Stripe e Advent puntano a PayPal. L’offerta da 53 miliardi che può ridisegnare i pagamenti globali

Redazione Money Premium

15/07/2026

La grande scommessa fintech: Stripe e Advent vogliono comprare PayPal a 60,50 dollari per azione. Tutti i dettagli dell’operazione.

Stripe e Advent puntano a PayPal. L’offerta da 53 miliardi che può ridisegnare i pagamenti globali

Nel panorama dei pagamenti digitali, l’interesse strategico di Stripe e Advent International verso PayPal rappresenta un momento di potenziale trasformazione profonda per l’intero settore fintech.

L’idea di un’acquisizione congiunta, con una proposta valutata intorno ai 60,50 dollari per azione e un controvalore complessivo che supera i 53 miliardi di dollari, emerge come un’operazione che unisce la spinta innovativa di una delle piattaforme più dinamiche del mercato con le risorse strutturate di un fondo di private equity esperto in servizi finanziari.

Questa combinazione punta a creare un soggetto capace di operare su scala globale senza smembrare l’azienda acquisita, mantenendo intatta la sua infrastruttura e il portafoglio di soluzioni, con una ripartizione paritetica del 50% tra i due partner.

Il fil rouge che lega PayPal ad Advent e Stripe

Stripe, fondata nel 2010 dai fratelli Patrick Collison e John Collison, ha costruito il proprio successo su un approccio orientato agli sviluppatori, con API flessibili e un focus marcato sul segmento enterprise e merchant. Nel 2025 ha gestito un volume totale di pagamenti pari a 1,9 trilioni di dollari, in crescita del 34% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa l’1,6% del PIL mondiale.

La sua valutazione privata ha toccato i 159 miliardi di dollari nell’ambito di un’offerta per azioni riservata a dipendenti e ex dipendenti, riflettendo la fiducia degli investitori nella capacità di generare valore attraverso innovazione continua e acquisizioni mirate, come quella della piattaforma di stablecoin Bridge. Servendo oltre cinque milioni di attività, inclusa la quasi totalità delle componenti del Dow Jones e dell’80% di quelle del Nasdaq 100, Stripe si distingue per la sua efficienza operativa e per la capacità di supportare pagamenti programmabili, cross-border e integrati con tecnologie emergenti come la blockchain.

Di contro, PayPal incarna la storia consolidata dei pagamenti digitali consumer. Fondata alla fine degli anni Novanta, ha chiuso il 2025 con un volume di transazioni di 1,79 trilioni di dollari, in crescita più moderata del 7%, supportato da 25,4 miliardi di operazioni e da 439 milioni di account attivi. I ricavi netti hanno raggiunto i 33,17 miliardi di dollari, con un utile netto di 5,23 miliardi. La sua forza risiede nella base utente consumer, potenziata da strumenti come Venmo per i pagamenti peer-to-peer, e nel gateway Braintree, che aggiunge volumi significativi nel segmento merchant.

Tuttavia, negli ultimi anni PayPal ha affrontato una crescita rallentata rispetto ai competitor più agili, penalizzata dalla concorrenza di wallet integrati come Apple Pay e Google Pay, oltre che da una maggiore esposizione al mercato consumer tradizionale in un’epoca di transizione verso pagamenti embedded e agentici guidati dall’intelligenza artificiale.

L’ingresso di Advent International nell’operazione aggiunge una componente essenziale di leva finanziaria e di expertise operativa. Il fondo di private equity, con una consolidata esperienza nel settore dei servizi finanziari, rende fattibile una transazione cash-intensive, sostenuta da circa 50 miliardi di dollari di finanziamento bancario impegnato. Questo approccio 50/50 permette a Stripe di apportare tecnologia e velocità di innovazione mentre Advent International contribuisce con capacità di ottimizzazione dei costi, governance e creazione di valore a medio-lungo termine, tipiche delle operazioni di buy-out.

Verso una nuova infrastruttura dei pagamenti globali

Le sinergie che potrebbero derivare da una tale integrazione appaiono ampie e complementari. Stripe guadagnerebbe accesso immediato a una vasta base consumer globale, a infrastrutture di wallet consolidate e a rail di pagamento maturi, bilanciando così il proprio DNA enterprise con una presenza diretta sul fronte retail. Allo stesso tempo, PayPal potrebbe beneficiare di maggiore agilità operativa, lontana dalle pressioni trimestrali del mercato pubblico, e di un’accelerazione nello sviluppo tecnologico grazie alle piattaforme developer-centric di Stripe. Entrambe le realtà sono già attive nel mondo delle stablecoin, PayPal con PYUSD e Stripe attraverso Bridge, e una combinazione potrebbe accelerare la creazione di infrastrutture unificate per pagamenti on-chain e off-chain, in un mercato dove i volumi di asset digitali continuano a espandersi rapidamente.

Dal punto di vista finanziario, l’offerta rappresenta un premio significativo rispetto alle valutazioni recenti di PayPal, il cui multiplo prezzo/utili si attestava intorno a 8,7x prima della proposta, riflettendo una compressione del titolo dopo il picco di circa 360 miliardi di dollari del 2021. Questo contesto rende l’operazione attraente per gli azionisti, offrendo un’uscita dignitosa in un momento di transizione strategica per PayPal, che sotto la nuova guida di Enrique Lores ha avviato riorganizzazioni interne e iniziative di risparmio costi attraverso l’AI, oltre ad acquisizioni mirate come quella di Cymbio per rafforzare le capacità in agentic commerce.

Tuttavia, realizzare questa visione non sarebbe privo di sfide. Sul piano regolatorio, un deal di questa portata attirerebbe inevitabilmente l’attenzione delle autorità antitrust negli Stati Uniti e in Europa, preoccupate per la concentrazione in un mercato già dominato da pochi grandi attori. L’integrazione tra culture aziendali differenti richiederebbe un’attenzione particolare per preservare talenti e continuità operativa. Inoltre, PayPal ha dimostrato resilienza attraverso il proprio turnaround, con piani di espansione in aree innovative che potrebbero rafforzare la sua posizione negoziale o aprire a percorsi alternativi di crescita indipendente.