Stanno per tornare le accise mobili su diesel e benzina, ecco quanto potrebbero risparmiare gli italiani su un pieno di carburante.
Diventa sempre più concreta l’ipotesi di un taglio alle accise per benzina e diesel, ecco quanto si risparmia sul pieno.
Il prezzo dei carburanti potrebbe presto scendere, grazie al provvedimento annunciato dal Governo. Si pensa di reintrodurre le accise mobili per calmierare i prezzi. Il ministro Giorgetti ha dichiarato che il Governo è al lavoro per adattare le norme sulle accise mobili già applicate nel 2023, le risorse saranno trovate. Sulla stessa linea il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Ecco cosa sta succedendo, perché i prezzi sono alle stelle e di quanto potrebbe diminuire il prezzo del pieno benzina e diesel.
Prezzi dei carburanti alle stelle, ecco perché
La crisi tra Iran e Stati Uniti ha provocato un immediato e vistoso aumento dei prezzi e già martedì 10 il Governo potrebbe adottare nuovamente il meccanismo delle accise mobili. Le accise sono delle tasse applicate su alcuni prodotti, in particolare benzina e sigarette, si tratta di una imposizione fiscale che interferisce con i prezzi di alcuni prodotti.
Naturalmente quando aumenta il prezzo della materia prima, ad esempio benzina e diesel, l’incidenza delle accise si fa sentire di più, anche perché va a sovrapporsi anche all’Iva. Già in precedenza il Governo Meloni aveva introdotto le accise mobili, in particolare nel 2023, e ora è stato nuovamente proposto tale meccanismo per calmierare il prezzo e non superare la soglia psicologica dei 2 euro a litro.
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Taglio delle accise su diesel e benzina ed extra gettito Iva
Nel 2023 le accise mobili sono state applicate in caso di aumento del prezzo del carburante sulla media del bimestre precedente. In passato la riduzione delle accise è stata del 2%. Nell’annuncio fatto dal Governo, non è stata ancora fissata la percentuale di riduzione delle accise, ma molto probabilmente sarà la stessa adottata anche nel 2023.
Questo non vuol dire che per le casse dello Stato ci sia una riduzione delle entrate fiscali, il meccanismo del taglio delle accise è, infatti, compensato dall’aumento dell’Iva. L’aliquota Iva applicata ai carburanti è del 22%, questo implica che aumentando il prezzo della materia prima, per lo stesso volume di vendita in litri, aumentano le entrate Iva. Si ha, quindi, un extra-gettito Iva dovuto all’aumento dei pezzi della materia prima, con il taglio delle accise si va ad agire su quell’extra gettito in modo da avere un flusso di entrata uguale e allo stesso tempo una calmierazione dei prezzi.
L’adozione delle accise mobili non è ancora certa, la decisione sarà presa con molta probabilità il 10 marzo, per ora il Governo ha detto di essere al lavoro per verificare tale possibilità e che il taglio delle accise sarà adottato in caso di aumento stabile del prezzo dei carburanti. Allo stesso tempo è stato sottolineato che si intende porre un freno alle speculazioni.
La crisi tra Iran e Stati Uniti, allargatasi poi a tutta l’area del Golfo è iniziata il 28 febbraio e l’aumento dei prezzi ai distributori è arrivato in modo immediato. Si tratta di un’“anomalia” perché i carburanti ora in distribuzione erano già nelle scorte dei distributori e di conseguenza non dovevano subire l’influenza dei prezzi a rialzo. Ciò fa pensare che vi sia stata una speculazione. Proprio per evitare questo fenomeno, sono iniziati i controlli della Guardia di Finanza.
Taglio accise benzine diesel, quanto si risparmia sul pieno?
L’applicazione delle accise mobili è richiesto da più parti, dalle opposizioni alle associazioni dei consumatori, il prezzo della benzina ha, infatti, superato nella maggior parte delle pompe 1,8 centesimi, mentre il diesel che ha subito dal 1° gennaio un vistoso aumento delle accise, ha superato sulla rete autostradale i 2 euro arrivando a 2,6 euro in alcune pompe.
Il taglio delle accise proposto oscilla tra i 10 e i 15 centesimi a litro, su un serbatoio di piccole dimensioni (utilitaria), per il pieno il risparmio sarebbe di 3- 4,50 euro.
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