Fondi comuni di investimento: tassazione per i soggetti di diritto italiano e diritto estero

Francesco Oliva - Claudia Cervi

4 Luglio 2022 - 18:03

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Come funziona la tassazione dei fondi comuni di investimento? Vanno indicati in dichiarazione dei redditi? Ecco tutte le regole a seconda che siano di diritto italiano o di diritto estero.

Fondi comuni di investimento: tassazione per i soggetti di diritto italiano e diritto estero

Capire come funziona la tassazione dei fondi comuni di investimento è fondamentale per avere un quadro completo sulla redditività del nostro investimento.
Soprattutto in un Paese come l’Italia, notoriamente caratterizzato da un Fisco estremamente complesso e per ogni tipo di investimento è prevista una tassazione specifica.

I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari che permettono ai risparmiatori di partecipazione a un investimento collettivo con lo scopo di diversificare il proprio investimento e ridurre i costi di transazione.

Ecco le principali regole in materia di tassazione dei fondi comuni di investimento, distinguendo tra la tassazione dei soggetti di diritto italiano e la tassazione dei soggetti di diritto estero.

Fondi comuni di investimento: tassazione soggetti di diritto italiano

La tassazione dei fondi comuni di investimento dei soggetti di diritto italiano è stata oggetto di diversi interventi legislativi.

La norma di riferimento per la tassazione ai fini delle imposte dirette dei soggetti privati è l’articolo 44 del TUIR ovvero l’articolo 73 TUIR per le società.
Tuttavia la tassazione dei proventi varia a seconda che il fondo aderisca o meno alle direttive dell’Unione europea.

Sui redditi che derivano dalle quote di partecipazione in OICR di diritto italiano (eccetto gli OICR immobiliari e i fondi lussemburghesi) si applica una ritenuta del 26% (o del 12,5% per la componente derivante da titoli di Stato white list, come stabilito dall’art. 26-quinquies co. 4 del DPR n. 600/73).
La ritenuta opera con due diverse modalità di funzionamento:

  • a titolo d’acconto per i soggetti che detengono le quote nell’esercizio di un’attività di impresa commerciale
  • a titolo d’imposta, per gli soggetti privati o esenti IRES.

Come si determina la base imponibile da assoggettare a tassazione nei fondi comuni di investimento?
Il risultato del periodo d’imposta si ottiene “sottraendo dal valore del patrimonio netto del fondo alla fine dell’anno, al lordo dell’imposta sostitutiva accantonata, aumentato dei rimborsi e dei proventi eventualmente distribuiti nell’anno e diminuito delle sottoscrizioni effettuate nell’anno, il valore del patrimonio netto del fondo all’inizio dell’anno e i proventi derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo del risparmio soggetti ad imposta sostitutiva, nonché i proventi esenti e quelli soggetti a ritenuta a titolo d’imposta”.

Determinata la base imponibile, attraverso la differenza tra i componenti positivi e negativi, la società di gestione dovrà quindi imputare l’imposta dovuta nell’apposita voce del passivo e determinare il corretto valore del patrimonio netto. Questo valore dovrà essere diviso per il numero delle quote in circolazione al fine di arrivare al valore della quota che deve essere utilizzato per regolare le operazioni di sottoscrizione e di rimborso.

Tassazione fondi comuni di investimento di diritto italiano: lo scomputo delle perdite
La perdita registrata in un periodo di imposta, e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi, può essere portata in diminuzione dal reddito della gestione dei periodi successivi, per l’intero importo che trova in essi capienza, o utilizzato, totalmente o parzialmente, dalla società di gestione del risparmio in diminuzione del risultato di gestione di altri fondi da essa gestiti, a partire dal medesimo periodo d’imposta in cui è maturata la perdita.

In questo caso, tipico della tassazione dei fondi comuni di investimento, la società di gestione svolge la funzione di “cassa di compensazione”, al fine di determinare il complessivo versamento dovuto da tutti i fondi gestiti. Il sottoscrittore è quindi esentato dalla dichiarazione dei redditi, in quanto l’imposta è stata già pagata in via sostitutiva dall’intermediario considerato.

Fondi comuni di investimento: tassazione soggetti di diritto estero

La tassazione dei fondi comuni di investimento di diritto estero non UE e non SEE segue regole differenti rispetto alla tassazione dei fondi comuni di investimento di diritto italiano.

In questo caso, infatti, occorre distinguere tra:

  • fondi comuni di investimento armonizzati UE;
  • fondi comuni di investimento non armonizzati UE.

Tassazione fondi di investimento armonizzati UE
Partiamo dai soggetti che hanno sede nei Paesi UE: in questo caso come vengono tassati i fondi comuni di investimento?

La legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha allineato il trattamento fiscale dei dividendi e delle plusvalenze conseguiti da Oicr di diritto estero (sia quelli istituiti in Europa che in Stati appartenenti allo spazio economico europeo che garantiscono un adeguato livello di scambio di informazioni) a quello dei dividendi e plusvalenze conseguiti da Oicr italiani.

In altre parole, dal 1° gennaio 2021 l’esenzione già prevista per gli utili da partecipazione percepiti da OICR residenti in Italia viene estesa anche ai dividendi corrisposti dalle società italiane a OICR estere ma conformi alla direttiva UE e SEE.

Di conseguenza tali plusvalenze e minusvalenze non concorrono a formare il reddito.

Tale modifica ha eliminato una discriminazione del trattamento fiscale dei dividendi percepiti dai fondi di investimento esteri, rispetto a quelli percepiti dai fondi nazionali.

La tassazione dei proventi derivanti dai fondi comuni di investimento armonizzati UE e conformi alle direttive comunitarie avviene con una ritenuta alla fonte a titolo di imposta nella misura del 26% (o del 12,5% per la componente derivante da titoli di Stato white list) e segue il principio di cassa, nel senso che la tassazione scatta al momento della liquidazione delle quote ovvero quando il fondo distribuisce i proventi.

Come si determina la base imponibile da assoggettare a tassazione nel caso dei fondi comuni di investimento armonizzati UE?
La base imponibile da assoggettare a tassazione nel caso dei fondi di investimento armonizzati UE si determina calcolando l’incremento del valore delle quote nel periodo d’imposta intercorrente tra l’acquisto e la vendita.

Fondi comuni di investimento armonizzati UE e dichiarazione dei redditi
In perfetta analogia con la normativa relativa ai fondi di investimento italiani, anche per i fondi di investimento armonizzati UE l’imposta è applicata con il sistema della ritenuta alla fonte a titolo di imposta dalla banca o intermediario finanziario considerato e non sussistono obblighi di inserimento nella dichiarazione dei redditi dell’investitore.

La tassazione dei fondi di investimento non armonizzati UE
Come vengono tassati i fondi di investimento non armonizzati UE? Anche in questo caso, come per i fondi di investimento armonizzati UE, la tassazione avviene per cassa e non per competenza.
Tuttavia, nel regime fiscale dei fondi di investimento non armonizzati UE il sistema di tassazione è caratterizzato dalla ritenuta a titolo d’acconto e non sostitutiva.
Di conseguenza, il contribuente/investitore considerato dovrà riportare in dichiarazione dei redditi l’importo dei proventi conseguiti e delle ritenute versate, con applicazione dell’aliquota marginale Irpef.

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