Oggi il grande annuncio di UniCredit. Orcel non solo non molla a fronte dei continui nein della Germania, ma insiste.
Il CEO di UniCredit Andrea Orcel ha deciso di stringere ulteriormente la presa sulla seconda banca tedesca Commerzbank, impermeabile ai nein ripetuti della Germania, in primis di quelli dei governi di Berlino (prima di Olaf Scholz, poi di quello attuale di Friedrich Merz).
Oggi, lunedì 16 marzo 2026, la grande notizia. UniCredit ha annunciato il lancio di una OPS (offerta pubblica volontaria di scambio) sulle azioni Commerzbank.
Obiettivo: superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto e, anche, “per favorire, nelle prossime settimane, un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder”.
Quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni UniCredit riportano in avvio di seduta un calo superiore all’1%, a 62,75 euro.
Sotto pressione anche i titoli Commerzbank, scambiati alla borsa di Francoforte. Le azioni accusano una perdita superiore a -2%, e scendendo attorno a quota €29,59.
UniCredit lancia OPS su Commerzbank, parla Orcel
“Il nostro messaggio per il management di Commerzbank è che ora è il momento di parlare. Rimaniamo aperti al dialogo e siamo convinti del valore che l’operazione creerebbe”. Così Andrea Orcel CEO di UniCredit, nello spiegare la ratio dell’OPS lanciata su Commerzbank, annunciata nella giornata di oggi, 16 marzo 2026. L’AD di Piazza Gae Aulenti ha spiegato che “l’Europa ha bisogno di banche più grandi e credo che il mercato bancario tedesco sia tropo frammentato, e non è nel migliore interesse dell’economia”.
Il nostro messaggio per il management di Commerzbank è che ora è il momento di parlare. Rimaniamo aperti al dialogo e siamo convinti del valore che l’operazione creerebbe«. Lo ha detto il CEO di UniCredit, Andrea Orcel, commentando il lancio di un’offerta pubblica di scambio (OPS) volontaria avente a oggetto le azioni Commerzbank, finalizzata a superare la soglia del 30% della banca tedesca.»Non c’è alcun impatto sulla politica dei dividendi e non c’è alcun lato negativo, con la partecipazione che rimane con un valore accrescitivo«, ha sottolineato, spiegando l’operazione.»La nostra aspettativa non è di andare molto sopra il 30%, non vogliamo acquisire il controllo ma dialogare con Commerzbank e con gli stakeholder più in generale«, ha aggiunto il CEO.»Ogni volta che c’è un buyback dobbiamo vendere azioni per rimanere al 30% - ha replicato Orcel alle domande degli analisti sulle motivazioni - Con questa operazione eviteremo di aggiustare costantemente la nostra partecipazione per rimanere al di sotto della soglia, in ragione del programma di buyback in corso da parte di Commerzbank, nonché potremo successivamente incrementare liberamente la nostra partecipazione sul mercato o con altre modalità. Secondo la normativa tedesca dobbiamo lanciare un’offerta per andare sopra il 30%, ma dopo avremo la flessibilità di gestire la partecipazione nel migliore interesse degli azionisti«.»Potremmo lanciare nuove offerte in futuro se volessimo«, ha risposto a una domanda sul tema. Intanto,»l’impatto su capitale è marginale sull’aspettativa di non acquisire controllo. Se dovessimo acquisire il controllo, supponendo una quota del 100%, l’impatto sul capitale sarebbe di 200 punti base, ma ripeto questo non è il nostro scenario base. In quello scenario ci sarebbe un impatto sul buyback, ma non sul dividendo che non vogliamo toccare«.»Quando l’offerta sarà completata, saremo liberi di acquistare sul mercato, senza alcun limite«, ha evidenziato. Tornando sull’OPS, ha chiarito che»anche se l’offerta è sul 100% perché così prevede la normativa tedesca, l’aspettativa è positiva perché l’obiettivo è di innescare un dialogo positivo e quindi non prevediamo di raggiungere il controllo. Inoltre è fatta per azioni, quindi l’impatto sul capitale è marginale«.»Pensiamo che sia del valore ancora da creare in Commerzbank, crediamo nella Germania e nel Mittelstand, abbiamo una chiara visione di quello che una banca come Commerzbank può raggiungere data la nostra esperienza in Germania - ha detto Orcel - Un confronto costruttivo è il minimo e avrebbe benefici per sbloccare la maggior parte del valore che c’è. Ciò può succedere con un dialogo più costruttivo e vicino, come dimostra quanto fatto in Alpha«.»L’Europa ha bisogno di banche più grandi e credo che il mercato bancario tedesco sia tropo frammentato, e non è nel migliore interesse dell’economia - ha aggiunto - Credo che una combination non porterebbe solo valore agli azionisti ma anche a dipendenti, economie ed Europa in generale".
Secondo il CEO di UniCredit, «l’approccio attuale non crea più valore per i nostri azionisti ed è la ragione per cui abbiamo deciso di agire su questa situazione. Ci serve una misura netta per aprire il dialogo e trovare un buon risultato. Potete immaginare quale sia il miglior risultato per me, ma ce ne potrebbero essere altri che emergono dal dialogo, ma certamente non è la situazione attuale. Se non raggiungessimo il controllo ma ottenessimo un buon dialogo, sarei felice».
Al momento UniCredit detiene una partecipazione diretta di circa il 26% in Commerzbank e un’ulteriore posizione di circa il 4% tramite total return swap.
Con un comunicato ad hoc diramato stamattina, prima dell’inizio della giornata di contrattazioni a Piazza Affari, UniCredit ha reso noto di prevedere il raggiungimento di una quota nel capitale di Commerzbank “superiore al 30%,
senza tuttavia acquisirne il controllo”.
In questo modo la banca italiana eviterebbe di apportare aggiustamenti continui alla propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia del 30%, a causa del programma di acquisto di azioni proprie (buyback) in corso da parte di Commerzbank. E, anche (soprattutto?) “ di poter successivamente incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità ”.
In poche parole: l’OPS lanciata da UniCredit pone le basi per un potenziale takeover della seconda banca teutonica, verso la quale Orcel non ha mai nascosto di avere grandi mire, in base al suo grande sogno: quello di dar vita a una vera grande paneuropea.
Il rapporto di concambio previsto con l’OPS? La banca guidata da Andrea Orcel ha sottolineato che “il rapporto di cambio del’offerta sarà determinato da BaFin nei prossimi giorni, sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi (VWAP) degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit”.
Ma i calcoli Orcel li ha già fatti:
“Ci aspettiamo che il rapporto sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di €30,8 per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026”.
Ancora, Piazza Gae Aulenti ha scritto di stimare che l’OPS partirà formalmente agli inizi di maggio, e che il periodo di adesione da parte degli azionisti di Commerzbank avrà una durata di quattro settimane. Ovviamente Orcel dovrà ricevere il benestare degli azionisti di UniCredit per il lancio dell’aumento di capitale finalizzato all0ifferta. Di conseguenza, l’istituto ha fissato al 4 maggio la data in cui si terrà l’assemblea straordinaria dei soci.
Vale la pena di ricordare, guardando a Commerzbank, che il governo di Berlino detiene nel gruppo una quota pari al 12,72%, inferiore dunque a quella nelle mani di UniCredit.
BlackRock è il terzo principale azionista della banca, con una partecipazione pari al 5,73%, mentre il quarto azionista è
Norges Bank Investment Management, con una quota nel capitale del 3,14%.
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