Raffica di annunci negativi dal colosso delle auto elettriche creato e gestito dal tycoon Elon Musk, proprietario anche di X (ex Twitter).
Per la Big Tech americana le brutte notizie non si sono fermate con la fine della settimana di contrattazioni, venerdì scorso, a Wall Street, giorno in cui le azioni sono crollate anche sotto la soglia psicologica di 150 dollari, azzerando tutti i guadagni incassati su base annua.
Nel fine settimana, il gigante dell’auto è tornato infatti a far parlare ancora di sé, tagliando i prezzi dei modelli dei suoi EV in Cina, Europa e Stati Uniti.
Troppe le scorte di auto invendute, ormai intollerabile il calo delle consegne: Elon Musk ha pensato così che fosse arrivato il momento di tagliare di nuovo i prezzi delle sue auto, e non solo, visto che, a essere abbassato, è stato anche il prezzo del Full Self-Driving, “la funzione di Guida autonoma al massimo potenziale (FSD)”, come la definisce lo stesso colosso.
La sfilza di annunci è iniziata venerdì scorso, per concludersi nella giornata di domenica.
Tesla e i tagli dei prezzi delle sue auto negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, così come ha annunciato venerdì scorso, Tesla ha tagliato i prezzi di tre dei suoi modelli di 2.000 dollari.
Per la precisione, i prezzi dei Model Y, il modello più popolare e anche l’auto elettrica più venduta negli Stati Uniti, sono stati abbassati a $42.990.
Sforbiciati anche i prezzi del Model X e del Model S, che sono passati rispettivamente a $77.990 e a $72.990.
Lasciati invariati, invece, i prezzi del Cybertruck e del Model 3.
I tagli hanno portato in particolare i prezzi del Model Y a tornare al minimo di sempre della storia.
Da ricordare che, per gran parte del mese di febbraio, Tesla aveva offerto uno sconto temporaneo di 1000 dollari, per il Model Y, che aveva portato i prezzi del modello a scendere a $42.990.
Dopo la fine della promozione, il colosso di Elon Musk aveva annunciato un aumento di $1000, che sarebbe iniziato a partire dal 1° aprile, così come poi avvenuto.
Tesla ha tuttavia deciso di ritornare sui suoi passi.
Tesla taglia anche i prezzi dell’FSD
Nella giornata di sabato 20 aprile, Tesla ha annunciato di aver tagliato anche i prezzi del software di assistenza alla guida FSD, da $12.000 a $8.000.
Si è trattato del secondo taglio, successivo a quello dello scorso settembre, quando i prezzi dell’FSD erano stati ridotti dal picco precedente di $15.000.
La decisione segue quella annunciata il 12 aprile scorso, quando Tesla ha ridotto il costo dell’abbonamento all’FSD a $99 al mese, dai precedenti $199, per rendere più appetibile l’utilizzo del software.
Va detto che, a dispetto del nome, il software FSD non consente la guida autonoma, ma è un sistema di Livello 2 che richiede che il conducente presti attenzione alla guida del veicolo, tenendosi pronto a prendere il controllo in ogni momento.
Tesla taglia prezzi anche in Cina ed Europa
Nella giornata di domenica, Tesla ha annunciato la decisione di tagliare i prezzi delle sue auto EV anche in Cina e in Europa.
In Cina, i prezzi del Model 3 sono stati ridotti di 14.000 yuan, l’equivalente di $1.930, a 231.900 yuan.
Tagli simili agli altri modelli, con il prezzo del Model Y sceso a 249.900 yuan e il Model S venduto ora in Cina a 684.900 yuan, mentre i prezzi del Model X partono ora da 724.900 yuan.
Da segnalare che i Model S e X sono importati dagli Stati Uniti.
Lo scorso 1° aprile Tesla China aveva alzato i prezzi del Model Y di 5.000 yuan, in concomitanza con la scadenza di diversi incentivi per gli acquisti di auto.
Qualche giorno più tardi, Tesla China aveva iniziato a offrire però tassi di finanziamento allo zero per l’acquisto dei suoi EV.
