L’avanzata che ha caratterizzato i primi due mesi del 2019 mostra sempre più segnali di fiacchezza. La rottura del supporto di area 7.040 punti potrebbe essere un segnale valido a richiamare all’appello i venditori
Le quotazioni del Nasdaq 100 proseguono con la fase caratterizzata dall’incertezza. Dal superamento della media mobile semplice a 200 giorni i corsi hanno messo in piedi una serie di candele con corpi via via decrescenti, evidenziando una progressiva perdita di spinta del cosiddetto “rally di inizio anno”.
Nasdaq 100, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Oltre a questo, lo scorso 25 febbraio i corsi sono stati respinti dal re-test della linea di tendenza che collega i minimi del 3 a quelli del 29 gennaio, dopo aver richiuso il gap down lasciato aperto dal 9 novembre 2018. Il livello statico a 7.040,3003 è un importante supporto di breve periodo che, se violato, favorirebbe l’entrata in gioco dei venditori.
Una serie di ribassi sarebbe anche utile alla struttura tecnica dell’indice tecnologico americano, in quanto potrebbe fare in modo di scaricare gli oscillatori e permettere ad altri acquirenti di prendere una posizione in linea con l’uptrend principale. Dal punto di vista algoritmico, l’RSI settato a 14 periodi è molto vicino alla fase di ipercomprato, raggiunta per l’ultima volta il 29 agosto 2018.
Strategie operative su Nasdaq 100
Si potrebbero valutare strategie di matrice short in caso di ritorno da parte dei prezzi al di sotto di 7.040 punti. Lo stop loss andrebbe posto a 7.165 punti, l’obiettivo principale a 6.930 mentre un target leggermente più ambizioso sarebbe localizzato a 6.862 punti. Per questo tipo di operatività, il certificato Turbo Short di BNP Paribas con ISIN NL0013135023 e leva 4,43 sembra essere lo strumento adatto.
Se i prezzi dovessero portarsi sopra il livello di stop loss prima di toccare il punto di ingresso, questa strategia verrebbe invalidata.
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