Tassa sulle auto, arriva la proposta rivoluzionaria. Paghi in base ai km percorsi

Ilena D’Errico

12 Maggio 2026 - 01:33

Una tassa auto pagata in base ai chilometri percorsi, anche e soprattutto per le auto elettriche. Ecco come funziona questa proposta (e dove è realtà).

Tassa sulle auto, arriva la proposta rivoluzionaria. Paghi in base ai km percorsi
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I veicoli elettrici sono fortemente incoraggiati dai governi nell’ambito dei piani nazionali e internazionali per la transizione energetica. Una spinta necessaria a invertire il rapporto tra mezzi elettrici e tradizionali che perderà significato quando l’obiettivo sarà raggiunto. Nel frattempo, però, l’aumento di auto elettriche pone davanti a un problema di contribuzione pubblica, non essendo previste accise sulla corrente come sui carburanti. Eppure, anche questi mezzi usano le strade e, soprattutto, come saranno finanziate le infrastrutture e i lavori quando i veicoli elettrici saranno la maggioranza? Alcuni Paesi stanno valutando una proposta rivoluzionaria, una tassa auto basata sui km percorsi per avere regole uniformi ed eque. Questo però significa anche spese maggiori, controlli incerti e maggiori pretese dal servizio pubblico. La situazione è delicata, ma di urgente trattazione.

Tassa auto in base ai km percorsi

Hanna Kalenoja, Chief Specialist presso la Camera di Commercio della Finlandia, ritiene che sia tempo per il Paese di introdurre una tassa auto basata sui chilometri percorsi. La ministra dei Trasporti Lulu Ranne non intende percorrere questa strada per adesso, ma la proposta di Kalenoja non è destinata a cadere nel vuoto, visto l’ampio riscontro. Gli incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici sono di fatto necessari per favorire la transizione energetica ed è logico che siano diminuiti a mano a mano. Allo stesso tempo, più i veicoli elettrici e ibridi aumentano più è importante che i proprietari contribuiscano al gettito per la spesa stradale pubblica. È anche una questione di equità rispetto alle accise sui carburanti pagate dagli altri conducenti, da ponderare con un disagio contenuto per i conducenti e soprattutto senza disincentivare l’uso di mezzi elettrici.

La Finlandia non è certo l’unico Paese che sta pensando a modificare le tasse sui veicoli per stare al passo con l’elettrificazione. Il Regno Unito sta lavorando da qualche mese all’introduzione di una tassa pay-per-mile, nella misura di 3 penny a miglio, affinché anche i contribuenti che guidano veicoli elettrici facciano la propria parte negli anni a venire. Questa misura, insieme al nuovo bollo auto britannico che è stato esteso anche ai mezzi elettrici, mira a definire un sistema equo, in cui tutti i proprietari di veicoli contribuiscono alle infrastrutture stradali, e a compensare il calo delle entrate dai carburanti. Entro il 2028 i conducenti britannici dovranno quindi pagare il Vehicle excise duty (Ved) da 195 sterline e la tassa, da versare in anticipo a seconda del chilometraggio stimato, con possibilità di conguaglio alla fine dell’anno. Al momento, si parla di una stima di 8.000 chilometri annui per veicolo, ma tutto dipenderà dalle dichiarazioni dei contribuenti e dai sistemi di controllo.

La nuova tassa sulle auto

Sono ancora tanti gli aspetti da definire per l’introduzione della tassa basata sui chilometri percorsi nel Regno Unito e in Finlandia, dovendo bilanciare esigenze di privacy e accuratezza fiscale. In ogni caso, è stata esclusa l’introduzione di un sistema di tracciamento del chilometraggio percorso, come invece si temeva inizialmente. Kalenoja ha detto chiaramente che il sistema fiscale finlandese si basa per buona parte sulla fiducia e questo non dovrà cambiare adesso, per quanto si renderà necessario individuare dei sistemi di verifica dell’autosegnalazione, compatibili con la tutela della privacy. Nel complesso, la tassa auto al chilometro è ancora un’idea in corso di definizione, ma ci sono degli esempi che rassicurano sulle sue potenzialità.

La Nuova Zelanda e l’Islanda offrono degli spunti decisamente interessanti a tal proposito, anche se alzano l’asticella. In Nuova Zelanda i proprietari di auto elettriche e plug-in pagano una tassa di rispettivamente 76 e 38 dollari neozelandesi ogni 1.000 chilometri percorsi, al fine di contribuire al finanziamento della manutenzione stradale. Lo stesso sistema include i veicoli alimentati a diesel, poiché il prezzo di questo carburante non include costi extra, tanto che il governo neozelandese sta pensando di uniformare la regola ed eliminare le accise sulla benzina. In questo modo, ogni proprietario sarà tassato in modo equo, senza disparità dovute all’alimentazione.

L’Islanda ha già compiuto questo passaggio proprio nel 2026, con una tassa che dipende dal chilometraggio e dalle caratteristiche del veicolo che parte da 6,95 corone islandesi per ogni chilometro percorso, anche per i mezzi a noleggio. Simili proposte sono in corso di valutazione anche in alcuni Stati federali USA, in Giappone e in Svizzera. La Norvegia, invece, ha dovuto eliminare tutti i benefici fiscali per i veicoli elettrici quando questi hanno raggiunto il 95% del parco auto circolante. L’idea è assolutamente ragionevole, ma la tassazione dovrebbe essere giustificata da manutenzione e infrastrutture ottimizzate anche per i veicoli elettrici, come fanno notare le associazioni di categoria.

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