Uno dei più importanti Paesi turistici europei ha introdotto nuovi divieti di accesso alle spiagge con multe salate per i trasgressori
L’estate è ormai alle porte e, come ormai da tradizione, in Italia è iniziato il dibattito sulle concessioni balneari e sull’installazione di nuovi stabilimenti nelle poche spiagge libere rimaste.
Nel frattempo i nostri “vicini” si muovono in controtendenza e cercano di limitare il numero degli accessi turistici per preservare le proprie bellezze naturalistiche e i fragili ecosistemi che li circondano.
L’ultimo caso è quello della Grecia che ha portato da 238 a 251 le spiagge protette in cui l’uomo non potrà “impattare” in nessun modo, pena multe che possono partire da 2.000 euro e arrivare fino a 60.000 euro.
La Grecia protegge le sue spiagge con norme sempre più rigorose
Lo scorso 24 aprile il Ministero dell’Ambiente greco, insieme a quello dell’Economia, hanno aumentato di 13 unità il numero di spiagge “protette” dall’uomo. In alcune di esse sarà ancora possibile accedere gratuitamente, a patto di non lasciare nessun tipo di traccia. In altre ci saranno ulteriori limitazioni degli accessi.
Il numero di litorali senza lettini e ombrelloni in Grecia sale dunque a 251 e il provvedimento mira a raggiungere gli obiettivi fissati con la creazione delle zone di Natura 2000: tutelare gli ecosistemi e preservare i panorami e la biodiversità riducendo più possibile l’azione umana.
Cosa rischiano i trasgressori
Entrare in una delle spiagge protette greche o non rispettare le norme imposte può portare a sanzioni molto salate. Le autorità hanno dichiarato che le multe per uso illegale delle zone balneari possono partire da circa 2.000 euro e arrivare addirittura a 60.000 euro.
E ci sono poche speranze per chi cerca di fare il furbo e di passare inosservato. Per garantire il rispetto della nuova legge la Grecia ha messo in campo tecnologie all’avanguardia e ha deciso di monitorare le spiagge dall’alto tramite droni attivi h24.
I divieti sono molti e diversificati. Nei litorali interessati dalla normativa sono vietate le attrezzature come lettini e ombrelloni, le strutture come passerelle pedonali, chioschi e bar, musica ed eventi con più di 10 persone e il passaggio con veicoli a motore.
A questi vanno aggiunti il divieto di campeggio libero, in vigore in tutto il territorio greco, e le limitazioni d’accesso specifiche in alcune zone particolarmente fragili e ad alto valore ecologico come Nestos e Axios.
Dove sono le spiagge protette della Grecia
La direttiva del 2026 è l’ultimo passo di un percorso iniziato nel 2024 e che coinvolge spiagge dislocate in ogni angolo del Paese. Ci sono infatti limitazioni agli accessi in zone famose per il turismo come le Cicladi e il Dodecaneso e in luoghi meno conosciuti come Lefkada e Limnos.
Una risposta importante che arriva al termine di anni di tensioni iniziate nel 2023 con le “towel protests”, manifestazioni spontanee partite dalle Cicladi in cui i residenti protestarono per l’occupazione selvaggia dei litorali da parte degli stabilimenti e per la progressiva riduzione delle spiagge con accesso libero al pubblico.
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