Superbonus: cessione e sconto in 10 anni, ma c’è una scadenza da rispettare

Rosaria Imparato

17/11/2022

19/11/2022 - 15:41

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Il dl Aiuti quater punta a sbloccare la cessione del credito e lo sconto in fattura, facendo usare le opzioni in 10 anni anche per il superbonus. Tuttavia, questa novità non si applica a tutti.

Superbonus: cessione e sconto in 10 anni, ma c'è una scadenza da rispettare

Il dl Aiuti quater potrebbe sbloccare la questione della cessione del credito e dello sconto in fattura, con l’introduzione della possibilità di spalmare il beneficio in dieci anni. In questo modo, anche per il superbonus si aprirebbe la possibilità di diluire le quote in un lasso di tempo più ampio, come accade per la detrazione degli altri bonus edilizi.

Con le regole attuali, invece, il credito va ceduto integralmente o per singola annualità a un acquirente, che a sua volta deve avere la possibilità di scontarlo dalle proprie tasse. L’opzione di poter spacchettare le somme alleggerisce in modo considerevole le rate annuali, che diventano più gestibili dagli istituti di credito.

Tuttavia, c’è una scadenza da rispettare: quella del 31 ottobre. La rateizzazione decennale, secondo le anticipazioni contenute nella bozza del testo del decreto, sarà applicabile su richiesta del cessionario alle operazioni perfezionate entro il 31 ottobre scorso.

Superbonus, cessione del credito e sconto in fattura in 10 anni, ma solo per le vecchie operazioni

La cessione del credito è diventata un’odissea, e anche con quest’ultima mossa del governo -anticipata dal Sole24Ore- non si risolverà la questione. La possibilità di rateizzare in 10 anni infatti viene data solo a un ristretto numero di operazioni: quelle in corso e che sono state perfezionate entro il 31 ottobre. Restano quindi escluse le operazioni future. Il problema, insomma, resta: è necessario trovare una soluzione anche per i crediti futuri del superbonus che, anche se in forma corretta e ridotta, escluderebbe una grande fetta di contribuenti dalla possibilità di monetizzare subito il beneficio fiscale.

La norma, aggiunta al testo del provvedimento (che secondo il Sole24Ore dovrebbe essere bollinato oggi 17 novembre dalla Ragioneria generale dello Stato) serve a rianimare il mercato dei crediti, in crisi visti i problemi di capienza fiscale derivanti dalla moltiplicazione degli sconti nella corsa al superbonus. Nelle ultime settimane, infatti, quasi tutto il sistema bancario e anche Poste italiane ha chiuso le porte alle nuove acquisizioni di crediti.

Superbonus e cessione del credito, arriva un fondo per non escludere i redditi bassi

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato da Bali (dove era in corso il G20) che «Bisogna capire se dalle banche arriverà una proposta opportuna», ribadendo anche che «serve un alert sul fatto che la cessione dei crediti non è scontata e, fatto salvo il pregresso, lo Stato non può continuare a garantire il ritmo del credito d’imposta attuale».

Il governo quindi, partendo da questo presupposto, punta a creare un fondo per aiutare i contribuenti con redditi medio bassi. In questo momento non si conosce l’entità del fondo, che verrà quantificato solo nella versione finale del provvedimento. L’idea di base è quella di supportare con un contributo le spese delle persone fisiche titolari dei redditi. Il reddito, con la riforma del superbonus in atto del governo Meloni, non verrà calcolato sull’Isee ma sul quoziente familiare.

La riforma delle agevolazioni edilizie verso un bonus casa unico

Le novità per i bonus edilizi non sono finite. In legge di Bilancio ci si dovrà occupare anche di un’altra questione, quella dell’aliquota unica (più o meno all’80%). Il viceministro Mef Maurizio Leo ha detto il bonus casa unico dovrebbe partire dal 2024.

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