Trump ha dalla sua i sondaggi ma Biden lo surclassa nella raccolta dei fondi

Glauco Maggi

24/03/2024

La campagna di Biden ha incrementato il vantaggio che aveva in gennaio, quando aveva in cassa 56 milioni rispetto ai 30,5 milioni di Trump.

Trump ha dalla sua i sondaggi ma  Biden lo surclassa nella raccolta dei fondi

Le elezioni americane hanno risonanza internazionale ma negli Stati Uniti, in realtà, riguardano solo un quinto dei cittadini. Ci sono 336 milioni di abitanti distribuiti su 50 Stati, più il Distretto di Columbia, sede della capitale Washington, ma i voti che si giocheranno il controllo della Casa Bianca sono solo 61 milioni.

Sono quelli dei sette Stati che, per l’appuntamento del prossimo novembre, sono emersi come swing, in bilico tra i due partiti, dai sondaggi e dai risultati delle precedenti tornate elettorali del 2020 e del 2022. Non era mai avvenuto che la platea dei votanti decisivi fosse così ristretta, ricorda Karl Rove sul Wall Street Journal del 20 marzo.

Rove fu il consigliere di George W.Bush nel 2000 e nel 2004 e lo portò alla vittoria due volte. Nel 2000, Bush aveva da lottare in ben 21 Stati incerti e ne vinse 14 perdendone sette. Se ne avesse perso soltanto uno in più, il presidente sarebbe stato Al Gore.

Il restringersi del “campo di battaglia” agli attuali sette Stati ha diverse ragioni. Una è la crescente polarizzazione che continua a garantire il successo ai due partiti nelle loro rispettive aree di influenza e rende quasi impossibile le sorprese. La California e lo Stato di New York sul fronte “blu” (Democratico) da un lato, e il Texas e la Florida su quello “rosso”(Repubblicano) dall’altro, sono i simboli della attuale geografia politica bipolare. La Florida del governatore Ron DeSantis, il Repubblicano che è diventato governatore per la seconda volta nel 2022 con 20 punti di distacco sull’avversario Democratico, è però anche la prova che l’assetto nazionale dei due schieramenti non è immutabile.

Gli smottamenti socio-economico-politici, dalle delocalizzazioni industriali alle immigrazioni clandestine, hanno dunque disegnato la presente situazione, emersa ora dai sondaggi sulle prospettive di voto. Gli Stati che “andranno” a Donald Trump, con un margine di incertezza sostanzialmente nullo, sono 24 e gli daranno 219 Grandi Elettori (detti anche “voti elettorali”), che parteciperanno al Collegio Elettorale nazionale. Quanto a Joe Biden, ci si aspetta che vincerà in 20 Stati e nel Distretto di Columbia, con un bottino di 226 Grandi Elettori.

Restano fuori dalla (quasi) scontata ripartizione a tavolino, appena descritta, sette Stati: Arizona, Nevada, Wisconsin, Michigan, Pennsylavania, Carolina del Nord, Georgia. Nel 2016 Trump ne vinse sei, perdendo solo il Nevada. Nel 2020, all’opposto, fu Biden a conquistarne sei, perdendo solo la Carolina del Nord.

È interessante esaminare, seguendo la guida fornita dal sito Real Clear Politics (RCP) che cura le medie dei sondaggi nei sette Stati, le attuali previsioni di voto, confrontandole con ciò che avvenne nel 2020. Sono i sondaggi per me più significativi perché ai probabili votanti viene chiesto di dire chi sceglieranno nel lotto dei cinque candidati che certamente saranno presenti sulla scheda: oltre a Trump e Biden, ci saranno l’indipendente Robert Kennedy Jr, ex Democratico nipote di J.F. Kennedy; Cornell West, afro-americano, professore marxista di estrema sinistra; Jill Stein, storica attivista del partito dei Verdi. A livello nazionale, secondo RCP, Trump è primo con il 41,1%, seguito da Biden con 38,4%, Robert Kennedy jr con 11,1%, Cornell West con 2,4% e Jill Stein con 1,8%.

Se i sondaggi dei sette Stati ballerini che presentiamo qui (condotti fino a metà marzo) saranno rispettati nella realtà, Donald Trump rientrerà alla Casa Bianca.

  • Arizona: Trump, per RCP, batte Biden per 47,8% a 42,6%, con un vantaggio di +5,2%. Nel 2020, Biden aveva battuto Trump con un margine dello 0,3%.
  • Nevada: Trump batte Biden per 46,3% a 40,7%, con un vantaggio di +5,6%. Nel 2020, Biden aveva vinto di +3%.
  • Wisconsin: Trump batte Biden per 46,4% a 45,4%, con un vantaggio di +1%. Nel 2020, Biden aveva vinto con +0,63%.
  • Michigan: Trump batte Biden per 46,5% a 43%, con un vantaggio di +3,5%. Nel 2020, Biden aveva vinto con +,2,8%.
  • Pennsylvania: Trump batte Biden per 46,2% a 45,6%, con un vantaggio di +0,6%. Nel 2020, Biden aveva vinto con +1,17%.
  • Carolina del Nord: Trump batte Biden per 49,3% a 43,8%, con un vantaggio del +5,5%. Nel 2020, unico Stato dei sette, Trump aveva vinto con +1,34%.
  • Georgia: Trump batte Biden per 49,4% a 43,7%, con un vantaggio del +5,7%. Nel 2020, Biden aveva vinto, con il margine del +0,23%, il più risicato di tutti.

Questi sette Stati mettono in palio 93 “voti elettorali”, e Biden ha bisogno di vincerne 44, da aggiungere ai 226 di cui sarebbe accreditato, per arrivare alla soglia della vittoria di 270 (la metà più uno dei 538 membri del Collegio Elettorale nazionale). A Trump ne servono invece 51, da aggiungere ai 219 che avrebbe già in tasca.

Se i sondaggi attuali, per quel che valgono, danno motivi di ottimismo per Trump, c’è la attuale situazione politica a livello amministrativo che è invece a favore di Biden. Soltanto la Georgia e il Nevada hanno governatori Repubblicani, mentre gli altri cinque sono in mano ai Democratici. Se un partito ha conquistato recentemente la carica di governatore significa che dispone di un apparato e di una rete di poteri che possono aiutare la macchina della campagna presidenziale con uomini e mezzi, soprattutto nella ricerca di fondi.

E se c’è un aspetto in cui Trump appare oggi in evidente svantaggio rispetto a Biden è proprio quello finanziario. Secondo i rapporti che i candidati devono periodicamente fare alla Commissione Elettorale Federale, la campagna del Democratico ha denunciato mercoledì 20 marzo di avere in cassa 71 milioni di dollari in contanti, contro i 33,5 milioni a disposizione del Repubblicano. La campagna di Biden ha incrementato il vantaggio che aveva in gennaio, quando aveva in cassa 56 milioni rispetto ai 30,5 milioni di Trump. E, di quest’ultimo, sono note le difficoltà finanziarie in cui si sta trovando da mesi per gestire le cause giudiziarie e pagare gli avvocati.