Truffa sui falsi rimborsi Irpef, come funziona e a cosa fare attenzione

Patrizia Del Pidio

1 Settembre 2026 - 10:00

Falsi rimborsi IRPEF via SMS: scopri come funziona lo smishing che usa il logo delle Entrate e perché non devi mai inserire i dati della tua carta.

Truffa sui falsi rimborsi Irpef, come funziona e a cosa fare attenzione

Falsi rimborsi Irpef: scatta l’allarme per la nuova truffa segnalata dall’Agenzia delle Entrate. Con un avviso del 31 agosto 2026 viene comunicato che sono state rilevate nuove campagne di smishing le quali, utilizzando il nome e i loghi dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, tentano di indurre i cittadini a fornire dati personali.

Nel comunicato dell’AdE si legge che le campagne, nella maggior parte dei casi, sono diffuse tramite SMS ingannevoli che contengono link che rimandano a siti fraudolenti nei quali viene chiesto al cittadino di effettuare una procedura di verifica per un presunto rimborso Irpef per l’anno 2025.

Come funziona la truffa?

Dopo aver ricevuto l’SMS, il cittadino che clicca sul link viene indirizzato su un portale del tutto simile a quello dell’Agenzia delle Entrate. Qui gli viene richiesto di inserire il codice fiscale, dopo averlo inserito viene mostrato un apparente credito di 328,45 euro. Per ricevere il rimborso l’utente deve confermare le proprie coordinate bancarie.

Nel corso della procedura al cittadino vengono richiesti numerosi dati sensibili sullo strumento di pagamento scelto come il nome dell’intestatario, il numero della carta, la data di scadenza e il CVV. Si tratta di dati che non vengono mai richiesti per accreditare un pagamento e che servono ai malintenzionati per svuotare il conto o la carta della vittima.

Nell’avviso dell’Agenzia delle Entrate sono riportate delle schermate che illustrano la sequenza della truffa.

Schermate truffa rimborso Irpef Schermate truffa rimborso Irpef Agenzia delle Entrate

Nella prima schermata si è rimandati a una pagina “Servizi online - Agenzia delle Entrate”, ma se si guarda l’url della pagina è “agen.dillinfo.cam/it” che non corrisponde a nessuna pagina del portale dell’Ade e già questo dovrebbe rappresentare il primo campanello di allarme.

Un ulteriore elemento di sospetto è rappresentato dal fatto che per accedere alla propria area personale l’Agenzia delle Entrate chiede delle specifiche credenziali (Spid o Cie): per quale motivo dovrebbe chiedere il codice fiscale del cittadino che già conosce?

In ogni caso se si riceve un simile SMS la prima cosa da fare è quella di controllare nel proprio cassetto fiscale se il fantomatico rimborso è presente.

Schermate truffa esito rimborso Schermate truffa esito rimborso Agenzia delle Entrate

Nella seconda schermata viene mostrato l’esito del rimborso a seguito della verifica del codice fiscale. L’Agenzia delle Entrate non scrive mai al contribuente per comunicargli che c’è un rimborso a suo nome, al limite la comunicazione potrebbe arrivare tramite App IO o come notifica sul sito delle Entrate, ma mai per Sms.
Anche in questa seconda schermata, in ogni caso, l’url non è quello del portale dell’amministrazione tributaria.

Schermate truffa dati bancari Schermate truffa dati bancari Agenzia delle Entrate

La terza schermata è quella che dovrebbe allertare di più. L’Agenzia delle Entrate chiede ai contribuenti l’Iban per l’accredito di eventuali rimborsi, ma solo l’Iban. In questa schermata viene chiesto il numero della carta, l’intestatario, la data di scadenza e il CVV, dati utili per effettuare un pagamento, non certo per ricevere un bonifico, per il quale è sufficiente comunicare l’Iban.

I consigli delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate disconosce questi messaggi e si dichiara estranea a essi. Nell’avviso l’amministrazione tributaria raccomanda ai cittadini di non fornire mai informazioni personali e dati sensibili tramite pagine web raggiunte con collegamenti presenti in comunicazioni sospette.