Taglio delle accise, perché l’intervento del governo contro il caro carburante serve a poco

Stefano Rizzuti

19/03/2022

21/03/2022 - 11:20

condividi

Il taglio delle accise (25 centesimi di euro al litro in meno) introdotto dal governo Draghi con il decreto Energia sembra avere un effetto limitato, non solo nel tempo ma anche per la sua efficacia.

Taglio delle accise, perché l'intervento del governo contro il caro carburante serve a poco

Il governo Draghi ha varato il decreto Energia per contenere l’effetto del rialzo dei prezzi di energia e carburante. Ma il taglio delle accise e la conseguente riduzione dei costi al distributore non sembra soddisfare tutti. Anche perché, andando a guardare la recente evoluzione dei prezzi, il taglio - corrispondente in totale a circa 30 centesimi al litro - riporterebbe benzina e gasolio al costo di meno di un mese fa.

Di fatto l’intervento del governo serve a tornare indietro di poche settimane, quando il rialzo dei costi del carburante era già in corso e i prezzi erano saliti nettamente al di sopra dei livelli del 2021. Va detto che ancora non sono state fornite le specifiche sull’intervento del governo, ma il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha spiegato che il taglio consiste in 25 centesimi al litro in meno di accise.

Proviamo quindi a capire quali saranno i nuovi prezzi di benzina e gasolio, con il taglio in vigore fino al 30 aprile, e quali saranno gli effetti dell’intervento del governo rispetto alle settimane precedenti.

Taglio delle accise, quanto si risparmia con l’intervento del governo

La riduzione delle accise, secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, dovrebbe riguardare benzina e gasolio, mentre non si fa riferimento - almeno per ora - al gpl e al metano. L’effetto del taglio consiste nella riduzione del prezzo di benzina e gasolio di 25 centesimi di euro al litro per un periodo di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

La riduzione di 25 centesimi si applica alle accise sulla benzina e sul gasolio, che sono attualmente corrispondenti rispettivamente a 0,728 e a 0,617 euro al litro. Alla riduzione delle accise di 25 centesimi va aggiunto il conseguente taglio dell’Iva che si applica sulle accise, per un risparmio totale di circa 30 centesimi al litro.

Quanto costeranno benzina e gasolio con il taglio

In attesa di un chiarimento sul reale taglio e quindi il nuovo costo di benzina e gasolio (non è chiaro se il taglio delle accise sarà di 25 centesimi o se la riduzione totale sarà di questa cifra), è il Codacons a effettuare alcuni calcoli sul nuovo costo basandosi sugli ultimi prezzi dei carburanti comunicati ufficialmente.

Andando a ridurre il costo al litro di 30,5 centesimi (sommando accise e Iva sulle accise), la benzina dovrebbe costare alla pompa mediamente 1,879 euro al litro e il gasolio 1,849. Facendo una stima ulteriore il Codacons ipotizza un risparmio sul pieno di circa 15 euro.

Con taglio accise prezzi tornano indietro di poche settimane

Se andiamo a guardare i prezzi comunicati dal ministero negli scorsi mesi, a febbraio il costo medio della benzina si attestava a 1,848 euro al litro, ovvero meno di quanto si spenderà con il taglio delle accise. Tornando ancora più indietro, a gennaio il costo era di 1,764 euro al litro e a dicembre addirittura soltanto 1,724.

Ancora peggio va per il gasolio: a febbraio il diesel costava 1,720 euro al litro, oltre 10 centesimi in meno di quanto non succederà con il taglio delle accise. A gennaio si scendeva a 1,632 e a dicembre a 1,589 euro al litro. Quindi con i nuovi prezzi, successivi al taglio previsto dal governo, si tornerà semplicemente indietro di meno di un mese, azzerando solo gli aumenti delle ultimissime settimane.

Se andiamo indietro proprio ai prezzi delle scorse settimane, vediamo che in quella del 7 marzo i prezzi medi si attestavano a 1,953 euro al litro per la benzina e 1,829 per il gasolio: in pratica per il diesel il prezzo del 7 marzo era più basso di quello che verrà applicato dopo il taglio.

Per la benzina, con la riduzione delle accise, si torna più o meno ai prezzi del 28 febbraio, quando per un litro servivano 1,868 euro (e per il gasolio 1,740). Peraltro i calcoli dei nuovi prezzi del Codacons arrivano dopo alcuni giorni in cui i prezzi del carburante sono già scesi.

Il timore di molti analisti, però, è che nei prossimi giorni il costo di benzina e diesel possa tornare a salire e se così fosse gli effetti del taglio delle accise potrebbero essere annullati nel giro di un paio di settimane, almeno se il trend fosse lo stesso che si è già registrato tra fine febbraio e marzo.

Iscriviti a Money.it