Petrolio WTI: i livelli da monitorare per una possibile ripartenza

Le quotazioni del petrolio WTI si stanno riportando verso un fondamentale supporto di medio periodo. In caso di arrivo su questo livello, si potrebbero valutare strategie di natura long con i Certificati StayUP di SocGen

Petrolio WTI: i livelli da monitorare per una possibile ripartenza

Sul petrolio WTI, il mese di gennaio ha portato forti vendite, con le quotazioni che dai top del 25 aprile 2019 sono passate ai minimi dal 10 ottobre 2019, toccando i 52,15 dollari al barile. In poco più di 10 sedute, i prezzi hanno lasciato sul terreno oltre il 20% (considerando l’escursione massimo-minimo).


Petrolio WTI, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Da un punto di vista grafico, la discesa è iniziata dopo che la corsa degli acquirenti è stata bloccata dal livello statico a 64,57 dollari, lasciato in eredità dai minimi del 4 giugno 2018, e da quello dinamico ottenuto collegando i top del 20 maggio a quelli del 16 settembre 2019.

La situazione è poi peggiorata, con le quotazioni che hanno violato sia la linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 10 ottobre a quelli del 3 dicembre 2019 che la media mobile semplice a 200 giorni.

I corsi stanno raggiungendo un supporto fondamentale, transitante a quota 50,64 dollari (derivante dai minimi del 15 gennaio scorso), il quale potrebbe tornare ad attirare l’interesse dei compratori. A ciò si unirebbe anche l’arrivo alla zona di ipervenduto dell’RSI settato a 14 periodi.

Nel caso in cui tale sostegno venisse violato, vi sarebbe la possibilità di assistere ad un’altra fase di ribasso veloce da parte dell’oro nero, il quale potrebbe mirare ai lows del 2018, a 42,36 dollari.

Strategie operative con i Certificati StayUP

Operativamente, l’arrivo in area 50,64 dollari potrebbe essere sfruttato con il Certificato StayUP di SocGen con ISIN LU2024214582. Il Certificate presenta una Barriera Inferiore a 48 dollari, ben al di sotto del livello di concentrazione di domanda menzionato prima.

Al fine di tutelare parte del capitale, lo stop loss andrebbe posto in caso di chiusura al di sotto di 49,20 dollari. L’obiettivo è invece individuabile a 53 dollari al barile.

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