Spetta la tredicesima sulla Naspi?

Redazione Lavoro

15 Dicembre 2020 - 17:19

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Tredicesima: spetta sulla Naspi? A differenza dei pensionati o dei dipendenti pubblici o privati che siano, la gratifica natalizia di dicembre non è riconosciuta a coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione.

Spetta la tredicesima sulla Naspi?

La tredicesima spetta anche sulla Naspi? Nei giorni in cui i dipendenti pubblici percepiscono la tredicesima con lo stipendio di dicembre, i privati qualche giorno più in là, molti beneficiari dell’indennità di disoccupazione Naspi potrebbero porsi questa domanda.

La tredicesima mensilità, lo ricordiamo, è definita “gratifica natalizia” e spetta ai dipendenti pubblici e privati, ma anche ai pensionati che l’hanno già ricevuta, e che possono pertanto godere in pace delle festività.

Lo stesso tuttavia non riguarda i percettori della Naspi ai quali INPS non riconosce la tredicesima, vale a dire una rata aggiuntiva sulla mensilità dell’indennità di dicembre.

La tredicesima per i lavoratori dipendenti è diventata ormai un diritto acquisito, mentre per la Naspi, e quindi per chi si trova in stato di disoccupazione, non è prevista.

La tredicesima non spetta sulla Naspi

Non hanno diritto alla tredicesima, come anticipato, coloro che usufruiscono della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, conosciuta meglio come Naspi. Questa, infatti, viene riconosciuta solamente per la metà delle settimane contributive che il disoccupato ha effettuato nel corso dei 4 anni precedenti, senza alcuna mensilità aggiuntiva.

Quindi, chi ha diritto a un anno di disoccupazione la percepisce esclusivamente per 12 mensilità. Ciò significa che nel mese di dicembre 2020 verrà pagato solamente l’assegno dell’indennità di disoccupazione relativo al mese di novembre (ricordiamo, infatti, che la Naspi viene pagata sempre nel mese successivo).

Fatta chiarezza su questo aspetto ne andremo ad approfondire un altro: quello relativo al riconoscimento della tredicesima nel calcolo della durata e dell’importo dell’indennità di disoccupazione.

Calcolo Naspi: si tiene conto della tredicesima?

Hanno diritto alla Naspi coloro che hanno versato contributi per almeno 13 mensilità nei 4 anni precedenti; inoltre, all’attivo bisogna avere almeno 30 giornate di lavoro nel corso dell’ultimo anno.

Come anticipato, poi, la Naspi viene corrisposta per un periodo pari alla metà delle settimane contributive maturate nel corso degli ultimi 4 anni, per non più di 24 mensilità.

Per il calcolo dell’importo dell’assegno, invece, si procede in tal senso: si prende come riferimento l’imponibile medio del lavoratore negli ultimi 4 anni e se ne corrisponde il 75%, con una decurtazione del 3% a partire dal 4° mese di fruizione e per ogni mese successivo.

Quanto appena detto, però, vale solamente per coloro che hanno lo stipendio medio inferiore a 1.227,55 euro per il 2020 in base a quanto stabilito da INPS.

Inoltre, quando l’imponibile medio è superiore a 1.227,55 euro si aggiunge un 25% della cifra in eccesso; in ogni caso, però, l’importo della Naspi non può superare 1.335,40 euro al mese nel 2020.

Dal momento che la tredicesima fa parte dell’imponibile previdenziale, quindi è previsto il pagamento dei contributi sia da parte del lavoratore che del datore di lavoro, si potrebbe pensare che ai fini del calcolo della durata della Naspi si tenga conto anche della tredicesima mensilità. Ebbene non è così dal momento che per il calcolo della durata per un anno di lavoro si considerano solamente 12 mensilità, e non 13.

Si tiene conto della tredicesima, invece, per il calcolo dell’importo Naspi; l’imponibile previdenziale medio, di cui ne viene riconosciuto il 75%, quindi, deve ricomprendere anche la tredicesima.

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