Dopo Nvidia a Wall Street, anche Piazza Affari ha trovato il suo titolo simbolo della corsa all’intelligenza artificiale. Ed è esploso nel giro di una seduta: Technoprobe è salita di oltre il 30% dopo risultati trimestrali e guidance che hanno sorpreso perfino gli analisti più ottimisti.
La società produce probe card, componenti cruciali per testare i semiconduttori utilizzati nei chip AI. E più aumenta la domanda di processori avanzati, più cresce il bisogno di tecnologie in grado di verificarne il funzionamento durante la produzione.
Per molti analisti è il segnale che Technoprobe è entrata in una nuova fase di crescita strutturale legata direttamente al boom globale dell’AI. Una svolta che sta spingendo il mercato a rivalutare rapidamente il potenziale del gruppo e che ha portato diversi analisti ad alzare i target price sul titolo indicando un potenziale rialzo fino a circa il +37% rispetto ai livelli attuali.
Perché Technoprobe sta correndo come i grandi titoli AI americani
Technoprobe non produce chip come Nvidia o AMD. Il gruppo lavora però nella filiera AI, occupandosi del test dei semiconduttori avanzati.
Le probe card realizzate dalla società servono a verificare che i chip funzionino correttamente durante la produzione. Questo passaggio è diventato ancora più centrale con l’esplosione dell’intelligenza artificiale. I nuovi processori AI sono molto più complessi rispetto al passato, hanno una densità di calcolo enorme e richiedono controlli molto più sofisticati prima di arrivare sul mercato.
A Piazza Affari si è visto un fenomeno simile su STMicroelectronics, che da inizio anno è arrivata a guadagnare oltre il 134% grazie al ritorno degli investitori sul comparto chip e infrastrutture AI. Ora il mercato guarda Technoprobe con la stessa logica.
Qui il salto di qualità si vede dai margini. Nel giro di poco più di un anno l’EBITDA margin è passato dal 25,1% del 2024 al 32,1% del 2025, fino ad arrivare al 37% nel primo trimestre 2026. La crescita dei margini molto più veloce rispetto a quella dei ricavi è anche il motivo per cui il mercato sta iniziando a trattare Technoprobe come uno dei principali titoli AI di Piazza Affari.
Il dato che ha sconvolto gli analisti e spinto i target fino a +37%
Il rialzo del 32% in Borsa non si spiega soltanto con i conti del primo trimestre. Sono state le indicazioni fornite dal management sui prossimi mesi a mettere il turbo al titolo.
Per il secondo trimestre 2026 Technoprobe prevede ricavi pari a 266 milioni di euro, circa il 42% in più rispetto ai 187 milioni registrati tra gennaio e marzo. Ancora più forte il dato sulla redditività: il margine EBITDA atteso è vicino al 45%.
Fino a poco tempo fa il mercato non considerava realistici questi numeri nel breve periodo. Ed è proprio per questo che gli analisti hanno iniziato a rivedere rapidamente stime e valutazioni sul titolo.
Ma c’è un altro dato che ha sorpreso ancora di più il mercato: Technoprobe ha anticipato già al 2026 i target industriali previsti per il 2027 e li ha rivisti al rialzo. La nuova guidance indica ricavi compresi tra 950 milioni e 1,05 miliardi di euro, contro i precedenti 850-900 milioni previsti entro il 2027.
Con questi risultati, il mercato inizia a prezzare la possibilità che la domanda di semiconduttori avanzati resti elevata ancora per diversi anni.
Dopo la nuova guidance, Deutsche Bank ha portato il target price da 19,5 a 35 euro, il più alto tra le principali case d’affari, con upside del 37%. Equita ha alzato il prezzo obiettivo da 21 a 28 euro, aumentando in media del 55% le stime sull’EBITDA 2027 e 2028. Anche Banca Akros ha rivisto il target da 18 a 26 euro, mentre Intesa Sanpaolo ha migliorato il giudizio a “Buy” portando il prezzo obiettivo a 30 euro.
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