Una nuova tassa su queste società per finanziare la manovra? Parla Giorgetti

Laura Naka Antonelli

3 Ottobre 2024 - 16:57

Non solo le banche, a cui è stato chiesto di contribuire alla manovra con un contributo di solidarietà.

Una nuova tassa su queste società per finanziare la manovra? Parla Giorgetti

Ormai sembra che il governo Meloni veda gli extraprofitti ovunque, non solo nel sistema bancario italiano, tanto che oggi il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha fatto riferimento anche alla possibilità che, a essere tassati, siano gli utili di altre società.

Giorgetti ha avuto cura di precisare che “non ci sarà più la narrativa come in passato sugli extraprofitti delle banche, dal momento che in quel momento le banche facevano più profitti”.

Detto questo, c’è un altro settore che sta macinando ghiotti profitti. Ed è giusto chiedere secondo il titolare del Tesoro un contributo anche alle aziende che ne fanno parte.

Interpellato in merito alla possibilità di una tassa anche sugli utili delle aziende attive nella difesa, il titolare del Tesoro ha risposto: “Evidentemente si, sia la difesa, che gli altri settori che beneficiano del contesto di mercato” dovrebbero versare un contributo.

Oggi, paradossalmente, l’industria di chi produce armi, con tutte queste guerre...si può dire che va particolarmente bene” ha detto il titolare del Tesoro, aggiungendo che il comparto della difesa “produce utili superiori”.

E visto che “facciamo tutti parte di un Paese che deve mettere a posto i conti, ha ricordato il ministro, riferendosi all’angoscia del debito pubblico che continua a caratterizzare l’Italia, “la chiamata alla contribuzione è per tutti”.

Giorgetti ha puntualizzato dunque che, a versare quello che è stato chiamato “contributo di solidarietà” per finanziare la prossima legge di bilancio, non saranno solo le banche italiane, ma chiunque stia traendo vantaggio da condizioni favorevoli di mercato: in particolare, a quanto pare, il settore della difesa.

Tassare gli utili della difesa? Giorgetti cita articolo 53 della Costituzione

Citato anche l’articolo 53 della Costituzione.

Esiste l’articolo 53 della Costituzione, dove tutti sono chiamati a contribuire per le loro possibilità alle necessità delle nazioni e andare a tassare i profitti a chi li ha fatti, è uno sforzo che tutto il sistema Paese deve fare” .

Questo significa che “ci rivolgiamo a tutti”. Vero è che “prevalentemente taglieremo le spese”, ha detto Giorgetti a Bloomberg, “ma un concorso per quanto riguarda le entrare ci sarà”.

Le dichiarazioni del ministro dell’Economia e delle Finanze hanno portato subito gli operatori di mercato a puntare i fari su Leonardo, il colosso della difesa made in Italy partecipato dallo stesso Tesoro, tra i principali azionisti di maggioranza con una quota di poco superiore al 30%.

La struttura dell'azionariato di Leonardo La struttura dell’azionariato di Leonardo Il Ministero dell'Economia e delle Finanze detiene una quota di poco superiore al 30% del capitale di Leonardo.

Il titolo risulta tra i peggiori dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari, segnando un calo di quasi il 2%, che lo porta a scendere a quota 20,70 euro, in una seduta caratterizzata comunque dal segno meno della borsa di Milano.

Di fatto, se si vuole guardare agli utili, si può dire che Leonardo è reduce da un ottimo primo semestre.

Nei primi sei mesi del 2024, il gruppo guidato dal ceo Roberto Cingolani ha incassato ordini e ricavi in deciso rialzo, rispettivamente del 18,8% e del 15,8%, grazie in particolare ai business dell’elettronica per la Difesa e Sicurezza e degli Elicotteri.

L’EBITA ha riportato una crescita pari a + 17%, mentre il Portafoglio Ordini è balzato al livello record di oltre € 43 miliardi.

Riguardo al trend del titolo a Piazza Affari, le azioni Leonardo hanno incassato un rialzo superiore al 38%, salendo nell’ultimo anno di più del 56%. Negli ultimi tre anni, il trend è stato di un rally superiore a +184%.