Taglio Irap automatico nel decreto Rilancio: requisiti imprese, soggetti esclusi e novità

Il taglio dell’Irap 2020 diventa automatico nel decreto Rilancio per le imprese e i lavoratori autonomi con fatturato fino a 250 milioni di euro. Ecco quali sono i requisiti, i soggetti esclusi e le novità in arrivo.

Stop all’Irap nel decreto Rilancio: il taglio dell’imposta regionale sulle attività produttive per il 2020 diventa automatico.

Il decreto Rilancio, dopo essere stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella serata del 19 maggio.

Nella versione ufficiale del provvedimento è stata inserita una precisazione che riguarda il versamento di quanto dovuto per il saldo e l’acconto dell’Irap per il 2020.

Si è infatti specificato che l’importo dovuto per il versamento è escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo nel 2021.

Inoltre, non è dovuto il saldo Irap per il 2019, pur rimanendo l’obbligo di versare quanto dovuto per gli acconti del 2019.

Vediamo le novità e quali sono i soggetti esclusi dall’agevolazione.

Stop Irap nel decreto Rilancio: taglio automatico al saldo e acconto del 2020

Lo stop all’Irap si è concretizzato nel decreto Rilancio.

Il pacchetto dedicato alle imprese è il più corposo tra quelli del nuovo provvedimento.

Per quanto riguarda il taglio dell’Irap, si tratta di un provvedimento una tantum previsto dall’articolo 24 del decreto Rilancio:

“Non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sul le attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019”

Questo significa che il taglio dell’Irap è valido solo per saldo e acconto 2020, non per quanto dovuto relativamente al 2019.

Per godere dell’agevolazione l’imprenditore semplicemente non dovrà pagare nulla il prossimo 30 giugno.

È stato poi aggiunto un ulteriore inciso, per dipanare i dubbi legati alla precedente formulazione della norma:

“l’importo di tale versamento [riferito proprio al primo acconto] è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta.”

Dunque, il taglio dell’Irap diventa automatico ed effettivo, e avrà un’influenza notevole sulla riduzione dell’imposta per il 2020, visto che non si trasformerà in un maggior importo da versare per il saldo di giugno 2021.

Stop Irap nel decreto Rilancio: requisiti imprese, soggetti esclusi e novità

Ma quali sono i requisiti richiesti alle imprese per poter beneficiare della sospensione dell’Irap?

Potranno beneficiare del “taglio una tantum” le imprese con fatturato fino a 250 milioni di euro.

Dunque, l’appuntamento del 30 giugno salterebbe per una platea molto ampia, pari a circa 1,8 milioni di imprese.

La norma del decreto stabilisce anche quali sono i soggetti esclusi da tale agevolazione: si tratta delle banche e gli altri enti e società finanziari, le imprese di assicurazione, le Amministrazioni e gli enti pubblici.

Stop Irap nel decreto Rilancio: la proposta di Confindustria

Carlo Bonomi, il Presidente di Confindustria, è intervenuto durante il programma Piazza Pulita il 7 maggio scorso.

Secondo quanto dichiarato da Bonomi, c’è più di una cosa che non sta funzionando nella gestione della crisi, e tra le proposte fatte per uscire dalla crisi c’era anche l’abolizione dell’Irap.

Due i motivi alla base della proposta:

  • una dichiarazione in meno da fare per gli imprenditori, quindi ci sarebbe un vantaggio in termini di semplificazione fiscale;
  • dall’Irap dovrebbero arrivare circa 9 miliardi nelle casse dello Stato, circa la stessa somma che il Governo vuole investire nelle imprese.

L’abolizione dell’Irap renderebbe tutto automatico, semplice: senza fare richieste riempiendo decine di moduli e aspettando che arrivi l’aiuto dallo Stato.

Il decreto Rilancio però non parla di abolizione, ma solo della cancellazione di saldo e acconto 2020, versamento previsto per il prossimo 30 giugno.

Non resta che aspettare i prossimi sviluppi, a partire dalla pubblicazione ufficiale del decreto Rilancio.

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