Taglio dei consumi elettrici, stop agli elettrodomestici: come funziona davvero in Italia e quando scatta

Stefano Rizzuti

14 Settembre 2022 - 10:36

condividi

Il taglio dei consumi elettrici previsto dal pacchetto Ue contro il caro energia comporterà una riduzione dell’utilizzo degli elettrodomestici: come funzionerà in Italia e quando scatterà?

Taglio dei consumi elettrici, stop agli elettrodomestici: come funziona davvero in Italia e quando scatta

Il piano Ue per la riduzione dei consumi elettrici e per fronteggiare la crisi energetica è pronto. La Commissione europea ha approvato il pacchetto di norme contro il caro gas, contenente un taglio dei consumi per l’elettricità. Si tratterà di una riduzione che riguarderà vari elettrodomestici: non sarà possibile accendere contemporaneamente condizionatori, lavatrici, forni, lavastoviglie.

Il risparmio sarà del 5% nelle ore di punta e del 10% complessivo in un mese. Tra gli obiettivi della Commissione c’è la speranza che questa misura possa far scendere i prezzi, come spiega la presidente Ursula von der Leyen durante il suo discorso sullo stato dell’Unione: “Ridurre la domande di elettricità negli orari di picco farà calare i prezzi”.

Come già anticipato negli scorsi giorni, non ci sarà invece nel pacchetto il tetto al prezzo del gas. Confermata la tassa sugli extraprofitti, un prelievo del 33% sulla quota eccedente il 20% degli utili imponibili registrati dalle società del settore energetico nell’ultimo triennio. Secondo von der Leyen questa tassa porterà ricavi per 140 miliardi da euro, da reinvestire in aiuti a famiglie e imprese.

Quando scatterà la riduzione dei consumi elettrici

La riduzione forzata dei consumi elettrici in Ue scatterà probabilmente dal mese di ottobre. L’approvazione definitiva del pacchetto è attesa in occasione del Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia, convocato per il 30 settembre. Il rischio, però, è che vengano ulteriormente riviste le regole, a partire dalle quote del 5% e del 10% su cui non c’è un accordo tra i 27.

Come potrebbe cambiare il piano Ue

La mancata intesa tra gli stati membri potrebbe quindi portare a qualche modifica del pacchetto Ue. Ci sono sicuramente dubbi non solo sulla quantità dei risparmi, ma anche sul fatto che le misure siano obbligatorie. Poi bisognerà capire la modalità d’applicazione della riduzione dei consumi, anche perché non tutti i cittadini europei hanno contatori di nuova generazione attraverso cui è possibile limitare la potenza erogata.

Risparmi elettrici, cosa succederà in Italia

Al momento il governo Draghi non ha ancora preparato un piano di applicazione della riduzione dei consumi elettrici in Italia. Il presidente del Consiglio vorrebbe evitare i risparmi obbligati, ma l’Ue vuole imporli. Per il governo non è la strada giusta, ma intanto i ministeri stanno iniziando a capire, da un punto di vista tecnico, come si potrebbe applicare il taglio.

Il vero problema è però un altro: il piano non potrà essere deciso ora, prima delle elezioni politiche del 25 settembre. È quindi più probabile che venga predisposto dopo, con la nuova maggioranza e il nuovo governo in carica.

Il taglio dei consumi in Italia, come verrà applicato

Per l’applicazione del taglio dei consumi elettrici le fasce orarie critiche in Italia sembrano essere quelle tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 20. Si dovranno scegliere, probabilmente, quattro ore tra queste due fasce. La speranza del governo Draghi è quella di ridurre al minimo l’impatto di queste misure.

Ma resta anche un altro problema, relativo ai nuovi contatori che non sono ancora stati installati in molte parti d’Italia. In ogni caso si chiederà ai cittadini, anche quelli senza nuovi contatori, di risparmiare. E per incentivarli si pensa anche a un bonus in bolletta.

Iscriviti a Money.it