In questo modo, l’effetto degli incentivi andati persi, così come dello stesso aumento dei prezzi del Model Y di 5.000 yuan, era stato praticamente più che compensati.
Di ieri, domenica 21 aprile, anche la notizia della decisione di Tesla di tagliare i prezzi dei Model 3 venduti in Europa, in particolare in Germania, Francia, Norvegia e Olanda, i principali mercati del gigante delle auto in Europa, di una percentuale compresa tra il 4% e il 7%, ovvero di un importo compreso tra 2.000 e 3.200 dollari.
In Germania, i prezzi del Model 3 sono stati tagliati dai precedenti 42.990 euro a 40.990 euro.
Sfilza di notizie no su Tesla: dai licenziamenti al calo delle consegne di EV
Difficile tenere il conto di tutte le brutte notizie che hanno riguardato la Big Tech Usa, nota per essere componente dei Magnifici 7 che sta facendo in questo momento peggio, rispetto agli altri nomi dei colossi presenti nel club.
Il primo shock è stato sicuramente l’annuncio, da parte del gruppo, di tagli al suo staff globale di ben 14.000 unità circa.
Tesla ha poi annunciato l’intenzione di ripristinare il pacchetto di compensi totale pari a $56 miliardi a favore del suo ceo Elon Musk, stroncato a gennaio dal tribunale di Delaware.
La società è stata costretta ad annunciare, anche, di aver concluso il primo trimestre del 2024 con consegne pari a 386.810 EV, in calo di quasi il 9% rispetto alle 423.000 auto che aveva consegnato nello stesso periodo dell’anno precedente, ovvero durante il primo trimestre del 2023.
Tutte queste notizie non potevano non avere un impatto sul titolo, che ha concluso venerdì scorso la settimana con perdite pari a ben -14%, che hanno fatto scivolare le azioni TSLA anche al di sotto della soglia di $150, a quota $147,05, livello peggiore in più di 10 anni, ovvero dal gennaio dello scorso anno.
Con i sell che hanno sfiancato le azioni anche venerdì scorso, Tesla ha sofferto la sua sesta seduta consecutiva di smobilizzi sul titolo, che ha portato le quotazioni a crollare a un valore inferiore del 65% rispetto al picco testato nel novembre del 2021 di oltre $400, considerando gli aggiustamenti da effettuare tenendo in considerazione l’effetto dello split azionario.
Tesla: le attese degli analisti in attesa degli utili, il peggio deve ancora arrivare?
Gli analisti non hanno nascosto il loro pessimismo. E forse il peggio deve ancora arrivare, visto che, in attesa della pubblicazione dei conti del primo trimestre del 2024, attesi per domani, martedì 23 aprile, gli analisti prevedono un fatturato in calo del 5% su base annua, rispetto a uno scivolone degli utili pari a -42%.
Venerdì scorso, in particolare, l’analista di Wedbush Dan Ives ha scritto una nota ai clienti che “il momento della verità è arrivato, sia per il (ceo) Elon Musk che per Tesla”.
“Molti di quelli che danno fiducia a Tesla da molto tempo si stanno arrendendo”, ha detto Ives, analista noto per essere bullish sulle azioni, tanto da avere assegnato un target price pari a $300, il prezzo obiettivo più alto stilato per il titolo tra tutti gli analisti intervistati da FactSet.
I continui crolli del titolo, che dall’inizio del 2024 ha perso già il 40% circa, confermandosi il peggiore dei Magnificent 7, hanno portato il colosso petrolifero americano ExxonMobil a superare venerdì scorso la capitalizzazione di mercato del gigante dell’auto.
Una bella differenza rispetto al 2021 quando Tesla, nei giorni in cui le sue azioni avevano testato il picco, valeva 955 miliardi di dollari di più rispetto al ExxonMobil.
Inoltre, è dall’inizio del 2021 che il titolo TSLA sottoperforma l’indice S&P 500.
E da un po’ a Wall Street è se la guerra dei prezzi che Tesla ha lanciato per cercare di attrarre nuovi acquirenti, a dispetto dei margini, sia davvero quella giusta.