Tre diversi modi a confronto per gestire la liquidità, con pregi e difetti

Lorenzo Raffo

09/09/2026

Basta con i soliti conti deposito, che costano e spesso rendono poco. Meglio battere strade nuove. Più dinamiche e anche più intelligenti.

Tre diversi modi a confronto per gestire la liquidità, con pregi e difetti

La situazione di incertezza dei mercati finanziari provoca una reazione prudenziale da parte di molti piccoli e medi investitori: preferiscono infatti mantenere la liquidità sui conti correnti, spinti anche in questo dalle banche che non remunerano a sufficienza il cash.

Certamente ci sono le varie offerte di istituti minori, che scontano però le esitazioni del piccolo risparmiatore ad affidarsi a nomi poco conosciuti o in alcuni casi debuttanti su questo mercato.

E allora? Far finta che l’inflazione non ci sia e resistere sulla linea di fuoco della non remunerazione? Molto dipende dalle necessità dei singoli investitori. Se la liquidità non ha una funzione di cuscinetto per le proprie esigenze quotidiane, il valutare quanto meno alcuni nuovi modi di gestirla è consigliabile.

Le obbligazioni collateralizzate

Sono uno strumento finanziario a reddito fisso che raggruppa portafogli di vari debiti e prestiti - come obbligazioni, mutui o crediti aziendali - per rivenderne i flussi di cassa agli investitori. Detta così questa alternativa sembra rischiosissima. In realtà lo è davvero poco.

Spiega in merito l’emittente di ETF iShares: i cosiddetti CLO con rating AAA mirano a combinare un’elevata qualità del credito con una bassa correlazione rispetto alle asset class tradizionali, rendendoli utili per generare flussi di reddito diversificati con un basso profilo di rischio.

Si tratta quindi di puntare solo su obbligazioni dal massimo rating mediante specifici ETF.

Punto forte L’elevata diversificazione di sottostanti, spesso a corta scadenza, riduce al minimo la rischiosità globale
Punto debole Sono prodotti poco conosciuti e un po’ complessi: ciò può spaventare l’investitore

Due ETF specifici

Invesco EUR AAA CLO ETF IE000Y2JPPS4 Dividendi capitalizzati Performance a 1 anno +3,5%
iShares € AAA CLO Active ETF IE000Q9IHH10 Dividendi capitalizzati Performance a 1 anno +3,4%

Un consiglio: possono essere un ottimo modo di diversificare il rischio per il cash, ma occorre studiarli. Basta poco per capirli.

Bond «inflation linked», ma solo corti

Sono nei portafogli di tanti italiani, che però li acquistano in ottica di lungo periodo come strumenti di protezione dall’incremento del costo della vita. Se si scelgono invece su scadenze corte possono svolgere molto bene un ruolo di alternativa dinamica nella gestione della liquidità.

Ciò vale tanto più nella fase in corso di netto risveglio dell’inflazione, nuova preoccupazione di tanti risparmiatori. Le vite residue brevi proteggono di qui a poco più di un anno e non comportano successive vendite, poiché si devono solo portare a scadenza.

Punto forte Si comprano e si lasciano andare a termine
Punto debole Hanno prezzi poco sopra 100

Due bond specifici

BTP€i 1,30% Mg2028 IT0005246134 Indicizzato all’inflazione europea Quota sui 100,8 euro
BTP Italia Ot2027 IT0005388175 Indicizzato all’inflazione italiana Quota sui 100,7 euro

Un consiglio: non si pensi «siamo italiani ed è meglio puntare sull’inflazione di casa nostra». Quella europea è infatti storicamente più elevata.

Un PAC su un ETF «global markets»

Se l’ottica è quella di medio termine, ovvero di una liquidità che svolge il ruolo di serbatoio per le evenienze future, la soluzione più idonea sta nell’impostare un PAC, ovvero un piano di accumulo.

Attenzione però: non automatizzato, per esempio ogni mese, mediante i server della propria banca. Così facendo, infatti, si accatasta capitale senza la certezza che le quotazioni di carico si adeguino velocemente all’andamento dei mercati. Meglio scegliere un ETF, capirlo ed entrare con nuovi lotti solo in presenza di effettive significative variazioni: per esempio su rialzi del 10% o, ancor meglio, su correzioni sempre del 10%.

Come sottostante è preferibile l’azionario globale, cioè di tutto il mondo, allo scopo di attenuare gli impatti di singoli mercati.

Punto forte Si trae vantaggio dall’effetto crescita dei mercati azionari, pur con una volatilità non esasperata
Punto debole È un collocamento solo per chi ha prospettive di medio-lungo termine

Due ETF specifici

iShares MSCI World SRI ETF EUR IE00BYX2JD69 Maggiori mercati occidentali Valuta di denominazione euro
Amundi MSCI All Country World LU1829220216 Maggiori mercati occidentali ed emergenti Valuta di denominazione euro

Un consiglio: tanti più sono i mercati presenti nell’indice di riferimento, tanto più si limitano gli impatti da eventuali specifici andamenti negativi delle singole Borse.

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