La situazione di incertezza dei mercati finanziari provoca una reazione prudenziale da parte di molti piccoli e medi investitori: preferiscono infatti mantenere la liquidità sui conti correnti, spinti anche in questo dalle banche che non remunerano a sufficienza il cash.
Certamente ci sono le varie offerte di istituti minori, che scontano però le esitazioni del piccolo risparmiatore ad affidarsi a nomi poco conosciuti o in alcuni casi debuttanti su questo mercato.
E allora? Far finta che l’inflazione non ci sia e resistere sulla linea di fuoco della non remunerazione? Molto dipende dalle necessità dei singoli investitori. Se la liquidità non ha una funzione di cuscinetto per le proprie esigenze quotidiane, il valutare quanto meno alcuni nuovi modi di gestirla è consigliabile.
Le obbligazioni collateralizzate
Sono uno strumento finanziario a reddito fisso che raggruppa portafogli di vari debiti e prestiti - come obbligazioni, mutui o crediti aziendali - per rivenderne i flussi di cassa agli investitori. Detta così questa alternativa sembra rischiosissima. In realtà lo è davvero poco.
Spiega in merito l’emittente di ETF iShares: i cosiddetti CLO con rating AAA mirano a combinare un’elevata qualità del credito con una bassa correlazione rispetto alle asset class tradizionali, rendendoli utili per generare flussi di reddito diversificati con un basso profilo di rischio.
Si tratta quindi di puntare solo su obbligazioni dal massimo rating mediante specifici ETF.
| Punto forte | L’elevata diversificazione di sottostanti, spesso a corta scadenza, riduce al minimo la rischiosità globale |
|---|---|
| Punto debole | Sono prodotti poco conosciuti e un po’ complessi: ciò può spaventare l’investitore |
Due ETF specifici
| Invesco EUR AAA CLO ETF | IE000Y2JPPS4 | Dividendi capitalizzati | Performance a 1 anno +3,5% |
|---|---|---|---|
| iShares € AAA CLO Active ETF | IE000Q9IHH10 | Dividendi capitalizzati | Performance a 1 anno +3,4% |
Un consiglio: possono essere un ottimo modo di diversificare il rischio per il cash, ma occorre studiarli. Basta poco per capirli.
Bond «inflation linked», ma solo corti
Sono nei portafogli di tanti italiani, che però li acquistano in ottica di lungo periodo come strumenti di protezione dall’incremento del costo della vita. Se si scelgono invece su scadenze corte possono svolgere molto bene un ruolo di alternativa dinamica nella gestione della liquidità.
Ciò vale tanto più nella fase in corso di netto risveglio dell’inflazione, nuova preoccupazione di tanti risparmiatori. Le vite residue brevi proteggono di qui a poco più di un anno e non comportano successive vendite, poiché si devono solo portare a scadenza.
| Punto forte | Si comprano e si lasciano andare a termine |
|---|---|
| Punto debole | Hanno prezzi poco sopra 100 |
Due bond specifici
| BTP€i 1,30% Mg2028 | IT0005246134 | Indicizzato all’inflazione europea | Quota sui 100,8 euro |
|---|---|---|---|
| BTP Italia Ot2027 | IT0005388175 | Indicizzato all’inflazione italiana | Quota sui 100,7 euro |
Un consiglio: non si pensi «siamo italiani ed è meglio puntare sull’inflazione di casa nostra». Quella europea è infatti storicamente più elevata.
Un PAC su un ETF «global markets»
Se l’ottica è quella di medio termine, ovvero di una liquidità che svolge il ruolo di serbatoio per le evenienze future, la soluzione più idonea sta nell’impostare un PAC, ovvero un piano di accumulo.
Attenzione però: non automatizzato, per esempio ogni mese, mediante i server della propria banca. Così facendo, infatti, si accatasta capitale senza la certezza che le quotazioni di carico si adeguino velocemente all’andamento dei mercati. Meglio scegliere un ETF, capirlo ed entrare con nuovi lotti solo in presenza di effettive significative variazioni: per esempio su rialzi del 10% o, ancor meglio, su correzioni sempre del 10%.
Come sottostante è preferibile l’azionario globale, cioè di tutto il mondo, allo scopo di attenuare gli impatti di singoli mercati.
| Punto forte | Si trae vantaggio dall’effetto crescita dei mercati azionari, pur con una volatilità non esasperata |
|---|---|
| Punto debole | È un collocamento solo per chi ha prospettive di medio-lungo termine |
Due ETF specifici
| iShares MSCI World SRI ETF EUR | IE00BYX2JD69 | Maggiori mercati occidentali | Valuta di denominazione euro |
|---|---|---|---|
| Amundi MSCI All Country World | LU1829220216 | Maggiori mercati occidentali ed emergenti | Valuta di denominazione euro |
Un consiglio: tanti più sono i mercati presenti nell’indice di riferimento, tanto più si limitano gli impatti da eventuali specifici andamenti negativi delle singole Borse.
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