Spetta la tredicesima sulla Naspi?

Tredicesima: spetta ai percettori di Naspi? Se dicembre è il mese della gratifica natalizia per lavoratori dipendenti e pensionati, così non è per i disoccupati. Durante la disoccupazione, infatti, non si matura il diritto a percepirla.

Spetta la tredicesima sulla Naspi?

La tredicesima spetta anche a chi percepisce la Naspi?

Tra i lavoratori in disoccupazione, uno dei dubbi più frequenti riguarda il diritto alla gratifica natalizia, da parte dell’INPS, per i mesi di percezione dell’assegno mensile.

A dicembre pensionati e lavoratori dipendenti ricevono, solitamente in concomitanza con lo stipendio, la tredicesima mensilità; non è così invece per i percettori del sussidio di disoccupazione Naspi, visto che questo non comprende la tredicesima mensilità.

La tredicesima è quel riconoscimento economico aggiuntivo rispetto alla normale retribuzione che inizialmente, pur non essendo obbligatorio, veniva corrisposto dai datori di lavoro come una sorta di regalo di Natale.

Ecco perché ancora oggi che la tredicesima è diventata un diritto per tutti i dipendenti - sia per quelli del settore privato che del pubblico impiego - si parla ancora di gratifica natalizia. La tredicesima mensilità spetta poi anche ai pensionati, i quali la ricevono insieme al rateo della pensione di dicembre.

Non si matura il diritto alla tredicesima durante il periodo di disoccupazione.

La tredicesima non spetta sulla Naspi

Come anticipato, invece, non ne hanno diritto coloro che usufruiscono della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, conosciuta meglio come Naspi. Questa, infatti, viene riconosciuta solamente per la metà delle settimane contributive che il disoccupato ha effettuato nel corso dei 4 anni precedenti, senza alcuna mensilità aggiuntiva.

Quindi, chi ha diritto ad un anno di disoccupazione la percepisce esclusivamente per 12 mensilità. Ciò significa che nel mese di dicembre 2019 verrà pagato solamente l’assegno dell’indennità di disoccupazione relativo al mese di novembre (ricordiamo, infatti, che la Naspi viene pagata sempre nel mese successivo).

Fatta chiarezza su questo aspetto ne andremo ad approfondire un altro: quello relativo al riconoscimento della tredicesima nel calcolo della durata e dell’importo dell’indennità di disoccupazione.

Calcolo Naspi: si tiene conto della tredicesima?

Hanno diritto alla Naspi coloro che hanno versato contributi per almeno 13 mensilità nei 4 anni precedenti; inoltre, all’attivo bisogna avere almeno 30 giornate di lavoro nel corso dell’ultimo anno.

Come anticipato, poi, la Naspi viene corrisposta per un periodo pari alla metà delle settimane contributive maturate nel corso degli ultimi 4 anni, per non più di 24 mensilità.

Per il calcolo dell’importo dell’assegno, invece, si procede in tal senso: si prende come riferimento l’imponibile medio del lavoratore negli ultimi 4 anni e se ne corrisponde il 75%, con una decurtazione del 3% a partire dal 4° mese di fruizione e per ogni mese successivo.

Quanto appena detto, però, vale solamente per coloro che hanno lo stipendio medio inferiore a 1.221,44 euro.

Inoltre, quando l’imponibile medio è superiore a 1.221,44 euro. si aggiunge un 25% della cifra in eccesso; in ogni caso, però, l’importo della Naspi non può superare 1.328,76 euro al mese.

Dal momento che la tredicesima fa parte dell’imponibile previdenziale, quindi è previsto il pagamento dei contributi sia da parte del lavoratore che del datore di lavoro, si potrebbe pensare che ai fini del calcolo della durata della Naspi si tenga conto anche della tredicesima mensilità. Ebbene non è così dal momento che per il calcolo della durata per un anno di lavoro si considerano solamente 12 mensilità, e non 13.

Si tiene conto della tredicesima, invece, per il calcolo dell’importo Naspi; l’imponibile previdenziale medio, di cui ne viene riconosciuto il 75%, quindi, deve ricomprendere anche la tredicesima.

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Tredicesima Naspi

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