Il futuro è già scritto nella culla: i numeri che dimostrano che essere poveri è una condanna
Chi nasce ricco parte già avanti. Non solo in termini di vantaggi (immaginabili) derivanti da una condizione economica familiare privilegiata, ma anche per una più alta probabilità di acquisire maggiori competenze di base a scuola.
Non si tratta certo di un destino, ma di una correlazione che può essere importante e proseguire anche nel mondo del lavoro. Inutile dire che, come per tutte le statistiche, bisognerebbe andare davvero dentro il fenomeno che raccontano per distinguere singoli casi ed eccezioni. Ma emerge comunque una tendenza che sembra comune a tutte le economie avanzate del mondo: provenire da una famiglia benestante è spesso legato al raggiungimento di maggiori competenze in lettura e matematica.
Anche in Italia la disuguaglianza economica può portare a un differente rendimento scolastico già dai primi anni sui banchi e che, se non colmato in tempo, rischia di diventare un divario strutturale e permanente: minori possibilità di completare gli studi superiori, accesso ridotto all’università e un futuro professionale più limitato. In pratica, il gap di competenze di oggi può trasformarsi nella mancata mobilità sociale di domani. [...]
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