Fondi comuni di investimento: tassazione per i soggetti di diritto italiano e diritto estero

Come vengono tassati i fondi comuni di investimento? Ecco tutte le regole di tassazione a seconda che il soggetto fiscale sia di diritto italiano o di diritto estero.

La tassazione dei fondi comuni di investimento rappresenta uno dei fattori fondamentali per valutarne correttamente il valore. Comprendere le regole di tassazione di uno strumento finanziario, infatti, rappresenta sempre uno dei passaggi fondamentali per avere un quadro completo sulla redditività del nostro investimento.
Soprattutto in un Paese come l’Italia, notoriamente caratterizzato da un Fisco complesso e cervellotico. La domanda alla quale daremo risposta in questo articolo è: come vengono tassati i fondi comuni di investimento?

Ecco le principali regole in materia di tassazione dei fondi comuni di investimento, distinguendo tra la tassazione dei soggetti di diritto italiano e la tassazione dei soggetti di diritto estero.

Fondi comuni di investimento: tassazione soggetti di diritto italiano

La tassazione dei fondi comuni di investimento dei soggetti di diritto italiano è stata recentemente riformata.

Fino al 30 giugno 2011, infatti, i fondi di diritto italiano, armonizzati che non armonizzati UE, non sono stati soggetti all’imposta sui redditi ma solo ad una ritenuta d’imposta a titolo di acconto del 20%, determinata sulla differenza tra valore iniziale e valore finale degli investimenti effettuati durante il periodo d’imposta considerato.

Come si deterima la base imponibile da assoggettare a tassazione nei fondi comuni di investimento?
Il risultato del periodo d’imposta si ottiene “sottraendo dal valore del patrimonio netto del fondo alla fine dell’anno, al lordo dell’imposta sostitutiva accantonata, aumentato dei rimborsi e dei proventi eventualmente distribuiti nell’anno e diminuito delle sottoscrizioni effettuate nell’anno, il valore del patrimonio netto del fondo all’inizio dell’anno e i proventi derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo del risparmio soggetti ad imposta sostitutiva, nonché i proventi esenti e quelli soggetti a ritenuta a titolo d’imposta”.

Determinata la base imponibile, attraverso la differenza tra i componenti positivi e negativi, la società di gestione dovrà quindi imputare l’imposta dovuta nell’apposita voce del passivo e determinare il corretto valore del patrimonio netto. Questo valore dovrà essere diviso per il numero delle quote in circolazione al fine di arrivare al valore della quota che deve essere utilizzato per regolare le operazioni di sottoscrizione e di rimborso.

Tassazione fondi comuni di investimento di diritto italiano: lo scomputo delle perdite
La perdita registrata in un periodo di imposta, e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi, può essere portata in diminuzione dal reddito della gestione dei periodi successivi, per l’intero importo che trova in essi capienza, o utilizzato, totalmente o parzialmente, dalla società di gestione del risparmio in diminuzione del risultato di gestione di altri fondi da essa gestiti, a partire dal medesimo periodo d’imposta in cui è maturata la perdita.

In questo caso, tipico della tassazione dei fondi comuni di investimento, la società di gestione svolge la funzione di “cassa di compensazione”, al fine di determinare il complessivo versamento dovuto da tutti i fondi gestiti. Il sottoscrittore è quindi esentato dalla dichiarazione dei redditi, in quanto l’imposta è stata già pagata in via sostitutiva dall’intermediario considerato.

Fondi comuni di investimento: tassazione soggetti di diritto estero

La tassazione dei fondi comuni di investimento di diritto estero segue regole differenti rispetto alla tassazione dei fondi comuni di investimento di diritto italiano.

In questo caso, infatti, occorre distinguere tra:

  • fondi comuni di investimento armonizzati UE;
  • fondi comuni di investimento non armonizzati UE.

Tassazione fondi di investimento armonizzati UE
Partiamo dai soggetti che hanno sede nei Paesi UE: in questo caso come vengono tassati i fondi comuni di investimento?

La tassazione dei fondi comuni di investimento armonizzati UE e conformi alle direttive comunitarie avviene con una ritenuta alla fonte a titolo di imposta nella misura del 20% e segue il principio di cassa, nel senso che la tassazione scatta al momento della liquidazione delle quote ovvero quando il fondo distribuisce i proventi.

Come si determina la base imponibile da assoggettare a tassazione nel caso dei fondi comuni di investimento armonizzati UE?
La base imponibile da assoggettare a tassazione nel caso dei fondi di investimento armonizzati UE si determina calcolando l’incremento del valore delle quote nel periodo d’imposta intercorrente tra l’acquisto e la vendita.

Fondi comuni di investimento armonizzati UE e dichiarazione dei redditi
In perfetta analogia con la normativa relativa ai fondi di investimento italiani, anche per i fondi di investimento armonizzati UE l’imposta è applicata con il sistema della ritenuta alla fonte a titolo di imposta dalla banca o intermediario finanziario considerato e non sussistono obblighi di inserimento nella dichiarazione dei redditi dell’investitore.

La tassazione dei fondi di investimento non armonizzati UE
Come vengono tassati i fondi di investimento non armonizzati UE? Anche in questo caso, come per i fondi di investimento armonizzati UE, la tassazione avviene per cassa e non per competenza.
Tuttavia, nel regime fiscale dei fondi di investimento non armonizzati UE il sistema di tassazione è caratterizzato dalla ritenuta a titolo d’acconto e non sostitutiva.
Di conseguenza, il contribuente/investitore considerato dovrà riportare in dichiarazione dei redditi l’importo dei proventi conseguiti e delle ritenute versate.

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