Superbonus assunzioni fino al 130% anche nel 2026, ecco a chi spetta

Nadia Pascale

27/02/2026

La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato al 2026 il Superbonus assunzioni, la maxi deduzione fiscale consente di ottenere uno sgravio fino al 130% per chi assume. Ecco beneficiari e importi.

Superbonus assunzioni fino al 130% anche nel 2026, ecco a chi spetta

Il Superbonus assunzioni fino al 130% è stato introdotto con il decreto legislativo 216 del 30 dicembre 2023, che ha disciplinato per la prima volta lo sgravio fiscale.

Con la Legge di Bilancio 2025 la misura è stata prorogata e, quindi, i datori di lavoro possono avvalersi della misura anche nel 2026.

La misura, che prevede una deduzione fiscale fino al 130%, è stata attuata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che contiene le modalità di attuazione.

Ecco cosa prevede il Superbonus assunzioni fino al 130%, a chi spetta, come effettuare i calcoli degli importi, e i testi del decreto del 25 giugno 2024 e della Circolare 1 del 2025 dell’AdE.

Superbonus assunzioni con sgravi fino al 130%

L’articolo 4 del decreto legislativo 30 dicembre 2023, n.216 prevede

il costo del personale di nuova assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è maggiorato, ai fini della determinazione del reddito, di un importo pari al 20% del costo riferibile all’incremento occupazionale.

Grazie al decreto del 25 giugno questa norma diventa applicabile.

Il Superbonus assunzioni è una misura volta ad agevolare le assunzioni con contratto a tempo indeterminato di nuovo personale in azienda. Spetta esclusivamente nel caso in cui ci sia un reale aumento della forza lavoro.

Il decreto, infatti, prevede lo sgravio fiscale per le assunzioni effettuate nel 2026 a condizione che ci sia un aumento effettivo della forza lavoro rispetto al periodo di imposta precedente. Si deve avere come punto di riferimento il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupato nel periodo di imposta precedente.

Il datore di lavoro ottiene lo sgravio del costo dell’assunzione al 100%, a questo si aggiunge una maggiorazione del 20%. Maggiorazione che sale al 30% nel caso in cui si assumano persone difficili da collocare nel mondo del lavoro. Vedremo a breve chi sono.

Lo sgravio ha la forma di una maxi-deduzione dal reddito degli importi maggiorati e, di conseguenza, porta a una base imponibile ridotta per le imposte sui redditi (Irpef e Ires).
Deve essere ricordato che lo sgravio non riguarda i contributi Inail.
Ad esempio, per ogni 100 euro di costo del lavoro, l’impresa può dedurre fino al 120-130%, cioè la base imponibile delle imposte sui redditi si riduce di 120-130 euro con un risparmio fiscale immediato.

Affinché si possa ottenere la maxi deduzione fiscale è essenziale la regolarità contributiva e fiscale e risulti il rispetto nella normativa in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.

Chi può ottenere il Superbonus assunzioni 2026

Possono avvalersi dell’agevolazione titolari di reddito di impresa ed esercenti arti e professioni. Non possono ottenere l’agevolazione le imprese in liquidazione ordinaria, in fase di liquidazione giudiziale o agli altri istituti liquidatori relativi alla crisi di impresa.
Con la Circolare 1 del 20 gennaio 2025 è stato ulteriormente precisato che il costo ammesso alla deduzione è il minore tra:

  • il costo effettivo sostenuto per le nuove assunzioni;
  • l’aumento complessivo del costo del personale rispetto all’anno precedente.

L’agevolazione spetta a condizione che i soggetti interessati abbiano esercitato effettivamente l’attività nei 365 giorni (366 se bisestile) antecedenti il primo giorno del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023. Il termine è mobile e si sposta in avanti di un anno in base all’anno in cui ci si avvale del beneficio, ad esempio per le assunzioni del 2026 si fa riferimento al periodo di imposta chiuso il 31 dicembre 2025.

Per costo del personale devono, invece, intendersi le seguenti voci:

  • salari e stipendi;
  • oneri sociali (contributi previdenziali, Inail..);
  • trattamento di fine rapporto;
  • trattamento di quiescenza e simili;
  • altri costi.

Chi non può avvalersi del Superbonus assunzioni

Non rientrano tra i beneficiari dell’agevolazione gli imprenditori agricoli che producono esclusivamente un reddito agrario di cui all’articolo 32 del TUIR.

Questo perché, come sottolinea la Circolare n°1 del 2025, producono reddito non classificabile come reddito da lavoro autonomo o reddito di impresa.

Non sono, inoltre, ammessi al beneficio i soggetti non determinano il reddito con il metodo analitico, cioè che si avvalgono del regime forfettario, ciò in base alle disposizioni del comma 5 dell’articolo 3 del decreto attuativo.
Non possono, infine, accedere all’agevolazione coloro che sono in fase di liquidazione o stanno comunque gestendo una crisi aziendale.

Soggetti svantaggiati con Superbonus 130%

I soggetti deboli per i quali spetta l’ulteriore agevolazione del 10% sono individuati nell’allegato 1 al decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 sono:

  • persone con disabilità riconosciuta;
  • ex percettori di reddito di cittadinanza che non integrino i requisiti per l’accesso all’Assegno di inclusione,
  • lavoratrici madri con almeno due figli minori o prive di un impiego regolarmente retribuito;
  • donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea e nelle aree svantaggiate;
  • donne vittime di violenza;
  • giovani ammessi agli incentivi sull’occupazione.

Come già annunciato, per l’assunzione di questi lavoratori la maxideduzione fiscale arriva fino al 130%.

Decreto 25 giugno 2024
Decreto Superbonus assunzioni

Tipologia di contratto con beneficio Superbonus assunzioni

Il Superbonus assunzione viene riconosciuto per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato.

Il beneficio viene riconosciuto anche in caso di:

  • trasformazione di contratti a tempo indeterminato di contratti di lavoro a tempo determinato;
  • contratti a tempo indeterminato parziale;
  • contratti di apprendistato;
  • lavoratori somministrati con contratto di lavoro a tempo indeterminato. In questo caso l’agevolazione spetta all’impresa utilizzatrice in misura proporzionale alla durata del rapporto di lavoro presso l’utilizzatore (articolo 5 comma 5 del decreto ministeriale).

Come si calcola l’incremento occupazionale

Il Superbonus assunzioni è legato all’effettivo incremento occupazionale derivante dalle assunzioni agevolate. Il secondo periodo del comma 2 dell’articolo 4 del Decreto, al fine di prevenire fenomeni distorsivi, dispone che l’incremento occupazionale sia considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Anche in questo caso la Circolare dell’Agenzia delle Entrate è essenziale per determinare l’ambito di applicazione con alcuni esempi. Ne citiamo uno: per un’azienda che ha un dipendente a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato che lavora 365 giorni l’anno e un dipendente dimessosi dopo 180 giorni, il livello occupazionale è 1,49 ed è dettato dalla proporzione 365/365 (dipendente 1) + 180/365 (dipendente 2 che ha dato le dimissioni) =1,49.

Questa azienda se assume 2 lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno raggiunge un rapporto pari a 3 e, di conseguenza, ha diritto all’agevolazione.

Circolare 1 del 2025 Agenzia delle Entrate
Superbonus assunzioni

Le nuove assunzioni devono essere “spurgate” dai decrementi, insomma, il turn over non genera nuove assunzioni e maxi deduzione fiscale. Tra i decrementi occupazioni devono essere inseriti:

  • pensionamenti;
  • licenziamenti per giusta causa;
  • dimissioni volontarie.
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