Tradimento nel matrimonio, quando è reato e cosa si rischia

Ilena D’Errico

3 Gennaio 2024 - 21:13

Tradire il coniuge non è un reato, anche se l’infedeltà coniugale può integrare diverse fattispecie penalmente rilevanti. Ecco cosa si rischia.

Tradimento nel matrimonio, quando è reato e cosa si rischia

Gli italiani sono avvezzi all’infedeltà coniugale, lo confermano gli episodi di tradimento citati nelle cause di separazione, e le statistiche. Un report di Incontri-ExtraConiugali.com di marzo 2022, realizzato tramite un sondaggio, stima un tasso di traditori del 45%.

Certo, il tradimento può avere conseguenze spiacevoli all’interno del matrimonio. Se determina la fine dell’unione coniugale comporta l’addebito della separazione, con la perdita di diritti successori e di mantenimento, e talvolta anche un risarcimento danni. L’infedeltà coniugale, però, non è più un reato per la legge italiana.

Nel 1968 è stato abrogato il reato di adulterio (il tradimento commesso dalla moglie) e nel 1969 è stato abrogato il reato di concubinato (il tradimento commesso dal marito). Tradire viola i doveri matrimoniali e i precetti morali, ma non è un reato. Nonostante ciò, bisogna fare attenzione. Sono tanti i possibili risvolti penali collegati all’infedeltà.

Quando il tradimento è un reato

Come anticipato, il tradimento in sé non è più un reato da tempo nell’ordinamento italiano. Le relazioni extraconiugali, però, possono dar luogo a comportamenti che invece sono reati, pur non necessariamente legati al matrimonio. Conoscerli è importante, tanto per la parte lesa quanto per il coniuge adultero e in alcuni casi perfino per l’amante.

Oltretutto, la maggior parte delle fattispecie si applicano anche alle parti delle unioni civili. Queste ultime, infatti, non prevedono l’obbligo di fedeltà che invece è presente nel matrimonio, ma devono comunque sottostare al Codice penale. Ecco tutti i reati che si possono commettere tradendo il coniuge e cosa si rischia caso per caso.

Sostituzione di persona

Il reato di sostituzione di persona non riguarda esclusivamente chi finge di essere un altro soggetto esistente, bensì qualsiasi condotta in cui una persona si attribuisca titoli o qualità a cui la legge collega effetti giuridici, al fine di ottenere un vantaggio o arrecare danno (anche non patrimoniali).

Fingere di non essere sposato o di non essere unito civilmente può integrare questo reato, a meno che la bugia fosse semplicemente smentibile perché il matrimonio era pubblico. Questo reato, procedibile d’ufficio, è punito dall’articolo 494 del Codice penale con la reclusione fino a 1 anno.

Trattandosi di reato procedibile d’ufficio, anche il coniuge tradito può sporgere denuncia, anche se la vittima del reato è di norma l’amante (a cui ad esempio è stato strappato il consenso alla relazione con la menzogna).

Bigamia o poligamia

L’articolo 556 del Codice penale tratta del reato di bigamia, punito con la reclusione da 1 a 5 anni. In automatico, anche la poligamia è un reato. Questa ipotesi riguarda chi è già sposato civilmente o parte di un’unione civile, dato che per la legge penale le due unioni hanno eguale valenza. Oltretutto, la pena è aumentata se il secondo coniuge è stato ingannato.

Non c’è reato se il primo matrimonio è stato annullato o non ha valenza civile in Italia, mentre risponde di tentata bigamia chi agisce inequivocabilmente per commettere il reato ma non ci riesce.

Violazione di domicilio

L’amante che si introduce nella casa coniugale senza il consenso di entrambi i coniugi che vi abitano (circostanza facilmente presumibile) commette il reato di violazione di domicilio, nonostante il consenso di uno dei due. Vi avevamo già parlato di questa ipotesi in modo approfondito, ma sottolineiamo che è uno dei pochi in casi in cui anche l’amante ha responsabilità rilevanti sul piano penale.

Maltrattamenti

Tradire ripetutamente il partner può configurare il reato di maltrattamenti, peraltro anche per le coppie non sposate purché conviventi. Questo reato, però, si configura soltanto se i tradimenti sono ripetuti e ostentati in modo da cagionare danno al coniuge. Secondo l’articolo 572 del Codice penale questo reato è punito con diverse severità a seconda della gravità del danno procurato e delle circostanze, con un minimo della reclusione tra 3 e 7 anni.

Diffamazione

Il reato di diffamazione previsto dall’articolo 595 del Codice penale è punito con la reclusione fino a 1 anno o la multa fino a 1.032 euro, nelle ipotesi meno gravi. Questo reato si incrocia spesso con le infedeltà coniugali, ad esempio quando si accusa pubblicamente il coniuge di tradimento non vero o quando si rivela il tradimento pubblicamente (ai danni dell’onore del tradito o dell’infedele).

Nel resto del mondo

In buona parte del mondo il tradimento non è un reato, ma non ovunque. Ci sono alcuni Paesi in cui il tradimento è un reato (talvolta con differenze tra moglie e marito), mentre altri illeciti – come la bigamia – sono del tutto legali.

Si sta assistendo a una progressiva abrogazione di questo reato, in particolar modo per appianare la discriminazione contro le donne, ma non tutto il mondo condivide principi uguali sui diritti matrimoniali. In Arabia Saudita, ad esempio, il tradimento è un reato, seppur complesso da dimostrare. Anche in Brunei il tradimento è reato e in entrambi i Paesi è prevista la pena di morte (più spesso applicata contro le donne, anche se la tendenza è in lieve miglioramento).

In Iran, invece, le donne condannate per adulterio rischiano la lapidazione, così come in Afghanistan (dove sono previste anche le frustate), ma spesso applicate dai talebani al di fuori della legge e delle prove. La questione è complessa, perché si intreccia a diverse tematiche delicate: i diritti delle donne, la pena di morte e le punizioni corporali, i regimi dittatoriali.

Oltre ai Paesi islamici, il tradimento è un reato anche in molti degli Stati Uniti, seppur non ci siano recenti condanne.

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# Reato

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