindi dovuto recare presso la Riksbank, la Banca centrale svedese, per cambiare le banconote non più valide. Il problema è che questa operazione, apparentemente semplice e veloce, si è rivelata soltanto l’inizio di una procedura lunga e complessa.
La banca si è infatti rifiutata di cambiare le banconote, sicuramente in modo legittimo ma con una sorpresa assai spiacevole per l’uomo, che pensava semplicemente di incassare la somma lasciata da parte dai suoi genitori. Il problema è che per riuscire a cambiare i contanti non più validi la Riksbank necessita della documentazione completa e precisa sulla provenienza del denaro ed eventualmente dei passaggi che ha effettuato.
...Ma le banconote oggi sono senza valore
Pare che William non sia riuscito a fornire quanto richiesto, avendo con sé pochi documenti, non sufficienti per fornire un tracciamento sicuro dei 100.000 euro in questione. In particolare, l’uomo ha consegnato alla banca centrale la già citata lettera del padre, in cui quest’ultimo spiegava proprio di aver conservato dei risparmi per la futura eredità al figlio. Oltre a questo, l’istituto ha ricevuto anche un estratto conto bancario della madre di William, che poco prima della sua morte aveva una disponibilità di 60.000 corone svedesi, poco più di 5.000 euro.
Questo, secondo William, doveva dimostrare che grosse somme di denaro fossero detenute altrove. Negli anni precedenti, infatti, i genitori avevano venduto una casa vacanze e un condominio, senza avere questi soldi sul conto corrente. La normativa in vigore in Svezia, tuttavia, pretende delle giustificazioni molto più puntigliose per garantire la provenienza lecita del denaro, soprattutto per via delle disposizioni antiriciclaggio. Nonostante ciò, secondo quanto riferito dalla Riksbank, sembrerebbe che il 98,5% delle domande di cambio dei contanti vengano accettate. Il caso di William dovrebbe quindi essere una vera e propria eccezione, per quanto spiacevole.
La vicenda è ora nelle mani dei giudici amministrativi, che per ora non sembrano accogliere le richieste dell’uomo, sottolineando che mancano sospetti di provenienza illecita ma che mancano altrettanto le prove sull’acquisizione delle banconote. Di fatto, bisogna ricordare che ogni Stato prevede un tempo massimo entro cui cambiare i contanti non più validi (per le lire italiane la scadenza era all’inizio del 2012), pertanto tutte le domande successive sono a discrezione della Banca nazionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA