Tari 2021: chi non paga? Tutte le esenzioni e riduzioni

Anna Maria D’Andrea

01/04/2021

01/04/2021 - 17:15

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Tari 2021, quali sono i casi di esonero e chi non paga la tassa rifiuti? Di seguito tutte le regole in materia di esenzioni e riduzioni.

Tari 2021: chi non paga? Tutte le esenzioni e riduzioni

Tari 2021: quali sono le esenzioni e, in sostanza, chi non paga la tassa rifiuti?

In alcuni comuni è ormai vicina la prima scadenza per pagare la Tari.

Sono molti i contribuenti che, entro la fine del mese di aprile, dovranno pagare la prima rata della tassa rifiuti per il 2021, ma prima di eseguire il versamento è bene verificare quando non è dovuta.

Specifichiamo che molte esenzioni o riduzioni sono stabilite dai comuni, e pertanto per poter capire chi è obbligato a versare la tassa sui rifiuti è necessario prendere visione della delibera locale.

Possono essere stabilite dalle singole delibere esenzioni sulla Tari in caso di casa disabitata, in caso di possessore residente all’estero o in caso di aree adibite ad uso stagionale.

Ci sono, tuttavia, delle regole applicate su scala nazionale che è necessario conoscere prima di procedere al versamento della Tari: di seguito tutti i casi in cui si paga e quali sono i casi di esenzione e riduzione della tassa rifiuti.

Tari 2021: chi paga e chi no

Per cercare di capire chi è esonerato dal pagamento della Tari è innanzitutto necessario soffermarsi su qual è il presupposto dell’imposta, ovvero chi deve pagare la tassa sui rifiuti.

Il presupposto della tassa è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte operative suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Non basta non abitare l’immobile per essere esonerati dal versamento Tari. Come più volte evidenziato anche dalla giurisprudenza, non paga la tassa rifiuti soltanto chi dimostra che il locale è inidoneo a produrre rifiuti, in quanto oggettivamente inutilizzabile.

Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, nonché le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

La legge prevede alcune agevolazioni obbligatorie, come quelle in caso di disservizi, alle quali se ne aggiungono altre facoltative.

A queste, inoltre, si aggiungono anche i numerosi e spesso contraddittori chiarimenti forniti da MEF e dalle sentenze della Cassazione. Cerchiamo di capirci di più vedendo punto per punto tutti i casi in cui si può richiedere l’esenzione dalla Tari ovvero la riduzione della tassa sui rifiuti.

Esenzione Tari 2021 per la casa disabitata

Se la casa è disabitata si paga la Tari? La risposta è no, ma per poter richiedere l’esenzione è necessario rispettare due condizioni: all’interno dell’immobile non devono essere attive le utenze di gas, luce e acqua e non dovranno esserci arredi.

Sono questi i presupposti per poter richiedere l’esenzione Tari sulla casa non abitata: insomma, bisognerà provare che la casa non è adatta ad ospitare nessuno.

Basta la presenza o degli arredi o di una sola utenza ad impedire al contribuente di poter beneficiare dell’esonero dal pagamento della Tari per il 2021.

Tari 2021 seconda casa

Discorso in parte diverso riguarda la Tari sulla seconda casa utilizzata soltanto per pochi mesi all’anno.

In questo caso la Tari si paga, ma non in misura piena bensì ridotta.

Per i non residenti, che vivono per la maggior parte dell’anno in un’altra casa, il Comune deve applicare una riduzione dell’imposta. Solitamente sono le delibere a stabilirne la misura percentuale ma, in caso contrario, sarà necessario presentare ricorso.

La riduzione della Tari prevista per le case utilizzate soltanto pochi mesi all’anno è uno dei casi richiamati nello specifico dalla Legge di Stabilità 2014, nella quale al comma 659 viene previsto che il Comune può stabilire esenzioni o riduzioni nei casi di:

  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Tari 2021, esenzione per chi vive in affitto? Chi paga tra inquilino e proprietario?

Chi vive in affitto è esonerato dal pagamento della Tari o no? In questo caso la norma è abbastanza chiara e per capire chi paga la tassa tra inquilino e proprietario bisogna considerare il tempo di permanenza nell’immobile.

L’inquilino è obbligato a pagare la Tari in caso di detenzione di durata superiore a 6 mesi. In caso contrario, invece, la tassa non è dovuta dall’utilizzatore ma resta esclusivamente in capo al proprietario.

Quando si può richiedere la riduzione della Tari

Oltre ai casi di esenzione la legge prevede alcune situazioni in cui è possibile richiedere la riduzione della Tari.

La legge prevede due tipologie di esenzioni, quelle obbligatorie e quelle facoltative, che possono essere introdotte dai comuni.

Partendo da quelle obbligatorie, ci sono casi specifici in cui la tassa sui rifiuti si paga soltanto in parte: quando il servizio di raccolta è effettuato in violazione della legge o quando i cassonetti della spazzatura sono troppo distanti dalla propria abitazione.

Quando il servizio di raccolta dei rifiuti è insufficiente e quando le strade delle nostre città sono piene di spazzatura, la Tari è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa.

Lo stesso sconto dell’80% spetta in caso di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.

La Tari può inoltre essere ridotta nelle zone in cui non è effettuata la raccolta e l’imposta dovuta sulla base della tariffa deliberata dal comune dovrà essere non superiore al 40%, da calcolare in base alla distanza dal più vicino punto di raccolta.

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