Trovate tracce di piombo nelle magliette per bambini. Ecco i capi pericolosi

Andrea Fabbri

31 Marzo 2026 - 05:24

Una ricerca della Marian University lancia l’allarme sulle t-shirt per bambini dei marchi di fast fashion. Hanno concentrazioni di piombo molto pericolose

Trovate tracce di piombo nelle magliette per bambini. Ecco i capi pericolosi

Il fast fashion è uno dei più gravi problemi della nostra epoca storica. Le collezioni a basso costo, realizzate con materiali di bassa qualità e destinate a una vita breve hanno un impatto sanitario, ambientale e sociale devastante.

L’ultima conferma arriva da una ricerca della Marian University presentata a un recente convegno dell’American Chemical Society che ha evidenziato come molti capi low cost destinati ai più piccoli hanno concentrazioni di piombo decisamente superiori ai limiti consentiti dalla legge e ritenuti pericolosi per la salute.

I capi incriminati

I ricercatori statunitensi hanno esaminato 11 tipologie diverse di t-shirt per bambini distribuite da marchi di fast fashion e discount e hanno fatto un’amara scoperta: in ognuna di esse la concentrazione di piombo era superiore alle 100 parti per milione (ppm), ovvero al limite indicato come sicuro negli USA.

I livelli più alti di particelle di piombo sono stati trovati nei tessuti dai colori più vivaci come il giallo e il rosso. La causa sarebbe l’utilizzo di composti come l’acetato di piombo per “fissare” le colorazioni sui capi e rendere le tinte più durature e brillanti.

Il passo successivo è stata la simulazione di un comportamento tipico dei bambini, quello di mettere i tessuti vicino alla bocca. E anche in questo caso i risultati dei test sono stati inquietanti: in casi del genere l’accumulo di piombo nel sangue potrebbe arrivare a livelli per cui è necessario il monitoraggio clinico.

Gli effetti del piombo sulla salute dei bambini

L’esposizione al piombo è pericolosa a ogni età, ma per i bambini lo è ancora di più poiché può avere effetti negativi sullo sviluppo neurologico e causare danni sul lungo periodo. Un problema aggravato dal rischio di ingestione, decisamente più elevato nei primi anni di età.

La scoperta delle tracce di piombo è stata un’occasione per riflettere sulle difficoltà che il meccanismo del fast fashion crea nell’applicazione delle normative.

L’enorme mole di prodotti che viene commercializzata ogni giorno rende quasi impossibile creare sistemi di controllo capillari e davvero efficaci e la loro rapida deperibilità porta spesso a ridurre l’attenzione verso la sicurezza dei materiali con cui vengono realizzati.

Il confronto tra Stati Uniti ed Europa

L’altro aspetto che rende complesso il monitoraggio della sicurezza dei vestiti dei marchi specializzati nel fast fashion, è l’assenza di standard normativi uguali per tutte le aree economiche.

Negli USA, ad esempio, il Consumer Product Safety Improvement Act stabilisce che il limite di piombo per i prodotti per l’infanzia non può superare 100 parti per milione (ppm).

In Europa, invece, è in vigore il regolamento REACH che impone una concentrazione massima nei prodotti di consumo pari allo 0,05% in peso (500 mg/kg). Il tutto con particolare attenzione agli oggetti che potrebbero essere ingeriti o entrare in contatto con la pelle.

La differenza è sostanziale: negli Stati Uniti il limite è più basso e la soglia è uniforme per tutti i prodotti. In Europa è più alto e comprende i rischi legati alla modalità d’uso.

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