Udienza preliminare: significato, non luogo a procedere e per quali reati

Isabella Policarpio

20/04/2021

20/04/2021 - 10:43

condividi
Facebook
twitter whatsapp

A cosa serve, che significa e come si svolge l’udienza preliminare. Ecco cosa prevede il Codice di procedura penale.

Udienza preliminare: significato, non luogo a procedere e per quali reati

Cosa si decide nell’udienza preliminare, come si svolge e a cosa serve? In questo approfondimento chiariremo i dubbi più comuni e spiegheremo il significato dell’udienza preliminare a cui partecipano il gup, il pm e il difensore dell’imputato.

Questa è una fase molto importante: serve al giudice per stabilire se continuare con il processo oppure fermare l’azione penale.

Presupposto dell’udienza preliminare è il rinvio a giudizio deliberato dal pm. Ecco cosa sapere.

Cosa si decide nell’udienza preliminare?

Nell’udienza preliminare (articolo 421 del Codice di procedura penale) si decide se è opportuno oppure no proseguire l’azione penale e, quindi, instaurare un vero e proprio processo. In pratica si tratta di un “filtro” che evita di intasare le aule dei tribunali.

Il gup decide se proseguire o rilasciare l’imputato accertando la costituzione delle parti, ammettendo nuovi documenti (che si aggiungono alle indagini già concluse), ascoltando l’interrogatorio dell’imputato o eventuali sue dichiarazioni spontanee.

A conclusione dell’udienza, il gup può decidere se dichiarare il non luogo a procedere oppure proseguire nel giudizio vero e proprio.

Quando è prevista l’udienza preliminare e per quali reati

L’udienza preliminare si svolge per i reati di competenza:

  • del Tribunale collegiale
  • della Corte d’Assise
  • del Tribunale dei minori
  • del Tribunale monocratico (solo ove si tratti di delitti puniti con pena superiore a 4 anni di reclusione)

Cosa succede dopo l’udienza preliminare?

Questa udienza, come abbiamo anticipato, serve a definire quando è opportuno proseguire l’azione penale e quando no. In questa sede il gup può emettere due decisioni alternative tra loro:

  • la sentenza di non luogo a procedere
  • il decreto che dispone il giudizio

La prima segna la fine del procedimento perché l’imputato viene considerato non responsabile del fatto; la seconda, invece, apre le porte al processo di primo grado.

Inoltre l’articolo 430 del Codice di procedura penale prevede che, al termine dell’udienza preliminare, le parti possano svolgere delle investigazioni aggiuntive.

Chi deve partecipare

All’udienza preliminare devono partecipare necessariamente il pm, il gup e il difensore dell’imputato, costui, se non è presente, può essere sostituito con un altro avvocato immediatamente reperibile.

La presenza dell’imputato non è obbligatoria: egli può rinunciare a partecipare depositando l’atto di rinuncia in cancelleria almeno 3 giorni prima la data dell’udienza.

Quale giudice fissa l’udienza preliminare?

Questa fase ha come protagonista il gup, ovvero il giudice dell’udienza preliminare. La richiesta di instaurare l’udienza viene avanzata dal pm a conclusione delle indagini investigative mentre spetta al giudice fissare data, orario e luogo in cui si svolgerà.

La fissazione deve avvenire entro 5 giorni dal deposito in cancelleria del rinvio a giudizio. In ogni caso, tra la data del deposito e quella dell’udienza preliminare non possono passare più di 30 giorni.

Argomenti

# Legge
# Reato

Iscriviti alla newsletter

Money Stories