Sulla fusione nucleare solo propaganda e facili illusioni

Redazione Money Premium

19/05/2024

Sebbene siano stati compiuti progressi nel confinamento magnetico e inerziale dei plasmi negli ultimi 70 anni, il traguardo di utilizzarli come combustibile effettivo è ancora lontano.

Sulla fusione nucleare solo propaganda e facili illusioni

Nel contesto mediatico odierno, il dibattito su temi tecnologici avanzati spesso genera un mare di contraddizioni. La fusione nucleare, tema di punta di recente, incarna perfettamente questa tendenza, oscillando tra promesse di una rivoluzione energetica e scetticismi scientifici radicati.

Molti servizi giornalistici recenti hanno sollevato la prospettiva che la fusione nucleare potrebbe, nel medio-breve termine, trasformarsi nella soluzione ideale per un’energia pulita. Questi articoli suggeriscono che, entro i prossimi 15-20 anni, la fusione potrebbe risolvere la complessa equazione dello sviluppo sostenibile, con benefici sia ambientali che economici.

Tuttavia è fondamentale fare chiarezza sullo stato attuale delle cose: nonostante un’intensa attività di ricerca, la fusione nucleare non è ancora pronta a diventare una fonte energetica pratica.

La fusione nucleare ha trovato spazio nei media non solo attraverso pubblicazioni accademiche, ma anche grazie al proliferare di start-up e alle promesse di una fonte energetica illimitata e pulita. È cruciale comprendere come un argomento così complesso sia diventato così popolare e quali siano le reali aspettative da esso.

Le fasi principali dello sviluppo della ricerca sulla fusione nucleare al momento sono:

1. La fisica della fusione: Questa fase si concentra sullo studio dei processi che potrebbero innescare la fusione nucleare. La ricerca si impegna a ottenere e a comprendere i plasmi di deuterio (D) e trizio (T), due isotopi dell’idrogeno. Sebbene siano stati compiuti progressi nel confinamento magnetico e inerziale dei plasmi negli ultimi 70 anni, il traguardo di utilizzarli come combustibile effettivo è ancora lontano.

2. Il controllo della reazione: Questo stadio riguarda lo sviluppo di tecnologie capaci di mantenere una reazione di fusione costante e controllata. Nei Tokamak, macchine per il confinamento magnetico, si è osservata la possibilità di tali controlli, ma non è ancora stato raggiunto un equilibrio energetico (break-even). Il confinamento inerziale, sebbene abbia mostrato potenzialità raggiungendo il break-even in alcuni esperimenti, presenta sfide significative nella sua traslazione in un contesto di reattore operativo.

3. Sviluppo del reattore: L’obiettivo finale è la progettazione e la costruzione di un reattore che utilizzi le reazioni di fusione per produrre energia in modo efficiente. Questo passaggio richiede l’innovazione in materiali resistenti a intense condizioni di calore e radiazioni, nonché lo sviluppo di sistemi per la gestione del combustibile e delle scorie nucleari.

Il progetto ITER merita una menzione speciale. Questo ambizioso esperimento internazionale mira a integrare le tre fasi sopra descritte in un unico impianto sperimentale. Le dimensioni, la complessità e i lunghi tempi di realizzazione del progetto ITER illustrano le immense sfide che la fusione ancora presenta.

Parallelamente alla ricerca sulla fusione, le fonti rinnovabili come il solare e l’eolico si dimostrano opzioni già disponibili e efficaci. Queste tecnologie, in continua evoluzione e espansione globale, offrono soluzioni pratiche per le urgenti esigenze energetiche e ambientali del nostro pianeta.

Sebbene la fusione nucleare offra un campo di ricerca promettente e stimolante, la sua applicazione pratica nel campo energetico resta un obiettivo a lungo termine. Al contempo, le fonti rinnovabili esistenti rappresentano le migliori opzioni per affrontare le sfide energetiche immediate, garantendo un futuro più verde e sostenibile.